Posts Tagged 'caffeina'

Rivelato l’effetto doping della caffeina

Alte dosi di caffeina incrementano la potenza muscolare e la resistenza muscolare, consentendo, di fatto, l’aumento delle prestazioni fisiche. Lo rivela uno studio condotto dai ricercatori della Coventry University (Gran Bretagna).

“Un dosaggio molto alto di caffeina – spiega Rob James, coordinatore della ricerca – somministrabile per lo più con tavolette o liquidi concentrati, rappresenta un metodo semplice e a basso costo per gli atleti che vogliano incrementare le loro prestazioni. E ciò potrebbe fare la differenza tra una medaglia d’oro alle Olimpiadi e un risultato inferiore”.

Considerato che attualmente la caffeina non è inclusa nella lista delle sostanze proibite dalla World Anti-Doping Agency per nessuna concentrazione nel sangue e nelle urine, ecco che lo studio di James e collaboratori assume implicazioni piuttosto significative per chi pratica la competizione sportiva.

Caffeina, internet, sms: per gli adolescenti è un mix da insonnia

La notte per molti giovani non sembra fatta per dormire. Drink a base di caffeina e tecnologia rischiano di far rimanere svegli i ragazzi fino a tarda notte, rischiando di assopirsi durante il giorno. È quanto dimostrato da uno studio condotto dall’Università di Drexel, pubblicato sulla rivista Pediatrics

La ricerca, condotta su una media di 100 studenti dai 12 ai 18 anni, ha cercato di analizzare il rapporto durante le ore notturne tra uso dei media, sonno e consumo di bevande con caffeina. Dai risultati è emerso che la maggior parte del campione utilizza una forma di tecnologia: il 66% ha una televisione nella propria camera da letto, il 30% un computer, il 90% un telefono cellulare e il 79 % un MP3. Tra gli analizzati il 30% dichiara di addormentarsi durante le ore di scuola e tra questi si è riscontrato il più elevato consumo di caffeina.

Ginseng: la radice magica combatte le infiammazioni

ginsengGinseng: una radice curativa con proprietà anticancerogene, che combatte la stanchezza e, secondo una ricerca dell’Università di Hong Kong pubblicata sul Journal of Translational Medicine, anche dai poteri antinfiammatori.

Novità antichissima – Gli estratti della pianta sono da millenni usata nella medicina naturale cinese ed orientale per la loro azione terapeutica e rivitalizzante. I ricercatori hanno scoperto ora che i suoi costituenti principali, i ginsenosidi, funzionano come immunosoppressori, farmaci in grado di prevenire le infiammazioni dovute alla reazione del sistema immunitario.

Il potere antinfiammatorio – I ricercatori hanno trattato cellule immunitarie umane con differenti estratti di ginseng per analizzare il ruolo dei singoli componenti: su nove ginsenosidi identificati, sette inibiscono l’azione di un gene legato all’insorgere dell’infiammazione. Sono necessarie ulteriori sperimentazioni, ma i benefici effetti di questi principi attivi potrebbero rivelarsi utili nel trattamento di disturbi infiammatori cronici.

Le proprietà, le controindicazioni – I nuovi studi confermano la reputazione della “radice magica”. Le innumerevoli proprietà del ginseng erano conosciute già agli antichi trattati di medicina orientale: incremento della resistenza fisica, della capacità di recupero, potenziamento della memoria, miglioramento della circolazione, ma anche alcuni effetti collaterali legati ad un consumo eccessivo, quali insonnia, irrequietezza e irritabilità. Ginseng sì, quindi, ma con cautela e soprattutto cercando di non abbinare il consumo di questa erba curativa a quello di altre sostanze stimolanti, come la caffeina, per non sovraeccitare il sistema nervoso.

fonte SALUTE24.it

Espresso-addiction: quando il caffè crea dipendenza

Mal di testa, affaticamento, irritabilità e calo dell’attenzione: è “sindrome di astinenza da caffeina”? Alla domanda di chi proprio non riesce a rinunciare a caffè e cappuccino risponde una ricerca americana dell’University of Vermont College of Medicine, i cui risultati sono stati pubblicati su Psychopharmacology

