Posts Tagged 'dermatologia'

Psoriasi: cos’è e perché viene …

 

Oggi vogliamo parlarvi di una malattia cronica, infiammatoria della pelle: la psoriasi è la dermatite più comune, che colpisce il 4 % degli italiani ed in media il 2% della popolazione dei paesi occidentali. Nella maggior parte dei casi si manifesta con chiazze rosse ricoperte da squame argentee, ma può assumere anche forme diverse. Così come diversa è la sua localizzazione. Dal cuoio capelluto ai gomiti, alle ginocchia e ai piedi, ma può comparire anche sulle mani o nel resto del corpo (compresa l’area genitale).

Ancora non si hanno certezze sulle cause, benché sembra ormai accertata una sua componente ereditaria. Pensate che circa il 36 % dei pazienti possiede dei familiari con sintomi simili, dermatiti o la psoriasi stessa. Ma questo non basta a scatenarla. Sicuramente partecipano dei fattori immunologici, alimentari, chimici ecc…

Lo stress gioca un ruolo determinante: in alcune forme infatti si manifesta con maggiore frequenza e preponderanza nei periodi di stanchezza fisica ed emotiva, o anche impegnativi per l’organismo, come nel caso della pubertà o della menopausa. Non è contagiosa e non possiamo definirla una malattia di genere, cioè colpisce indifferentemente i due sessi. Questo anche se di recente vi abbiamo raccontato di una ricerca che parlava di predisposizione femminile, in concomitanza con l’assunzione di birra!

L’unica certezza che si ha è quello che avviene alla pelle: le cellule dell’epitelio muoiono rapidamente, senza attendere il normale processo di maturazione. Non sempre provoca prurito, rispetto a ciò che si pensa: dipende dalla sua localizzazione. Nella maggior parte dei casi non è neppure invalidante dal punto di vista fisico, ma lo è di certo se si analizza lo stato psicologico dei pazienti. Specie quando la dermatite è visibile, comporta necessariamente un disagio sociale, che scatena ansia e dunque stress che aumenta la sintomatologia. Non conoscendone le cause precise, non è possibile una prevenzione, come pure una cura definitiva. Si usano in genere creme e lozioni per applicazione locale che riducono o cancellano la macchia eritematosa, ma solo momentaneamente.

Finora la cura migliore si è dimostrata la fototerapia, cioè attraverso il sole.

Lo specialista competente è il dermatologo.

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Super ADO l’eroe dei fumetti che combatte il Melanoma

Si chiama Super ADO ed è l’eroe a fumetti che insegna i bimbi a proteggersi dal Melanoma. E’ l’iniziativa lanciata questa estate dall’Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani (ADOI) e dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT). Tutto nato da una ricerca dell’Università di Berlino pubblicato sul “British Journal of Dermatology” che ha scoperto che i bimbi se informati adottano maggiore attenzione nel coprirsi, portano il cappellino e utilizzano la crema solare. Il rischio di sviluppare un melanoma, oltre che ai fattori genetici, è ampiamente legato a quelli ambientali, tra i quali l’azione delle radiazioni solari, ormai documentata. E’ da queste premesse che nasce il fumetto, unico nel suo genere in Europa, che vede il protagonista “Super Ado” impegnato a sconfiggere il perfido Mel (il melanoma). Il fumetto si compone di due parti: nella prima c’è una breve simpatica storia con il protagonista che porta due bambini sul “Pianeta Pelle” e sconfigge Mel nascosto in un neo; nella seconda parte sono illustrati alcuni consigli per prendere il sole in maniera corretta e diventare “Ado-boys”.


