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L’agopuntura è efficace contro la depressione!

 

Arrivano le prime conferme scientifiche sull’efficacia dell’agopuntura nel trattare le depressioni. Come dimostra una ricerca australiana pubblicata su Plos online, il ricorso agli aghi dell’antica medicina cinese produce significativi cambiamenti nelle parti del cervello che regolano le emozioni. 

Gli studiosi della University of New South Wales, servendosi della risonanza magnetica funzionale, hanno tentato di mappare i mutamenti prodotti nel cervello dalla stimolazione di alcuni punti del corpo con agopuntura laser.  

Per approfondimenti 

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Scoperto il meccanismo analgesico dell’agopuntura

Il dott. Giorgio Ciaccio durante una seduta di Agopuntura

Svelato uno dei meccanismi molecolari che sta dietro gli effetti antidolore dell’agopuntura: gli aghi hanno il potere di indurre il rilascio, a livello del tessuto trattato, di una sostanza, l’adenosina, che agisce come antidolorifico naturale. La scoperta è dell’equipe di Maiken Nedergaard dell’Università di Rochester.

Sulla base di essa i ricercatori sono anche riusciti triplicare gli effetti antidolore dell’agopuntura, per ora sui topolini, aumentando localmente la concentrazione di adenosina. Resa nota sulla rivista Nature Neuroscience, la notizia, che arriva proprio in concomitanza con la IX Giornata Nazionale del Sollievo, sembra avere la forza per sfatare alcune ‘maldicenze’ sul conto dell’agopuntura, la cui reale efficacia non è riconosciuta da tutti. Vecchia 5 mila anni almeno, l’agopuntura, di certo una delle più diffuse tipologie di medicina non convenzionale, viene usata ormai in tutto il mondo per la cura di molte patologie ma soprattutto come trattamento contro il dolore acuto e cronico.

Secondo dati riportati online dall’Associazione Italiana Agopuntura sarebbero circa 6 milioni gli italiani che ogni anno ricorrono agli aghi per i motivi più disparati e, secondo i dati emersi da un recente incontro promosso dalla Società italiana di Farmacognosia (Siphar), sarebbero circa 12 mila i medici agopuntori, numero che pone l’Italia al terzo posto dopo Cina e Giappone. Molto si è detto a favore e contro l’agopuntura e negli ultimi anni è stato un susseguirsi di ricerche scientifiche che pretendevano di dimostrare efficacia o, al contrario, inutilità di questa pratica.

I ricercatori Usa sono andati a vedere cosa fa l’agopuntura a livello molecolare e studiando le zampine dolenti di topolini hanno scoperto che uno dei modi (é probabile non sia l’unico) con cui l’agopuntura sortisce i suoi effetti antidolore è quello di indurre il tessuto stimolato dagli aghi a rilasciare una sostanza finora nota più che altro per i suoi effetti favorenti il sonno, l’adenosina. Gli esperti hanno dimostrato sui topolini che un trattamento classico di agopuntura induce in poco tempo il rilascio di adenosina nella parte dolente, la cui concentrazione aumenta di ben 24 volte durante l’applicazione degli aghi; a ciò corrisponde la riduzione del dolore avvertito dagli animali.

Come controprova dell’attendibilità della loro scoperta gli esperti hanno eliminato nel tessuto trattato con agopuntura i recettori che si attivano in risposta all’adenosina: senza recettori l’adenosina non può più agire e l’effetto degli aghi svanisce. Infine gli esperti hanno dimostrato che si può potenziare l’effetto dell’agopuntura dando ai topi, in concomitanza col trattamento, un farmaco che prolunga l’azione dell’adenosina.

In pratica, cioé, questo farmaco non fa altro che impedire la ‘digestione’ fisiologica dell’adenosina lasciando che la molecola resti in circolo più a lungo e quindi prolungando e intensificando (di un fattore tre) l’effetto degli aghi. Favorevoli o contrari che siate a qusta terapia non convenzionale, in ogni caso questi esperimenti danno una prova certa di un meccanismo d’azione dell’agopuntura, anche se certamente l’adenosina non è l’unico attore in gioco.