La ricerca – Gli scienziati si sono serviti di un test a doppio cieco condotto su due gruppi di pazienti: alcuni hanno assunto un placebo, altri la loro razione quotidiana di caffeina. I ricercatori hanno quindi analizzato la reazione dei partecipanti al test tenendo conto della risposta a tre differenti esami: l’attività cerebrale è stata misurata con l’elettroencefalogramma (Ecg), il flusso ematico nel cervello tramite gli ultrasuoni e gli effetti soggettivi grazie ad un questionario.

Senza caffeina: più “sangue al cervello” – Ebbene sì, l’astinenza da caffeina esiste: il mal di testa, il senso di sonnolenza e stanchezza, accusati da chi smette di prendere caffè ne sono un effetto fisiologico. Gli esami hanno rilevato infatti un aumento  della velocità di scorrimento del sangue al cervello e del ritmo theta nell’Ecg: la brusca interruzione del consumo di caffeina causa ipersensibilità alla adenosina che a sua volta è collegata alle cefalee e all’affaticamento.

 Espresso mon amour: quando si chiama assuefazione – Non solo un test sull’astinenza, inoltre, ma anche una ricerca che permette di mettere a confronto la somministrazione cronica di caffeina e quella di un placebo. “A dispetto di quello che gli amanti del caffè vorrebbero credere – afferma Stacey Sigmon, che ha coordinato la ricerca – il nostro studio non ha individuato alcun effetto benefico, almeno per quanto riguarda i valori esaminati, nel quotidiano e regolare consumo di caffeina”.

 Disintossicarsi dal caffè – Per chi esagera con espresso e caffeina e vuole “disintossicarsi”, niente paura: gli effetti collaterali della sindrome di astinenza – mal di testa, nervosismo, senso di spossatezza – spariscono nel giro di un paio di giorni e possono essere attenuati diminuendo le dosi gradualmente.

fonte SALUTE24.it

Parliamo di caffè e salute con …

GALENOsalute avvalendosi della collaborazione dei suoi Ospiti Specialisti presenta argomenti che trattano di patologie e metodologie di uso quotidiano nell’esercizio medico.

Questa settimana tratteremo di CAFFE’ e SALUTE con la dott.ssa Macaro Giusy, Dietista e Nutrizionista, nostro Ospite in GALENOsalute.

In passato la bevanda caffè non era certo vista di buon occhio e spesso erano proprio i medici a sconsigliarne l’uso. Oggi, invece, questa bevanda, tra le più popolari al mondo, è stata rivalutata.

La lista dei composti presenti nel caffè è lungi dall’essere definita. Tra le centinaia di sostanze, e forse più di mille, presenti nel caffè, moltissime sono state identificate; molte tra queste sono “bioattive”, ossia con proprietà tali da esercitare un ruolo nel metabolismo della cellula. Esse sono rappresentate dai sali minerali come il potassio, dai precursori delle vitamine come la trigonellina, dagli antiossidanti come tannini e melanoidine, dai grassi terpenici come cafestolo, dagli alcaloidi blandamente stimolanti come la caffeina, etc. La caffeina, tra tutte, è certamente la più nota.

Le specie di caffè esistenti sono circa 60, solo 25 producono frutti con un valore commerciale, ma tra questi sono solo 4 i tipi di caffè utilizzati per preparare la bevanda. La specie più conosciuta è sicuramente la Coffea arabica L., semplicemente denominata Arabica, la cui varietà più rinomata è la Moka. La composizione del caffè si modifica parzialmente con a torrefazione, il processo termico che trasforma il chicco verde in chicco tostato, pronto per essere macinato e usato per la preparazione della bevanda. Con questo passaggio, molti composti si trasformano, alcuni scompaiono, altri invece si formano.