In aumento allergie a dentiere e protesi anca, +6% l’anno

Allergici a dentiere, anche ‘artificiali’, stent, cerotti che rilasciano farmaci. E’ in aumento il numero di pazienti che non tollerano dispositivi medici come questi: una persona ogni mille, secondo le stime attuali. E le reazioni allergiche crescono del 6% l’anno. La pelle si arrossa, compare il prurito, a volte si fa perfino fatica a respirare, proprio come quando a far star male è qualcosa che abbiamo toccato o mangiato. Lo segnalano gli esperti riuniti per la Winter Academy of Dermatology, a Saint Moritz, dall’8 all’11 aprile. “I dispositivi che più spesso danno luogo a reazioni allergiche sono le protesi dentali e quelle ortopediche, ad esempio le sostituzioni di anca o di ginocchio – spiega Jana Hercogovà, presidente del congresso e ordinario di Dermatologia all’Università di Praga – Il motivo quasi sempre è rappresentato dalle componenti metalliche di questi dispositivi: nichel, titanio, cobalto, cromo, che possono essere presenti nella protesi e dare luogo a reazioni allergiche, possibili tuttavia anche nei confronti dei polimeri plastici impiegati in questi strumenti”. In Italia sono ormai 26 milioni le persone che portano una protesi dentale e oltre un milione i pazienti che hanno ricevuto una protesi ortopedica, in crescita al ritmo di 180 mila nuove protesi articolari impiantate ogni anno. “Con un ‘bacino’ di utenti che man mano si è sempre più allargato, le allergie ai dispositivi medici si manifestano oggi con maggiore frequenza”, afferma l’esperto. Sono possibili anche reazioni allergiche ai pacemaker, ai defibrillatori e agli stent intravascolari impiegati per la terapia di aritmie, coronaropatie e infarto: secondo un’indagine condotta dalla Northwestern University di Chicago su oltre 5.700 persone che avevano ricevuto uno stent, le reazioni di ipersensibilità colpiscono un paziente ogni trecento e sono addirittura fatali in un caso su 1.500. A causarle sono spesso i polimeri che ricoprono lo stent: materiali di sintesi, per lo più innovativi, di cui di rado si conosce il profilo allergenico.

Altrettanto ‘pericolosi’, avvertono gli esperti, i cerotti transdermici, le cannule per ossigenoterapia, i sacchetti per colostomia: questi dispositivi possono rilasciare infatti sostanze allergizzanti come idrossipropilcellulosa, acrilati, gomme, limonene e resine epossidiche che, nei soggetti sensibili, danno luogo a dermatiti da contatto. “E’ importante essere consapevoli della possibilità di allergie a dispositivi medici”, sottolinea Gino Vena, ordinario di Dermatologia all’Università di Bari. “Sarebbe infatti opportuno, prima di impiantare una protesi o di utilizzare un dispositivo medico qualsiasi – prosegue – fare un ‘patch test’ allergico classico impiegando i materiali che compongono il dispositivo stesso. Questa precauzione è particolarmente utile in chi ha già manifestato allergie o dermatiti da contatto. Le reazioni infatti possono spesso essere gestite con cortisonici o ciclosporina, ma in alcuni casi è necessaria la rimozione dell’impianto: se si tratta di protesi articolari o di stent, pacemaker e defibrillatori ciò può essere assai problematico. Per questo è consigliabile una valutazione preventiva”, conclude Vena.

Fonte Adnkronos Salute

Parliamo di “Johnson’s Baby Olio” con …

Quando mi è stato affidato di recensire l’Olio Baby Johnson’s ho avuto grandi perplessità per le innumerevoli notizie più o meno favorevoli presenti in rete, ma la curiosità di testare un prodotto affidatomi da un brand così importante dalla centenaria esperienza su prodotti per bambini ed adulti, mi ha intrigato notevolmente (Vi ricordo che sono stato un Ricercatore universitario per circa 10 anni!).

Johnson’s Baby Olio fu introdotto nel 1935 negli USA in abbinamento con l’allora già popolare Baby Powder (talco per bambini), lanciato nel 1890. Nel corso degli anni e attraverso generazioni di mamme, il Baby Powder e il Baby Oil divennero fra i più noti e fidati prodotti nel mondo.