Incinta e depressa? L’agopuntura funziona!

Per evitare la depressione durante la gravidanza senza ricorrere a farmaci l’agopuntura batte i massaggi. Lo ha dimostrato uno studio dell’Università di Stanford, pubblicato dalla rivista Obstetrics and Gynecology, su 150 donne incinte depresse. I ricercatori hanno diviso le pazienti, tutte tra la settimana 12 e la 30, in tre gruppi: a 52 sono state fatte seguire sedute di agopuntura specifica per la depressione, a 49 di agopuntura normale e alle restanti di massaggi svedesi. Per tutte, le sedute sono state 12, di 25 minuti ciascuna. Al termine dello studio, i sintomi di depressione erano ridotti di almeno il 50% per cento in due terzi delle donne che avevano ricevuto l’agopuntura specifica, mentre solo in meta’ degli altri due gruppi. Nessuna differenza e’ stata invece trovata nella remissione totale dei sintomi, che e’ avvenuta in circa un terzo delle donne di ogni gruppo.

Fonte AGIsalute

Tumore al seno: l’agopuntura migliora sesso e qualità della vita

Non è solo efficace nel ridurre le vampate di calore nelle pazienti affette da tumore alla mammella: secondo uno studio statunitense dell’Henry Ford Hospital e pubblicato Journal of Clinical Oncology, l’agopuntura sortisce anche un miglioramento della qualità del sesso e migliora il senso di benessere nelle donne che soffrono di tumore al seno.

Una donna su otto sviluppa un carcinoma mammario nel corso della vita (dati National Cancer Institute). Per queste donne i trattamenti medici convenzionali comportano la chemioterapia e cinque anni di terapia ormonale. Il lungo trattamento farmacologico ormonale comporta diversi effetti collaterali, come i sintomi vasomotori – vampate di calore e sudorazioni notturne che possono diventare una delle principali cause di diminuzione della qualità della vita, e possono anche portare all’interruzione del trattamento. “L’agopuntura offre alle pazienti una sicura, efficace e durevole opzione di trattamento per le vampate di calore, che colpiscono la maggior parte delle donne che sopravvive al cancro al seno – conclude Eleanor Walker, direttrice del Dipartimento di Radioterapia dell’Henry Ford Hospital e principale autrice dello studio -. Rispetto alla terapia farmacologica, l’agopuntura ha molti benefici, senza effetti collaterali“.

Fonte SALUTE24.it

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Iperemesi gravidica

Nausea e vomito sono sintomi molto comuni in gravidanza, soprattutto durante il primo trimestre, e si stima possano verificarsi nel 70-85% delle donne. L’iperemesi gravidica (IG), al contrario, è una condizione altamente debilitante, in cui nausea e vomito compaiono e persistono in forma grave, e che colpisce una piccola percentuale (0,3-2% circa) di donne gravide. Nonostante sia il vomito il sintomo più preoccupante in corso di IG, una nausea persistente e debilitante può anch’essa condizionare negativamente la qualità della vita, con conseguenti assenze ripetute e protratte dal posto di lavoro. Rappresenta inoltre la principale causa di ospedalizzazione durante la gravidanza.

Studi epidemiologici hanno rivelato che le pazienti con IG sono più di frequente donne giovani, non fumatrici e di razza non caucasica; una storia precedente di IG, il diabete, uno stato di depressione o altre malattie psichiatriche, disturbi tiroidei, un’ulcera peptica e l’asma sono considerati fattori di rischio ulteriori. Numerosi studi hanno inoltre evidenziato una correlazione tra comparsa di IG e feto di sesso femminile. L’eziologia dell’IG non è stata ancora completamente chiarita, ma si ritiene sia il risultato di interazioni complesse tra fattori biologici, psicologici e socio-culturali. I meccanismi proposti sono numerosi e tra di essi si annoverano alti livelli sierici di gonadotropina corionica umana (hCG), l’azione degli estrogeni e degli ormoni tiroidei e l’infezione da Helicobacter pylori.

