Posts Tagged 'biomarkers'

Test delle urine per diagnosticare l’appendicite

UrineUna semplice analisi delle urine riuscirà a diagnosticare l’appendicite, cioè l’infiammazione dell’appendice intestinale, consentendo ai medici di capire quali casi vanno trattati chirurgicamente e quali, invece, solamente curati. Un nuovo test delle urine, messo a punto al “Proteomics Center del Children’s Hospital” di Boston negli Usa, intende proprio ridurre il numero degli interventi di appendicite inutili, consentendo di individuare e curare con più facilità questa patologia. I risultati dello studio americano che ha messo a punto al nuova metodica diagnostica sono stati pubblicati sugli “Annals of Emergency Medicine”. Il nuovo test ricerca nelle urine alcuni particolari biomarkers (biomarcatori), cioè una serie di proteine che sono in grado di rivelare se ci si trovi di fronte a un’infiammazione acuta dell’appendice oppure no. In particolare, i ricercatori statunitensi hanno individuato la glicoproteina alfa-2 ricca in leucina (LRG) quale biomarcatore rivelatore del grado di severità di un’appendicite: questa molecola è capace di garantire un alto indice di affidabilità al test. L’appendicite colpisce abbastanza frequentemente e attualmente questo disturbo viene diagnosticato con l’esame radiografico: esso, tuttavia, comporta che circa il 30% dei pazienti subisca un intervento chirurgico potenzialmente evitabile e che un altro 45% di malati riceva una diagnosi tardiva, con il rischio serio di sviluppare la ben più grave infiammazione chiamata peritonite. Il test delle urine sperimentato negli Stati uniti consente, invece, di effettuare diagnosi di appendicite sicure, semplici, tempestive e per nulla invasive: la nuova metodica non consentirà solo di sapere per tempo di fronte a quale tipo di appendicite ci si trovi, ma eviterà anche alle persone i rischi per la salute derivanti dall’esposizione alle radiazioni delle radiografie. Un ulteriore pregio del test appena sperimentato è la sua economicità: costa molto meno, infatti, un analisi delle urine che una radiografia.

Annunci

Biomarkers per prevenire le malattie acute dell’aorta

CuoreSalvarsi la vita giocando d’anticipo. Prevenire eventi cardiaci improvvisi e letali sarà presto più facile grazie ad alcuni biomarkers sanguigni specifici, in grado di individuare per tempo i rischi delle malattie acute dell’aorta. Questi indicatori ematici rivelatori sono stati individuati da uno studio innovativo, condotto dall’IRCCS Policlinico San Donato in collaborazione con i Centri Cardiovascolari dell’Università del Michigan, Ann Arbor-USA, dell’Università di Tokyo e con il CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche. L’obiettivo dell’indagine è favorire la diagnosi precoce delle sindrome acute dell’aorta tramite l’analisi di enzimi indicatori, detti biomarkers, contenuti nel sangue. La ricerca scientifica si concentra soprattutto sulla patologia della dissecazione aortica che, come altre sindromi aortiche acute, comporta una rottura improvvisa dell’aorta e quindi, nella stragrande maggioranza dei casi, la morte istantanea del paziente. La diagnosi precoce rappresenta, quindi, un elemento essenziale per precedere la malattia sul tempo. Lo studio è stato presentato nell’aula magna del Policlinico San Donato dal Professor Kim A. Eagle, Direttore del Centro Cardiovascolare dell’Università del Michigan, nell’ambito di una lettura magistrale in cui lo specialista americano ha illustrato lo stato dell’arte sulle sindromi aortiche acute, dal punto di vista epidemiologico, clinico e diagnostico. Hanno introdotto l’incontro il Professor Vincenzo Rampoldi e il Dottor Santi Trimarchi dell’U.O di Chirurgia Vascolare II del Policlinico San Donato. “Le ricerche che stiamo conducendo aprono prospettive di assoluto interesse dal punto di vista diagnostico. Sono già stati analizzati due enzimi indicatori, il D-DIMERO e la CALPONINA – afferma il Dottor Santi Trimarchi – L’obiettivo è quello di decodificare il ruolo esatto che altri “biomarkers” sanguigni hanno nel determinare e nel segnalare l’insorgenza di queste malattie, in particolare della dissecazione aortica (rottura improvvisa dell’aorta). Grazie a questi “rivelatori” sarà possibile procedere ad una diagnosi precoce che, in questo tipo di patologie, rappresenta l’unica speranza per salvare la vita dei pazienti”. Parallelamente a questo importante studio, il Policlinico San Donato sta conducendo con l’ Università di Yale – USA una ricerca sui mutamenti dell’ RNA (acido ribonucleico) come indicatori dello sviluppo di sindromi aortiche acute.


da gennaio 2011 ci trovi su HarDoctor News, il Blog

da gennaio 2011!

Il Meteo a Marsala!

Il Meteo

Bookmark & Share

Condividi con ...

Farmaci a prezzi imbattibili!

Farmacia On Line
Annunci

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: