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Chili di troppo in gravidanza? Figli più “cicciotti” e a rischio obesità

Le mamme sovrappeso nel periodo della gravidanza hanno maggiori probabilità di mettere al mondo figli con un peso alla nascita superiore ai 4 chilogrammi. A dimostrarlo è un ampio studio apparso sulla rivista The Lancet.

“Poiché un elevato peso alla nascita è associato a un elevato indice di massa corporea (BMI) da adulti, questi risultati suggeriscono che un peso eccessivo durante la gravidanza può incrementare il rischio a lungo termine di disturbi legati all’obesità nei nuovi nati”, spiegano gli autori dello studio David Ludwig del Children’s Hospital in Boston e Janet Currie della Columbia University di New York.

Nel loro studio, i ricercatori hanno messo in relazione il peso di oltre mezzo milione di nascituri con quello delle madri alla seconda o terza gravidanza, in modo da escludere eventuali influenze genetiche sul peso corporeo dei bambini. Dai risultati è emerso che le donne in stato interessante che accumulavano oltre 24 chili di peso avevano una probabilità doppia di partorire figli con peso superiore ai 4 chilogrammi rispetto alle donne che accumulavano dagli 8 ai 10 chili nel periodo della gestazione.

“Un elevato peso alla nascita può incrementare il rischio di altri disturbi (oltre all’obesità) in età adulta come l’asma, la dermatite atopica e il cancro”, sostengono i ricercatori, secondo i quali ad ogni chilo di troppo accumulato dalla madre nel periodo della gravidanza corrisponde un aumento del peso del figlio alla nascita pari a 7,35 grammi. “Ora più che mai le donne in stato interessante devono cercare di adottare un’alimentazione sana e di fare esercizio fisico sin dagli inizi della gravidanza”, ha commentato Jennifer Wu, del Lenox Hill Hospital di New York. Un invito che può significare una salute migliore per il figlio.

 | autore Stefano Massarelli

Articolo originale | Ludwig DS and Currie J. The association between pregnancy weight gain and birthweight: a within-family comparison. The Lancet; 5 agosto 2010. doi:10.1016/S0140-6736(10)60751-9
 

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Magro è bello? L’ossessione per la linea nasce nell’adolescenza

melaProprio come in una famosa pubblicità televisiva, i ragazzi proprio non si riescono a vedere “tutti ciccia e brufoli”. Anzi: l’attenzione e l’ansia per la linea nascono piuttosto presto, nell’età prepuberale, a partire dai 10-11 anni. E se le ragazze sono tanto più felici quanto più sono magre, i ragazzi tendono invece a essere contenti solo quando sentono di pesare “il giusto”, e non si compiacciono né dell’eccessiva magrezza, né dell’eccessiva robustezza. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista BMC Public Health condotto da un gruppo di ricercatori della Harvard University (Boston, Stati Uniti) e della University of Alberta (Canada) guidati da Bryn Austin.

Lo studio, condotto su 4.254 studenti canadesi in età prepuberale, ha dimostrato l’associazione diretta tra l’Indice di Massa Corporea (IMB o BMI, dall’inglese Body Mass Index) e la soddisfazione per la forma del corpo: mentre per le ragazze la risposta è risultata lineare – la contentezza è direttamente proporzionata al sentirsi magre -, per i ragazzi invece la linea della soddisfazione era a forma di “U”, e risultavano felici solo se si sentivano in peso-forma, mentre se si percepivano troppo magri o troppo in carne manifestavano insoddisfazione. “La scarsa soddisfazione del proprio corpo tra i maschi con un basso indice di massa corporea può riflettere l’ideale culturale dell`uomo muscoloso mentre, tra le femmine, la magrezza rimane la forma corporea ritenuta ideale”.

fonte SALUTE24.it

L’obesità è come il fumo: mette a rischio il cuore e accorcia la vita

obesità ai fianchiSe il peso aumenta e l’indice di massa corporea (body mass index, Bmi) oltrepassa la soglia del 30, la durata media della vita si potrebbe accorciare dai 3 ai 10 anni. La vita dei lottatori di sumo e della donna cannone, quindi, potrebbe diventare più breve. Almeno stando all’ultima ricerca condotta dall’Università di Oxford, svolta sulla base di dati statistici raccolti su 900 mila uomini e donne nel corso di 60 studi precedenti, secondo la quale l`obesità grave può costituire un vero pericolo per la salute al pari del vizio del fumo. 

C’è obesità e obesità – Quando si raggiunge un peso corporeo di circa un terzo maggiore di quello ideale indicato dal dietologo si parla di obesità moderata. “Questo tipo di condizione – dichiara Gary Whitlock, che ha guidato gli studi – può portare a una riduzione della durata della vita di circa tre anni”. È questo lo stato dell`organismo, spiegano gli studiosi, in cui si trova mediamente un americano su tre. “Quando invece il peso raggiunto è il doppio del peso ideale – continua Whitlock – si parla di obesità grave, e la vita può durare anche 10 anni di meno”.

 

Bmi – L’indice di massa corporea è un dato biometrico, espresso come rapporto tra altezza e peso (massa/altezza²) e utilizzato come indicatore dello stato di peso forma di un individuo. Quando si trova al di sotto di 18,5 il soggetto è considerato sottopeso. Si può parlare invece di peso normale se il BMI è compreso tra 18,5 e 24,9. La condizione fisica di sovrappeso è espressa, poi, da un indice di massa corporea tra 25 e 29,9, mentre gli obesi possono superare di gran lunga la fatidica soglia del 30. I ricercatori di Oxford, in base ai dati a disposizione, hanno rilevato come coloro che presentavano un indice di massa corporea compreso tra 22,5 e 25 avessero mediamente una vita più lunga. Superata la soglia del 25, invece, per ogni aumento di peso tra i 5 e i 6 chilogrammi la vita si accorcerebbe di circa il 30%.

 

Rischi dell’obesità – I chili in eccesso, secondo gli scienziati inglesi, avrebbero prodotto nel campione studiato un aumento del rischio di malattie cardiache di circa il 40% e un incremento dal 60 al 120% del rischio di diabete, malattie al fegato e ai reni. Il rischio di cancro, invece, con un tessuto adiposo eccessivo crescerebbe del 10% e il pericolo di incorrere in malattie polmonari aumenterebbe fino al 20%. “L’obesità provoca patologie renali, epatiche e alcuni tipi di cancro –  spiega Whitlock – ma il pericolo più comune è la morte dovuta all’ictus o ad altre malattie cardiache. Con il peso in eccesso, inoltre, la pressione sanguigna cresce, interferendo con i livelli di colesterolo nel sangue e causando il diabete”.

 

Girovita – Un’altra ricerca, pubblicata di recente sul New England Journal of Medicine, ha rilevato come per gli uomini con una circonferenza addominale eccessiva il rischio di morte dovuto a malattie come il diabete o l’ictus sia di circa il doppio. Mentre per le donne con un ventre tutt’altro che piatto il rischio di morte improvvisa sembra poter aumentare fino al 78%.


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