Al fine di porre una diagnosi corretta, ogni altra possibile causa di nausea e vomito (epatite, pancreatite, ostruzioni del tratto gastroenterico, patologie a carico della tiroide, ulcere, insufficienza adrenocorticale) deve essere esclusa, soprattutto quando i sintomi di IG iniziano dopo il primo trimestre di gravidanza. Non esiste infatti un esame specifico e diagnostico di IG: nella donna gravida, in presenza di vomito intrattabile, uno squilibrio di fluidi, elettroliti e del rapporto acido/basico associato a deficit nutrizionale e a perdita di peso permette di porre diagnosi di IG, una volta escluse altre patologie in atto. Al fine di evitare danni gravi e potenzialmente irreversibili, è necessario instaurare immediate terapie correttive nella paziente gravida iperemica. Non esiste un unico approccio terapeutico e l’iniziale gestione della paziente si deve basare sulla valutazione della gravità delle condizioni generali e sul grado di idratazione. La paziente dovrebbe innanzitutto assumere spontaneamente liquidi in quantità sufficienti a evitare la disidratazione, che determina a sua volta un peggioramento della nausea. Se la paziente è incapace di tollerare fluidi ingeriti per via orale, sono necessarie l’ospedalizzazione e la reidratazione parenterale. Un cambiamento nelle abitudini alimentari può essere di aiuto: piccoli pasti frequenti e asciutti, cibi salati, non rimanere mai a digiuno, mangiare qualcosa prima di alzarsi dal letto sono tutti trucchi utili. Anche lo zenzero, da sempre usato per il controllo di nausea e vomito dai popoli asiatici, sembrerebbe migliorare la sintomatologia senza alcun effetto dannoso sul feto; possono inoltre essere di giovamento sia l’agopuntura sia l’agopressione. Infine, se la terapia di supporto non è sufficiente, si può instaurare una terapia con antiemetici.

 

Bibliografia

  • Goodwin TM. Hyperemesis gravidarum. Obstet Gynecol Clin North Am 2008;35:401-417, VIII.
  • Ismail SK, Kenny L. Review on hyperemesis gravidarum. Best Pract Res Clin Gastroenterol 2007;21:755-769.
  • Sheehan P. Hyperemesis gravidarum – assessment and management. Aust Fam Physician 2007;36:698-701.

Tratto dal sito: http://www.benexolb12.bayer.it

Agopuntura: benessere attraverso gli aghi

Con alla base una profonda conoscenza anatomica e strutturale del corpo umano, i suoi canali di energia (chiamati meridiani), i numerosi punti corrispondenti agli organi del corpo e la teoria di Yin e Yang, l’agopuntura affonda le sue radici nell’antica medicina tradizionale cinese.

Ancora oggi in Cina la medicina tradizionale e la medicina moderna occidentale si affiancano negli ospedali, come negli ambulatori.

In Occidente solo verso la metà di questo secolo, l’agopuntura viene accettata ufficialmente come pratica medica terapeutica, con basi scientifiche a tutti gli effetti, infatti può essere praticata solo da esperti medici professionisti.

Nel Medioevo, epoca caratterizzata da epidemie, i profumieri si diffusero grazie al fatto che quasi tutti gli oli essenziali sono buoni antisettici.

Col passare del tempo le capacità curative delle piante furono progressivamente dimenticate, lasciando molto più spazio al loro impiego in campo cosmetico o alimentare.

Fu Gottefosse, un chimico, la prima persona che scrisse un trattato moderno sull’aromoterapia. Durante un esperimento chimico, lo studioso si scottò seriamente una mano. In laboratorio aveva occasionalmente a disposizione dell’ olio essenziale di lavanda e vi immerse subito la mano ustionata. L’ustione guarì in tempo brevissimo, poche ore, senza nessuna cicatrice.

Da allora Gottefosse fece molti esperimenti per attestare le qualità delle essenze, scoprendo che gli olii essenziali e le loro proprietà penetrano molto facilmente attraverso la pelle raggiungendo per mezzo dei liquidi extracellulari il sangue e la linfa, che a loro volta li portano in circolo fino ai vari organi.

Da allora gli studi ed i risultati ottenuti in questo campo sono stati numerosi.

I meccanismi | Tutta la vita dell’universo si svolge in un incessante susseguirsi di stimoli e riflessi.

Al minimo tocco esistono piante che chiudono le loro foglie, o fiori che aprono i loro petali sotto lo stimolo della luce del giorno per richiuderli dopo il tramonto.

L’organismo umano non si può sottrarre a questa legge generale.

Infatti i riflessi, che in esso incessantemente si producono e che rappresentano tutta la sua complessa vitalità, sono la risposta ad altrettanti stimoli. Possiamo dividere questi ultimi in tre categorie: stimoli fisiologici, patologici e curativi.

E’ noto come diversi stimoli che vengono esercitati attraverso dei processi fisiologici naturali nel nostro organismo, possono produrre risposte del tutto involontarie senza la necessità della nostra approvazione.

Attraverso queste risposte, come ad esempio secrezioni ghiandolari, variazioni delle attività cardiache, ecc. si compiono le più importanti funzioni vitali. Questi sono gli stimoli fisiologici.

Gli stimoli patologici sono studiati per stabilire o confermare delle diagnosi. Alcune malattie ad esempio, hanno un loro particolare modo di riflettersi nell’iride, manifestando fenomeni caratteristici che vengono studiati nell’indo-diagnosi.

Esaminando il fondo dell’occhio è possibile a volte diagnosticare ad esempio un tumore cerebrale perchè esso trasmette all’occhio determinati riflessi. Oppure i capillari cutanei ricevono degli impulsi trasmessi dalle tossine elaborate in alcune malattie e fanno si che l’epidermide assuma determinati aspetti.

Esistono tuttavia altri stimoli che noi stessi possiamo provocare “dall’esterno”, mediante l’eccitazione di particolari punti nevralgici, a scopo curativo, per ripristinare cioè quell’equilibrio che è stato interrotto dalla malattia. Sono questi gli stimoli ed i conseguenti riflessi curativi.

Ed è proprio sull’efficacia di questi stimoli che l’agopuntura ha le sue fondamenta.

La tecnica | Una volta diagnosticata la malattia, ascoltando il paziente, visitandolo e accertandone lo stato con un attento esame soprattutto della lingua e del polso, il metodo consiste nell’introdurre in punti specifici in relazione all’organo malato (i punti possono essere anche ben lontani dalla zona malata) degli aghi.

Gli aghi possono avere calibri differenti, caldi o freddi e vengono lasciati nel corpo, a minima profondità (la pratica è generalmente indolore) per circa 10/15 minuti.

La loro azione agisce molto in profondità nel corpo creando un generale stato di rilassamento ed i risultati sono notevoli anche solo con poche sedute.

Alcune volte al posto degli aghi i punti del corpo vengono invece stimolati riscaldandoli attraverso la combustione di un’erba curativa chiamata moxa, che bruciando produce un calore piacevole e penetrante stimolando punti nevralgici e apportando notevoli benefici.

E’ importante per la possibilità di una guarigione più completa affiancare alle sedute di agopuntura anche un’alimentazione adatta a seconda del disturbo, integrata da erbe o decotti consigliati dal medico.

