Posts Tagged 'cerotto'

Nuovo cerotto hi-tech elimina l’acne in tre giorni

Addio imbarazzanti brufoletti dal viso. Presto gli adolescenti alle prese con l’acne potrebbero risolvere il problema utilizzando un cerotto hi-tech che produce una piccola scarica elettrica in grado di uccidere i batteri associati alla condizione. La nuova soluzione è stata messa a punto dalla società tecnologica israeliana Oplon ed è stata descritta dal quotidiano britannico ‘Daily Mail’. I risultati dei primi test sperimentali dimostrano che il cerotto è in grado di eliminare i segni dell’acne in 3 giorni, migliorando le condizioni generali della zona colpita. L’acne è una comune malattia della pelle che colpisce soprattutto gli adolescenti, ma in alcuni casi dura anche anche una volta diventati adulti: una donna su 20 e un uomo su 100 ne soffre anche dopo i 25 anni d’età. Anche se di solito si sviluppa sul viso, può apparire sulla schiena e sul petto. Si pensa che l’acne sia causata dall’attività degli ormoni che stimolano le ghiandole sebacee a produrre troppo sebo, una sostanza grassa che normalmente protegge la pelle dagli attacchi dei fattori ambientali. Le ghiandole sebacee, che si trovano vicino alla superficie della pelle, sono attaccate ai follicoli piliferi. Quando però viene prodotto troppo sebo questi follicoli vengono ‘tappati’ da pelle morta e infettati dai batteri. I trattamenti tradizionali consistono in creme che prevengono il blocco dei follicoli e in antibiotici che uccidono i batteri. Anche la pillola anticoncezionale può essere utile per bilanciare l’attività degli ormoni. Tuttavia, molti di questi trattamenti richiedono settimane per essere efficaci e possono avere fastidiosi effetti collaterli, come nausea, pelle secca, aumento di peso e cambiamenti di umore. Il nuovo trattamento, invece, viene usato una volta sola e produce risultati durante la notte. Il cerotto è una sorta di tessuto fatto di molecole. A contatto con la pelle, creano un campo elettrico piccolissimo in cui i batteri non possono sopravvivere. Il cerotto ha anche un effetto più esteso contribuendo alla ‘pulizia’ delle zone circostanti. Il nuovo trattamento contiene acido salicilico, che rimuove la pelle morta che blocca i follicoli piliferi, e acido azelaico, che uccide i batteri nei pori. I risultati completi dello studio sull’efficacia del cerotto sono attesi per fine anno, e gli scienziati sperano di poter mettere in commercio il nuovo cerotto entro due anni.


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Vaccini facili grazie a un cerotto

Per chi ha il terrore degli aghi e delle siringhe, la notizia avrà il sapore di una piccola rivoluzione. Dall’altra parte del mondo arriva un nuovo cerotto in grado sostituire i metodi tradizionali utilizzati per iniettare i vaccini. Si tratta di un cerotto costituito da nanoparticelle che richiede soltanto due minuti per l’applicazione. È stato messo a punto da un’équipe dell’Istituto di Bioingegneria e Nanotecnologia dell’Università del Queensland, in Australia, guidata dal dott. Mark Kendle. Il cerotto avrebbe il vantaggio di ottimizzare l’efficacia del vaccino, come spiega il dott. Kendle: “con un centesimo della dose di vaccino di un’iniezione tradizionale, abbiamo ottenuto una resa equivalente e migliore. Crediamo che abbia il potenziale di rimpiazzare, o almeno di minimizzare il ricorso ad aghi e siringhe. I benefici saranno sia fisici che mentali. Innanzitutto vi è la fobia degli aghi, di cui soffre il 10% della popolazione. E poi le ferite o le contaminazioni da siringhe. Basti pensare che in Africa vengono eseguite circa un miliardo di vaccinazioni ogni anno, e l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che circa il 30% di esse non siano sicure a causa di contaminazione incrociata”. In passato, un’altra ricerca, stavolta americana, aveva prodotto un tipo di cerotto a microaghi studiato per ottimizzare la terapia antidiabetica, ma anche, in prospettiva, costituire la base per il primo vaccino antinfluenzale auto-somministrabile. Il coordinatore della ricerca, il dott. Prausnitz, aveva dichiarato: “il nostro obiettivo è di eliminare in molti casi la necessità di aghi ipodermici, sostituendoli con un’applicazione indolore e utilizzabile facilmente dal paziente. Anche se probabilmente all’inizio il cerotto dovrà essere utilizzato solo in strutture sanitarie, il nostro sogno è di fornire cerotti per vaccini auto-somministrati, che tra l’altro aumenterebbero di molto la copertura vaccinale, rendendo l’operazione molto più semplice, indolore e economica”. Pare che in questo caso i ricercatori australiani abbiano battuto sul tempo quelli americani.

Per smettere di fumare la forza di volontà è meglio dei cerotti!

I fumatori che vogliono veramente perdere il vizio delle ‘bionde’ dovrebbero fare piu’ affidamento sulla propria forza di volonta’, anziche’ sperare nell’aiuto di cerotti, gomme e pillole alla nicotina. Oltre la meta’ degli ex fumatori, infatti, e’ riuscita a smettere puntando tutto su se’ stessi. Questo e’ quanto emerso da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori australiani dell’Universita’ di Sidney e pubblicato sulla rivista Plos Medicine. Per arrivare a queste conclusioni gli scienziati hanno effettuato una revisione di 511 studi sulla perdita del vizio del fumo pubblicati in questi ultimi anni. Ebbene, dai risultati e’ emerso che l’utilizzo di surrogati sostitutivi alla nicotina (cerotti, pillole, gomme, ecc) sono meno efficaci della forza di volonta’ di chi decide di smettere di fumare. I ricercatori hanno inoltre sottolineato che una buona parte degli studi a favore di questi surrogati alla nicotina sono finanziati dalle stesse case farmaceutiche che li producono e che quindi i risultati potrebbero essere influenzati da interessi commerciali. In effetti, i ricercatori hanno scoperto che il 51 per cento delle ricerche che hanno trovato un vantaggio nell’uso di cerotti, gomme e pillole alla nicotina e’ stato finanziato dalle aziende produttrici. Solo un 22 per cento e’ stato condotto in maniera indipendente. Inoltre, nelle ricerche c’e’ un altro fattore da considerare che e’ quello umano. Secondo i ricercatori, infatti giocherebbe un ruolo fondamentale nel riuscire a perdere il vizio il fatto che molti soggetti ci tengono a compiacere i ricercatori. Lo studio australiano ha infine rilevato che dai due terzi ai tre quarti degli ex fumatori, sia quelli che hanno fatto uso di surrogati che quelli che ce l’hanno fatta da soli, e’ riuscito a smettere definitivamente. Di questi la maggior parte ha dichiarato che rinunciare alle sigarette alla fine e’ stato piu’ semplice di quanto si aspettavano. 

Fonte AGIsalute

Presto cerotto a lento rilascio per la terapia del diabete di tipo 2

Addio alle iniezioni quotidiane di insulina: per combattere il diabete di tipo 2 potrebbe presto essere disponibile un cerotto a rilascio lento del medicinale exenatide, da applicare una volta a settimana.
La novità farmacologica è stata annunciata dalla casa farmaceutica Lilly al congresso riminese dell’AMD (Associazione medici diabetologi).
cerotto transdermicoIl rivoluzionario cerotto è frutto di un accordo firmato tra Lilly, Amylin e Altea Therapeutics e sarà immesso in commercio nel prossimo futuro: il rilascio costante e graduale di exenatide nell’organismo dei pazienti sarà garantito dal sistema di rilascio transdermico PassPort, sviluppato da Altea Therapeutics.
Si è appena concluso uno studio clinico di fase 1 su pazienti affetti da diabete di tipo 2: in quest’indagine scientifica il nuovo cerotto ha dimostrato di migliorare l’aderenza dei
diabetici alla terapia, grazie all’eliminazione delle iniezioni giornaliere.
Il professor Agostino Consoli, docente di Endocrinologia presso il Dipartimento di Medicina e Scienze dell’Invecchiamento Università d’Annunzio di Chieti, conferma che la messa a punto di un cerotto transdermico contro il diabete di tipo 2 va incontro alle necessità dei pazienti, offrendo loro un’opzione terapeutica diversa dalle iniezioni insuliniche.
Tuttavia, il professore di Chieti ricorda come siamo ancora ai primi passi della sperimentazione: molto altro cammino dovrà essere fatto prima di poter trovare in farmacia il cerotto transdermico all’exenatide, il quale dovrà confermare in future e più ampie indagini un alto profilo di sicurezza ed efficacia terapeutica.
Più vicina alla commercializzazione è, invece, un’altra forma di somministrazione dell’exenatide: un’iniezione settimanale per cui le case farmaceutiche Lilly, Amylin Pharmaceuticals e Alkermes Inc. hanno chiesto l’autorizzazione per l’immissione in commercio all’FDA (Food and Drug Administration – ente americano di controllo dei farmaci).
L’exenatide è un farmaco della classe degli incretino mimetici e in Italia è disponibile da più di un anno nella formulazione di due iniezioni giornaliere.
Per il dott. Consoli il passaggio eventuale a una formulazione settimanale di exenatide sarebbe un grande passo avanti per l’uso clinico di questo farmaco.
Il medico italiano ricorda come i dati degli studi clinici registrativi su questa molecola evidenzino la sua sicurezza nella formulazione settimanale a livelli almeno pari a quelli osservati per la somministrazione giornaliera.
È del tutto evidente che per un diabetico è molto più facile e comodo curarsi con un cerotto da applicarsi una volta a settimana, anziché dover effettuare due iniezioni al giorno: per questo motivo la formulazione in cerotto transdermico settimanale di exenatide farebbe aumentare di molto l’aderenza alla terapia dei pazienti.
Un altro vantaggio dell’exenatide è che aiuta i diabetici a perdere peso.
Il farmaco, testato in America su 1.000 volontari con diabete di tipo 2, e non in trattamento con altri farmaci, ne ha ridotto i livelli di glicemia e contemporaneamente li ha aiutati a perdere peso.
I test sono stati due, della durata di 30 giorni con due dosi differenti del farmaco. Alla fine i ricercatori hanno osservato che i volontari cui era stata somministrata la dose elevata hanno avuto un abbassamento più grande della glicemia e del peso. I pazienti che hanno deciso di continuare con il trattamento per un anno intero hanno potuto continuare a godere dei benefici della terapia.
Nell’altro test, gli scienziati hanno somministrato l’exenatide per verificare se il pancreas potesse migliorare la produzione di insulina dopo aver mangiato, dopo, quindi, il picco di zuccheri che dà il segnale di produrre l’insulina. I risultati della sperimentazione sono stati positivi: il farmaco infatti ha migliorato la capacità del pancreas di produrre più insulina quando il corpo ne aveva bisogno. L’exenatide, precisano i ricercatori, entra in azione quando la glicemia è a livelli troppo alti, non quando sono normali. Ciò impedisce che si verifichino casi di ipoglicemia.


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