Con la rapida espansione della pubblicità nel 1900, dopo la I Guerra Mondiale, la Johnson & Johnson pubblicizzò il Baby Powder assieme al Baby Oil con la più grande campagna pubblicitaria della propria storia, a seguito della quale il talco, e gli altri prodotti per bambini della Società, furono protagonisti di un vero e proprio decollo e divennero strumenti fidati del modo in cui le famiglie di tutto il mondo si prendevano cura dei propri bambini. Proprio per l’uso che se ne faceva, tali prodotti promossero una forte intimità fra genitori e bambini, e vennero associati, nella mente della gente, al legame genitore.

Johnson’s Baby Olio è composto di tre soli ingredienti:

  1. Paraffinum liquidum (99,18% olio minerale di qualità medicinale, come emolliente);
  2. Isopropyl palmitate (0,80 come emolliente);
  3. Profumo (“26-free” 0,02%).

Il Johnson’s Baby Olio non contiene conservanti, additivi o coloranti. Un numero minimo di ingredienti riduce il rischio di sensibilizzazione e allergia. JOHNSON’S® baby Olio è un olio minerale di tipo “farmaceutico”, puro al 99%, formulato per la pelle delicata del bambino e testato da Dermatologi e Allergologi.

Perché l’olio minerale di tipo “farmaceutico” è sicuro per la pelle dei bambini?

Gli oli per bambini che contengono Paraffinum Liquidum sono largamente presenti sul mercato. Questo ingrediente viene spesso rifiutato perché è un derivato dal petrolio. Ma finché la sua purezza resta elevata, il Paraffinum Liquidum è un ingrediente ideale proprio in virtù della sua stabilità, consistenza, funzione barriera e costo. È praticamente impossibile ottenere un ingrediente simile con caratteristiche superiori. 

Il prodotto è stato pensato proprio per la pelle delicata dei bambini, e Johnson & Johnson ne vuole promuovere l’uso associato al massaggio sul corpo del bambino, le cui proprietà benefiche sono ormai note a tutte le mamme.

E’ scientificamente provato (Touch Research Institute) che il massaggio apporta dei benefici allo sviluppo fisico ed emotivo del bambino. Quando il bambino è ancora nel grembo materno, infatti, il primo senso che sperimenta è il tatto, quindi la pratica del massaggio esercitata nelle prime settimane di vita aiuta il bimbo a sentirsi amato e sicuro. Anche nei mesi successivi il massaggio lo aiuta a crescere forte e sentirsi bene. Attraverso il contatto con le mani, il bambino impara a riconoscere la mamma e a instaurare un legame profondo.

Ecco i principali benefici apportati dal massaggio esercitato con una certa regolarità:

  1. allevia le tensioni provocate da situazioni nuove o piccoli malesseri,
  2. aiuta a dormire meglio e più a lungo,
  3. aumenta le capacità ricettive,
  4. stimola l’apparato circolatorio e lo sviluppo della coordinazione muscolare,
  5. attenua il disagio delle coliche gassose,
  6. aiuta a prendere peso più facilmente e a crescere più forte. 

Johnson’s Baby Olio è un emolliente che facilita la pratica del massaggio, oltre ad apportare ulteriori benefici a livello epidermico. Nello specifico, sono di seguito elencati i principali benefici che la pelle del bambino può trarre dall’applicazione di Johnson’s Baby Olio attraverso la pratica del massaggio:

  • è testato da dermatologi allergologi(1) anche sulle pelli più sensibili,
  • è testato da pediatri(2) fin dai primi giorni di vita,
  • aiuta a rinforzare la naturale barriera protettiva della pelle dei neonati,
  • aiuta a rimuovere la crosta lattea,
  • rispetta rigorosamente gli elevati standard di purezza e sicurezza della farmacopea ufficiale,
  • da più di 80 anni viene utilizzato da mamme e dai pediatri in tutta sicurezza,
  • la sua fragranza leggera e delicata lo rende adatto a costruire una routine di relax e benessere,
  • attenua la frizione durante il contatto, mentre le altre creme si assorbono più velocemente,
  • dopo il massaggio, oppure aggiunto all’acqua durante il bagnetto, lascia la pelle del bimbo morbida e idratata,
  • sulla pelle bagnata idrata fino a 10 volte di più(3) delle normali creme applicate sulla pelle asciutta. 

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(1) Test cutaneo eseguito presso il Dipartimento di Clinica Medica, Immunologia e Malattie Infettive (università di Bari, 100 studenti con segni di atopia e dermatite allergica da contatto, maggio 2008. Risultato: nessuna reazione allergica e irritativa.

(2) Effetto dell’uso giornaliero di prodotti cosmetici in lattanti di età compresa tra 0-52 settimane (luglio 2005).

(3) Confronto tra Johnson’s Baby Olio e altre creme idratanti rispetto agli effetti sulla barriera cutanea (dicembre 2000).

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Dopo questa trattazione molto scientifica, dottrinosa, ma obbligatoria, e spero esaustiva per le Vostre convinzioni Vi propongo ora le mie impressioni sull’uso del prodotto.

… L’olio della Johnson è un prodotto idratante nato per la pelle delicata dei bambini, ma la sua morbidezza e la profumazione gradevole e leggera hanno conquistato anche gli adulti. Io ad esempio lo adopero spesso, e non sono certo l’unico. Quest’olio è perfetto da utilizzare dopo la doccia: basta qualche goccia da spalmare sulla pelle del corpo per sentirsi profumati, idratati, e morbidissimi. Tanti sono gli oli che si trovano in giro, dal supermercato alla profumeria, ma questo a mio parere ha qualche marcia in più, almeno da un punto di vista qualitativo, anche se la qualità si paga e il prezzo supera i 4 euro. L’olio è perfetto per chi ha la pelle particolarmente secca e disidratata, e per i mesi estivi in cui, andando al mare, si rischia di soffrire un po’ di più per via del troppo sole preso. In questi casi diventa quasi essenziale perchè evita le spellature e dà anche sollievo alla pelle accaldata. Naturalmente come ogni cosa ha i suoi contro, e a mio parere questi consistono nel fatto che non è indicato per ogni tipo di pelle: infatti, soprattutto per chi abbia la tendenza ad una pelle grassa o anche semplicemente mista, rischia di far danni, nutrendola troppo e rendendola un pò unta, e magari favorendo anche la comparsa di impurità. Ritengo perciò che sia un prodotto da usare e dosare con attenzione, senza esagerazioni e solo quando ce ne sia bisogno o, al limite, in piccole quantità, per chiudere in bellezza una doccia rilassante. L’olio si presenta in un barattolo di plastica trasparente coperto da un tappo colorato. Attenzione perchè, per quanta cura abbiate nel richiuderlo, inevitabilmente dopo qualche utilizzo si ungerà: meglio tenerlo su una superficie che non possa rovinarsi, ad esempio io lo conservo sulle mensole della doccia, così poi posso sciacquarle senza difficoltà. Non indossate subito i vestiti dopo l’unzione, altrimenti potreste sporcarli. Per il resto … prodotto approvato, promosso e consigliato! 

Non ancora contento ho fatto provare il prodotto ad una mia Paziente che per brevità chiamerò A.P. convinto della sua qualità. Questo quanto mi ha riportato per iscritto dopo tre settimane di test.

“Ho ricevuto per il test un flacone di l’olio Johnson’s baby, donatomi dal mio Medico di Fiducia dott. Cottone, ma già lo conoscevo da tempo, lo usato per i miei figli quando erano piccoli per pulire il loro cuoio capelluto prima dello shampoo: la crosta lattea così si toglieva più facilmente, applicando questo olio sulla parte interessata. E’ l’olio che tutti conoscono. E’ contenuto in una bottiglietta di plastica trasparente. E’ un liquido oleoso trasparente e profumato che ho passato facilmente sulla pelle massaggiandolo delicatamente dopo il bagno, avendone una piacevole sensazione su tutto il corpo. Devo dire che è preferibile l’uso d’estate, quando ci si veste solo di un copricostume, poiché nella stagione fredda potrebbe ungere gli indumenti. Io lo ho usato anche sulle punte dei capelli prima del lavaggio, per nutrire il capello e proteggerlo dagli shampoo aggressivi. I capelli, una volta lavati ed asciutti, risultano belli morbidi, rinforzati e lucidi come la seta. L’ho usato su i miei capelli lunghi che non si arruffano e si districano meglio dopo la doccia. L’ho usato pure per massaggiare il cuoio capelluto asciutto quando è irritato; il colore per coprire i bianchi contiene ammoniaca che a volte dà irritazione sul cuoio capelluto, allora massaggiando con la punta delle dita imbevute di una goccia di quest’olio: scompaiono sia il bruciore che il rossore. Tenendo conto che mantiene le promesse di una pelle morbida, elastica e luminosa, io lo consiglio con le dovute avvertenze, come già detto prima. Tanto allarmismo per la paraffina (come letto da opinioni diffuse sul web) non lo ritengo valido, se ci si attiene ai consigli della casa Johnson, senza esagerare nell’uso, senza esporsi al sole e del resto mi dica quali sono i prodotti del tutto innocui! Ci sono persino degli alimenti che contengono elementi pericolosi alla salute! Non voglio difendere (per farLe piacere!) il prodotto a tutti i costi; io dico di usarlo quando ce ne bisogno perché non mi ha procurato effetti collaterali, finora! Grazie per avermi dato la possibilità di esprimere il mio giudizio!” A.P. 

A conclusione di quanto riportato voglio giustamente sottolineare che in rete si avvertono delle perplessità che riguardano le sostanze contenute nel prodotto. 

La paraffina liquida usata per i cosmetici è infatti molto criticata, nonostante i test condotti da dermatologi e allergoloci ne dimostrino la qualità medicinale. 

Link di approfondimento medico sul tema della paraffina:

http://www.momentimagici.com/pediatric/pdf/jb_oil.pdf

“… non esiste alcuna differenza statistica tra l’olio di paraffina e gli oli vegetali in termini di penetrazione cutanea ed occlusione cutanea. I risultati per il petrolato evidenziano che la microspettroscopia Raman confocale in vivo è sufficientemente sensibile e specifica a misurare sia gli eventi di assorbimento di lipidi che di occlusione cutanea a seguito di applicazione topica”. 

Un ulteriore citazione sull’uso della paraffina può venire dal link a questo parere medico:

http://www.medicitalia.it/02it/consulto.asp?idpost=102238


Psoriasi: dieci geni provocano la malattia

psoriasiNon è colpa di un gene solo: tre gruppi indipendenti di ricercatori cinesi, americani e spagnoli, grazie all’analisi del patrimonio genetico di un largo campione di malati e di un gruppo di controllo, hanno individuato la possibile causa della psoriasi in 10 variazioni genetiche che lavorano in concerto, probabilmente innescate da un fattore scatenante ambientale o psico-emotivo.

Gli individui con una storia familiare di psoriasi sono infatti più soggetti ad ammalarsi: lo studio, pubblicato su Nature Genetics, potrebbe fornire una possibile chiave per identificare le persone più a rischio e migliorare i trattamenti disponibili per curare questo disturbo dermatologico. I pazienti affetti da psoriasi vengono adesso sottoposti a cure a base di creme e light therapy.

 

Alcuni trattamenti farmacologici riescono a rallentare l’iperproduzione delle cellule della pelle responsabili della formazione degli arrossamenti e delle placche, ma non esiste ancora una soluzione definitiva. “Alcuni dei geni che hanno attirato l’attenzione degli studiosi – afferma Goncalo Abecasis, uno coordinatori della ricerca – sono stati già utilizzati nello sviluppo di cure possibili per intervenire sulla patologia, altri potrebbero esserlo in futuro”. Gli scienziati sono cauti: non si tratta di un impatto decisivo nella cura della malattia, precisano. Scoprire i fattori genetici di rischio non è detto che si traduca nell’immediato sviluppo di trattamenti, ma avere il quadro completo della predisposizione potrebbe aiutare in chiave preventiva.

 

chiama galenosalute!


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