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L’agopuntura efficace contro il mal di testa

I benefici dell’agopuntura per alleviare la cefalea sono ora dimostrati scientificamente, anche se possono derivare in parte anche dall’effetto placebo, cioè dalla fiducia che le persone ripongono in tali tecniche terapeutiche.
AgopunturaSebbene l’agopuntura possa essere d’aiuto nell’alleviare mal di testa ed emicranie, simili benefiche conseguenze si sono riscontrate anche in trattamenti simulati nei quali gli aghi non venivano inseriti sotto pelle in maniera corretta.
A queste conclusioni sono giunti alcuni studiosi tedeschi, guidati dal dott. Klaus Linde, ricercatore di medicina complementare della Technical University di Monaco. La ricerca tedesca, pubblicata sulla rivista “Cochrane Review”, è frutto di due distinte indagini che hanno monitorato 33 studi, i quali hanno coinvolto circa 7mila uomini e donne che si erano sottoposti a sedute di agopuntura per curare cefalee ed emicranie. Dai dati raccolti si è potuto osservare che i pazienti curati per più di otto settimane con questa metodica della medicina alternativa subivano meno attacchi di mal di testa rispetto a chi assumeva solo antidolorifici. Nei casi di emicrania il trattamento con gli aghi era più efficace di quello farmacologico, ma questo si verificava anche nel caso dei trattamenti agoterapici simulati. Questo fa concludere al dott. Linde che l’agopuntura potrebbe far bene più per un effetto placebo sulle persone che la scelgono che per la reale importanza dei punti specifici di pressione. Sia l’agopuntura che l’agopressione si fondano, infatti, sull’assunto che il corpo umano sia attraversato da canali d’energia, il cui flusso è regolabile comprimendo delle zone specifiche con una pallina, con i polpastrelli delle mani o con gli aghi. Queste due tecniche d’origine orientale hanno già provato scientificamente d’essere capaci di stimolare il rilascio nell’organismo delle endorfine, ormoni che riducono il dolore, lo stress e la nausea.
Quanto emerso dalle ricerche tedesche ha comunque bisogno d’essere approfondito dagli specialisti, che hanno bisogno di sapere quanto durino i miglioramenti apportati dall’agopuntura e se agopuntori specializzati possano ottenere risultati migliori per i pazienti rispetto a chi ha soltanto conoscenza di base nella materia. Insomma, credere che l’agopuntura faccia bene è quasi altrettanto efficace e benefico della corretta applicazione di questa metodica curativa.
Ultimamente, però, la sicurezza e l’efficacia dell’agopuntura per combattere il mal di testa sono state provate in altri due studi scientifici.
Il primo è stato pubblicato sulla Cochrane Review, rassegna che segue sistematicamente e con continui aggiornamenti tutte le novità scientifiche su un farmaco o su una determinata terapia.
Lo ahnno svolto un gruppo di ricercatori tedeschi e il medico italiano Giovanni Battista Allais, esaminando altre 11 ricerche su 2317 pazienti affetti da cefalea di tipo tensivo, che è la più comune. Tornando sulle conclusioni del primo studio apparso sulla Cochrane Review sull’agopuntura, gli scienziati hanno detto che, a differenza di quella ricerca che non aveva dimostrato con sufficiente chiarezza l’efficacia della pratica con gli aghi per i dolori da cefalea, ora i dati raccolti dai 6 trials addizionali indicano il benefico effetto dell’agopuntura in chi soffre di cefalee di tipo tensivo.
I medici, inoltre, sottolineano come questo trattamento non farmacologico andrebbe considerato come una possibile via terapeutica in chi soffre di mal di testa di tipo tensivo ricorrenti o cronici.
Un’altra importante indagine scientifica è apparsa sulle pagine di “Anesthesia Analgesia”, rivista della International Anesthesia Research Society che ha 31studi randomizzati e controllati effettuati su 4mila pazienti emicranici e con cefalea tensiva.
Tra tutte queste ricerche, solamente due sono state svolte in Cina, mentre le altre sono state realizzate in Germania, Italia, Francia, Danimarca, Inghilterra.
Sedici studi hanno indagato gli effetti di un’agopuntura correttamente praticata e di una sbagliata nell’alleviare il mal di testa, per valutare l’effetto placebo indotto dalla pratica orientale.
Altri otto studi hanno paragonato l’agopuntura ai farmaci. Il risultato di tutte queste ricerche ha dimostrato che l’agopuntura corretta è più efficace di quella sbagliata e addirittura di alcuni farmaci.
Era dunque errata la conclusione della ricerca del dott.Linde, apparsa sulla prima Cochrane Review, che riteneva l’agopuntura efficace in gran parte per effetto placebo: si può invece dire che tale effetto sia quasi assente nel momento in cui si inserisce un ago sottopelle che, anche messo nel punto sbagliato, comunque induce una stimolazione nervosa e fa rilasciare nel corpo alcune molecole attive.
La differenza tra un punto giusto (agopunto) e un punto sbagliato è di densità nervosa sottocutanea e quindi di capacità minore o maggiore di raccogliere lo stimolo.
Le tecniche di imaging cerebrale hanno prodotto evidenze sperimentali di efficacia dell’agopuntura, indipendentemente da un qualsiasi ipotetico effetto placebo.
Gli ultimi studi riportati sulle Cochrane Reviews e su Anesthesia Analgesia incoronano l’agopuntura come trattamento sicuro ed efficace contro il mal di testa, suffragando quest’affermazione con la sperimentazione clinica su migliaia di pazienti.
Considerando che l’agopuntura può produrre effetti collaterali del tutto trascurabili, al contrario dei farmaci analgesici, non è notizia di poco conto sapere che si può curare il mal di testa facendo a meno delle medicine.
Alcune statistiche indicano che circa un terzo della popolazione mondiale soffra di cefalea: sono più colpite le donne in età fertile e, in misura minore, i bambini.
Esistono medicinali efficaci in commercio, ma hanno controindicazioni serie: gli oppioidi e i barbiturici, a cui spesso si fa ricorso in maniera errata, sono accusati di incrementare il rischio di morte, mentre gli antinfiammatori, categoria che va dall’aspirina ai Fans, aumentano, tra le altre conseguenze indesiderate, i rischi d’emorragia e di ulcere gastriche.
Le stesse medicine appositamente studiate per l’emicrania, della classe dei triptani a cui appartiene il capostipite Imigran, sono efficaci in maniera limitata e sono pericolosi per chi è cardiopatico, iperteso o ha problemi nella coagulazione sanguigna.
Praticata da un medico esperto, l’agopuntura può diventare una cura efficace per il mal di testa, consentendo di risparmiare denaro pubblico e disagi al paziente, spesso costretto a terapie per rimediare ai negativi effetti degli analgesici.
Nel frattempo aumenta il numero di patologie nelle quali si può praticare l’agopuntura sperando di ottenere benefici.
La Cochrane Library ha pubblicato una rassegna sistematica sulle cure disponibili per l’epilessia: i dati non permettono di trarre conclusioni certe, ma alcuni risultati indicano che in questa patologia neurologica l’agopuntura è addirittura più efficace di alcuni farmaci come la fenitoina e il valproato. Sicuramente gli studi dovranno proseguire e moltiplicarsi su questo argomento, perchè le ricerche svolte sin qui hanno considerato poche persone e selezionate con criteri troppo eterogenei.
Come nel caso del mal di testa, gli ulteriori approfondimenti scientifici potrebbero promuovere l’agopuntura.
È successo così anche per la cura dell’artrite reumatoide con gli aghi inseriti sottopelle: l’agopuntura era stata bocciata da una Cochrane Review del 2005 perchè non sembrava attenuare il gonfiore articolare e i marcatori dell’infiammazione, come VES e PCR.
Un’altra rassegna sistematica pubblicata qualche mese fa su “Arthritis&Rheumatism” (organo ufficiale dell’American College of Rheumatology), ha riportato, invece, altre indagini scientifiche che premiavano l’agopuntura come terapia capace di ridurre i gonfiori articolari e i markers infiammatori nell’artrite reumatoide.
Insomma, bisogna approfondire senza pregiudizi questa tecnica terapeutica orientale, valutandone i potenziali rischi e benefici in studi scientifici ampi e documentati. 

Consulta il nostro Ospite Specialista, dott. Giorgio Ciaccio.


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