La caffeina …
E’ un alcaloide che è presente non solo nel caffè ma si trova, in quantità minori, anche nel tè, nella cioccolata, nelle bibite analcoliche dolci a base di cola. Il ruolo della caffeina nel caffè non è unicamente quello di modulare il gusto; la sua funzione farmacologia è ben riconosciuta e impegna ancora oggi, a 180 anni dalla sua scoperta, molti ricercatori in numerosi studi.

Alle dosi comunemente consumate attraverso il caffè, i suoi effetti sono assai modesti; per avere gli effetti farmacologici tipici, bisogna consumare dosi molto elevate in un tempo piuttosto ristretto (circa 300 mg, equivalenti a 4-6 caffè moka o espresso in un’unica dose), data la breve emivita della caffeina. Questa è una situazione difficilmente realizzabile con il normale consumo di caffè.

Caffè e pressione arteriosa … sul breve termine, cioè la somministrazione acuta della caffeina, si registra un innalzamento presso rio che rientra nel giro di 1-2 giorni; sul lungo termine invece, non si riscontra alcuna variazione della pressione.

Caffè e cuore … studi epidemiologici hanno evidenziato una mancata associazione tra il consumo di caffè e il rischio di malattie cardiovascolari; addirittura è emerso che il consumo di caffè è fortemente associato in maniera inversa alla malattia cardiaca, vale a dire che il suo consumo risulta protettivo.

Caffè e diabete … questa associazione non è ancora del tutto chiarita; tra consumo di caffè e rischio di diabete di tipo 2 sembra esistere una relazione inversa: i soggetti sani abituali consumatori di caffè, sembrerebbero protetti, rispetto ai non consumatori, dalla malattia. Permangono ancora dei dubbi nelle persone con diabete di tipo 2, per le quali l’assunzione acuta di caffè indurrebbe complicanze nel trattamento della glicemia.

…Il caffè fa male?

Ogni giorno nel mondo si devono circa due miliardi di tazzine di caffè. È naturale che moltissimi studiosi abbiano cercato di scoprire se bere caffè ci possa far male! La loro attenzione si è concentrata proprio sulla caffeina e quello che la scienza può finora affermare è che il caffè non fa male a nessuno a patto di non esagerare. E non è neppure facile esagerare: la dose massima di caffeina da assumere giornalmente è di 600 milligrammi al giorno, l’equivalente di ben 8 tazzine di caffè. Attenzione però, perché si parla di espressi: contrariamente a quanto si crede, il caffè preparato in casa con la moka contiene in media il 20-25 % di caffeina in più rispetto a quello del bar, perché l’acqua ha più tempo a disposizione per estrarre la caffeina dalla miscela. E per la stessa ragione l’espresso “lungo” contiene più caffeina di quello “ristretto”

Molti studi hanno del tutto escluso che bere caffè possa esporci ad un maggiore rischio di qualsiasi tipo di tumore. In questo caso, anzi, si è osservato un effetto protettivo, perché la caffeina è una sostanza capace di neutralizzare i radicali liberi.

Un consumo moderato di caffè non è del tutto sconsigliato neppure in gravidanza e in allattamento. Durante i mesi della gravidanza, tuttavia avviene qualcosa di diverso dal solito, perché la caffeina resta in circolo dieci volte più a lungo: 10-15 ore anziché una e mezza. Gli effetti delle dosi successive di caffeina si possono così sommare, dando luogo alle tipiche nausee da caffè e in alcuni casi anche ad ansia e sintomi di depressione.

È infine noto che la caffeina aumenta il livello di attenzione e la concentrazione, migliorando anche l’umore … vere ragioni per cui non riusciamo a fare a meno del caffè!

Per ciò che concerne altri aspetti, peculiarità ed informazioni Vi invito a contattarci ed approfondire con i nostri ospiti Specialisti.

  


da gennaio 2011 ci trovi su HarDoctor News, il Blog

da gennaio 2011!

Il Meteo a Marsala!

Il Meteo

Bookmark & Share

Condividi con ...

Farmaci a prezzi imbattibili!

Farmacia On Line

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: