Posts Tagged 'attività sessuale'

Il sesso non è uguale per tutti.

Questo è l’assunto che emerge da uno studio dell’istituto Kinsey per le ricerche su sesso, genere e riproduzione, in base al quale le definizioni che riguardano l’attività sessuale variano molto a seconda dei soggetti interpellati. Ciò naturalmente lascia avanzare dubbi e perplessità riguardo la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. I ricercatori americani – l’istituto ha sede nello stato dell’Indiana – hanno interpellato circa 500 volontari fra i 18 e i 96 anni, divisi equamente fra uomini e donne, ponendo ad ognuno la stessa domanda, vale a dire: “quando dite ‘ho fatto sesso’, qual è la cosa più intima che avete fatto?“. Stando ai risultati, la stragrande maggioranza – il 95 per cento – ha fatto riferimento al contatto fra pene e vagina, ma la percentuale scende di qualche punto in mancanza dell’orgasmo maschile. Il dato forse più sorprendente è che per il 30 per cento degli intervistati quello orale non è da considerarsi sesso, una percentuale che sale ancora di più per altri tipi di rapporti. In tal senso, si registra una differenza di interpretazione rilevante a seconda dell’età, nel senso che i soggetti più anziani, a differenza dei giovani fino ai 29 anni, sono meno propensi a definire sesso pratiche amorose che vadano al di là della penetrazione. Uno dei ricercatori, Brandon Hill, spiega l’importanza di questi risultati: “medici, genitori ed educatori devono stare molto attenti a non presumere che la loro definizione di sesso sia la stessa della persona con cui stanno parlando. Se qualcuno non considera certi comportamenti come sesso potrebbe non prestare attenzione ad avvertimenti ad esempio sulla salute. Se un medico chiede a un paziente quanti partner ha avuto, ad esempio nel caso di una malattia a trasmissione sessuale, la risposta potrebbe variare a seconda delle percezioni del soggetto”, il che potrebbe complicare o addirittura pregiudicare un corretto trattamento terapeutico. 

Fonte ItaliaSalute.it

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Pillola della salute: un orgasmo al giorno rende più sane e più belle

piediUn orgasmo al giorno toglie il medico di torno: questo il risultato di una ricerca al femminile, condotta nell’ambito degli studi australiani del Women’s Health Programme e pubblicata sul Journal of Sexual Medicine.

Analizzando la vita sessuale di 300 donne tra i 20 e i 65 anni, gli esperti hanno scoperto quello che in molti già sospettavano: fare sesso spesso rende le esponenti del gentil sesso più vitali e dona loro una più rosea visione del mondo rispetto alle signore che invece hanno rapporti sessuali in media solo due volte al mese.

E come suggerisce il buon senso, non conta solo la quantità ma anche la qualità: i ricercatori hanno infatti concluso che è il raggiungimento dell’orgasmo a migliorare l’umore e a regalare un piacevole senso di benessere. Tra le intervistate è emerso però che la frequenza di “incontri bollenti” non garantisce la soddisfazione sotto le lenzuola e che spesso le signore si trovano ad avere una regolare attività sessuale solo per rispetto delle “abitudini” e delle aspettative del partner.

“I risultati del nostro studio – afferma Sonia Davison, coordinatrice dei lavori – evidenziano l’importanza di considerare la vita sessuale femminile come una parte integrante del complessivo stato di salute delle donne”. I dubbi persistono, precisa però la ricercatrice, sul piano interpretativo: viene prima il benessere psicofisico o la soddisfazione a letto? In ogni caso,  la vecchia scusa del mal di testa non regge più.

Rischio marijuana: negli uomini causa disfunzioni sessuali

marijuana

Troppo veloce o troppo lento. Gli uomini che fumano regolarmente marijuana possono incorrere in disfunzioni sessuali come la difficoltà a raggiungere l’orgasmo o, all’opposto, l’eiaculazione precoce. Ad affermarlo è uno studio condotto da un gruppo di ricercatori de La Trobe University di Melbourne (Australia) guidati Marian Pitts, dal quale emerge che gli uomini che fanno uso di cannabis possono avere fino a quattro volte più difficoltà nel raggiungere l’orgasmo o, viceversa, possono soffrire di eiaculazione precoce fino a tre volte in più rispetto ai non fumatori.

Lo studio si è basato sull’analisi dei dati raccolti nel corso di interviste telefoniche rivolte a 8.656 uomini e donne australiani tra i 16 e i 64 anni.

Dalle interviste è emerso che nel corso dell’anno precedente l’11,2% degli uomini aveva  fatto uso di marijuana regolarmente contro il 6,1% delle donne. I dati hanno messo in evidenza che sebbene i fumatori regolari di sesso maschile a causa dell`uso della marijuana avevano sperimentato ritardi nell’orgasmo o eiaculazioni precoci, rispetto ai non fumatori avevano avuto il doppio delle partner sessuali. Anche per quanto riguarda le donne, l’attività sessuale delle fumatrici risultava moltiplicata: alle fumatrici erano infatti state diagnosticate infezioni vaginali in numero sette volte maggiore rispetto alle non fumatrici.


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