Posts Tagged 'chirurgia plastica'

Arriva il registro delle protesi al seno

E’ stato approvato il disegno di legge che istituisce il registro nazionale e quelli regionali delle protesi al seno, introducendo inoltre il divieto di ritocco con finalità estetiche per le minorenni. La nuova legge introduce anche l’obbligo da parte del personale medico di informare le pazienti sui rischi che corrono nel sottoporsi a questi interventi.

“Vogliamo tutelare tutti coloro che si sottopongono a questo tipo di intervento chirurgico, – ha dichiarato Ferruccio Fazio, ministro della Salute – sia sotto il profilo della qualità dei materiali utilizzati che dell’appropriatezza degli atti medici. Sono certo, quindi, che questo provvedimento consentirà di ridurre i rischi collegati agli interventi di protesi al seno. Sicuramente i dati che saranno disponibili grazie ai registri ci daranno informazioni utili per predisporre linee guida sull’utilizzo delle tecniche diagnostiche più efficaci e sicure per le donne”.

Il nuovo registro permetterà la completa tracciabilità dei materiali utilizzati, così come della storia medica personale di tutte le donne che avranno fatto ricorso alla protesi. Una pratica alla quale, secondo il Ministero, accedono ogni anno tra le 80 mila e le 100 mila italiane, con costi di circa 4-5 mila euro per ogni intervento completo; il 60% dei ritocchi al seno viene praticato su donne tra i 18 e i 35 anni d’età, mentre un 5% è composto da minorenni.

San Valentino, la festa degli innamorati … no! la festa del Chirurgo Plastico

Sempre più coppie per San Valentino decidono di regalarsi un appuntamento dal chirurgo plastico: l’intervento più richiesto è l’aumento del seno, una scelta che migliora l’aspetto fisico di lei e, perchè no, nello stesso tempo fa felice anche lui. Con prezzi non proprio modici, ma neanche proibitivi: in media dai 5.000 ai 7.000 euro. “Nel periodo di San Valentino ricevo molte richieste di aumento del seno – afferma Alessandro Gennai, chirurgo plastico di Bologna socio dell’Eafps (European academy of facial plastic surgery) -. Di solito, e’ lui che ha deciso di fare un regalo alla sua amata. All’appuntamento si presentano in coppia e lui e’ attivamente partecipe alla scelta: insieme decidono la protesi più adatta per il nuovo seno e le dimensioni. Si tratta di coppie tra i trenta e i quarant’anni, sposate o conviventi. E’ raro che si faccia un regalo così impegnativo alla fidanzata”. Nella situazione più ricorrente, lei sogna da tempo di aumentare di qualche taglia il seno, ma non ha ancora trovato il coraggio per affrontare il bisturi. “E’ più facile decidersi a compiere il grande passo se il partner e’ d’accordo e sostiene la decisione e lo e’ di più ancora se lui decide di regalarglielo – afferma Gennai -. Oggi chi entra nello studio del chirurgo plastico ormai ha già le idee ben precise su quello che vuole fare, o almeno pensa di averle. Il più delle volte ci si documenta su internet: questo porta molte informazioni, ma la visita da uno specialista e’ un’altra cosa. Insieme si decidono il tipo di protesi da impiantare, la forma anatomica e le dimensioni più adatte per il soggetto”. Di solito il passaggio e’ da una seconda scarsa a una terza abbondante, ma sul risultato finale spesso c’e’ disaccordo: “Nove donne su dieci si raccomandano di non aumentare troppo il seno – dice ancora il dottor Gennai -. Il partner, invece, insiste per aggiungere qualche centimetro di più, ma lei per pudore preferisce che non si veda troppo. Bisogna anche dire che 8 pazienti su 10, dopo l’intervento si pentono di non avere scelto un de’collete’ un pò più generoso. Il tutto sempre rispettando la proporzione del proprio corpo: bellezza, per me, e’ anzitutto armonia delle forme. Oltre all’aumento del seno, sono molto richiesti anche gli interventi di medicina estetica, in particolare quelli di Macrolane, il gel riempitivo che consente di rimodellare tutto il corpo, dal seno ai glutei, senza bisturi”.

Fonte AGIsalute

RIFARSI IL SENO IN MODO NATURALE COL PROPRIO GRASSO

SenoModellare il proprio corpo con un unico intervento estetico. Il sogno di molte donne insoddisfatte del proprio aspetto fisico sta per diventare realtà. Una nuova tecnica operatoria sarà disponibile in Gran Bretagna a partire dal 2010: essa consiste in un’operazione “due in uno”, perchè si toglierà chirurgicamente il grasso in eccesso su pancia, fianchi e cosce, per poi modellarlo e innestarlo nei seni per aumentare naturalmente la propria taglia di reggiseno.
L’operazione chirurgica avrà un costo di circa 9mila euro e già da tempo è sperimentata negli Stati Uniti e in Inghilterra: in quest’ultima nazione, a partire dai primi mesi del 2010, quest’intervento potrà essere effettuato in circa 26 cliniche, facenti parte dello stesso gruppo sanitario.
I vantaggi dell’utilizzo del proprio grasso corporeo in eccesso per rifarsi il seno sono molteplici, come spiegano i chirurghi plastici: si evita qualsiasi possibilità di rigetto, la protesi inserita non cambia forma nel tempo, non si indurisce, non dà una sensazione di freddezza al tatto né teme gli sbalzi di pressione, come accade in aereo, per esempio. Evitare queste problematiche, riscontrabili abbastanza frequentemente con la mastoplastica additiva tradizionale, significa anche evitare una seconda operazione chirurgica per rimediare a questi inconvenienti.
Mel Braham, presidente del gruppo di cliniche inglesi che proporranno l’operazione, ritiene il nuovo intervento “due in uno” la scoperta più eccitante fatta in chirurgia estetica negli ultimi vent’anni. A suo dire questo speciale “ritocco” consente di ottenere due benefici estetici in una volta sola e con effetti duraturi, come affermano pazienti operate quattro o cinque anni fa negli States o nel Regno Unito.
Braham, non senza un evidente interesse personale, pensa che la nuova operazione sarà presto molto più richiesta di quella tradizionale e potrebbe arrivare a soppiantarla del tutto in breve tempo. C’è da dire, tuttavia, che non tutte le donne che intendono rifarsi il seno hanno grasso in eccesso su cosce, pancia, glutei e fianchi da poter riutilizzare.
Il professor Zdenek Pros è tra quei chirurghi plastici che già praticano l’intervento “due in uno” e se ne dice molto soddisfatto, in quanto consente di avere un effetto estetico molto più naturale e di modellare meglio il seno.
Il convegno annuale della società dei chirurghi plastici inglesi, la «British Association of Aesthetic Plastic Surgeons», esaminerà il nuovo approccio chirurgico.
Una donna di Northampton (UK) di 34 anni, che quattro anni fa si sottopose all’intervento estetico in Inghilterra nell’ambito del progetto-pilota che doveva valutarlo, si dice contenta dei risultati ottenuti: anche se non aveva mai pensato d’ingrandirsi il seno, l’ipotesi di poterlo fare in modo naturale, liberandosi al contempo dei rotolini di ciccia sul girovita, l’ha convinta a operarsi. Adesso è soddisfatta per il miglioramento della sua silhouette e perchè ha di nuovo la taglia di seno di quand’era più giovane.
L’intervento “due in uno” si inserisce nell’ambito dei trattamenti cosiddetti “autologhi”, perchè realizzati con tessuti dello stesso paziente da operare.
Un’altra applicazione derivata dall’ingegneria tissutale è quella che si mette al servizio della medicina estetica grazie a una nuova sostanza inventata negli Stati Uniti. La ricerca americana promette non solo di migliorare i décolleté ma, miscelando la sostanza a poche cellule di grasso prelevate da una microscopica porzione di cute, permette di produrre creme antietà personalizzate e ‘filler’ duraturi per spianare rughe, cicatrici, acne, ulcere e piaghe. Si tratta, come detto, di trattamenti autologhi e anallergici, perché prodotti dal grasso dello stesso paziente e privi di siero e proteine animali, quindi sono risolti i problemi di rigetto, ipersensibilità e di usura, non essendo le sostanze riassorbite.
Sembra proprio, dunque, che la lotta all’invecchiamento e il rimodellamento di un corpo che non soddisfa metta in secondo piano bisturi e silicone e mette in primo piano la provetta. Per entrambi i filoni di ricerca i ricercatori hanno, infatti, utilizzato le cellule ‘serbatoio’ del grasso corporeo, gli adipociti, prelevati attraverso un’incisione di pochi millimetri dietro l’orecchio o sull’avambraccio. Tali cellule vengono poi “coltivate” in laboratorio nella nuova sostanza messa a punto negli Stati Uniti.
La prima prospettiva aperta dalla ricerca consiste nella “biocosmetica”, vale a dire la possibilità di ottenere creme rivoluzionarie da spalmare sul volto. I costi di queste “super-creme” ovviamente sono paragonabili a quelle spesso spese per la chirurgia estetica. Il motivo è che tali creme vanno ‘costruite’ sulla persona il costo infatti si aggira attorno ai 7mila dollari per la prima confezione, perché bisogna prima allestire una banca di cellule, mentre ogni nuova confezione avrà un costo inferiore ai 200 dollari. Ma con la nuova sostanza si è stati in grado di mettere in commercio prodotti contenenti collagene ed elastina che garantiscono risultati analoghi a quelli ottenibili con il botulino.
La prospettiva più interessante e’ però quella delle protesi. Attraverso una tecnica chiamata “lipofilling colturale” si possono ottenere vere e proprie porzioni di tessuto grasso da inserire nel viso e, come abbiamo visto, prelevare grasso dalla gamba per spostarlo sul seno.

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Bellezza naturale che dura nel tempo? Ricorri all’acido L-Polilattico.

Filler-non-filler. E’ così che vengono comunemente definiti i ristrutturanti non chirurgici di ultima generazione. L’Acido L-Polilattico è questo e molto di più. Un vero lifting non chirurgico che in comune con i normali filler ha solamente la via di somministrazione: un’iniezione attraverso un ago sottile. Per il resto, si tratta di tutta un’altra cosa.

Impiegato da oltre 25 anni in chirurgia plastica e ricostruttiva, l’Acido L –Polilattico è un polimero ad alta tollerabilità, biocompatibile e interamente riassorbibile e soprattutto anallergico perché di origine non animale.  A differenza dei filler di ultima generazione, usati soprattutto per la correzione delle rughe di espressione e i cui effetti hanno una durata massima di otto mesi, l’Acido L –Polilattico è perfetto non solo per eliminare rughe e rughe sottili, ma anche solchi e depressioni del viso, con effetti  che durano fino a due anni.

L’indicazione principe per l’Acido L-Polilattico è l’ipotrofia, cioè la perdita di tessuto sottocutaneo, dovuta agli effetti dell’invecchiamento e della menopausa sul viso: la pelle infatti si assottiglia, perde la sua naturale elasticità dando al volto un aspetto smunto e incavato. Per questo i trattamenti con L’Acido L-Polilattico sono particolarmente consigliati alle over 40: con poche sedute si può rimodellare il viso e ripristinare il volume cutaneo, aiutando in modo naturale la pelle a riprendere il suo aspetto turgido e compatto senza alterare la naturale fisionomia del volto. L’Acido L-Polilattico agisce infatti sugli strati profondi della cute, levigando e rassodando le parti trattate. Questo ristrutturante a base di acido polilattico porta indietro l’orologio di dieci anni, con un risultato così naturale che difficilmente gli altri se ne accorgono perché assicura risultati graduali.

E’, in sostanza, un make-over, cioè la nuova filosofia dei trattamenti estetici: una ritrovata bellezza naturale senza “effetto Barbie”. E in più, i trattamenti con l’Acido L-Polilattico si possono fare tutto l’anno, non solo in inverno ma  anche in previsione della stagione estiva: il divieto ad esporsi al sole è limitato a un paio di settimane dopo la seduta, giusto il tempo  per consentire alla pelle di ristabilirsi e al prodotto di stabilizzarsi. L’esposizione al sole, dunque non rappresenta una vera controindicazione ma solo una precauzione.


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