Posts Tagged 'dieta'



Cellulite, ritenzione idrica e dieta.

La cellulite colpisce 8 italiane su 10, non solo su glutei cosce e addome, ma anche sulle braccia e attorno al mento. La prova costume diventa sempre più un “incubo” che genera disagio a tutte le età. La cellulite nasce da squilibri del sistema microcircolatorio che coinvolgono i tessuti sottocutanei. Le ragioni che stanno alla base di questo disturbo sono di diversa natura: in primis una predisposizione del sesso femminile e una tendenza costituzionale, ma anche lo stress costante che provoca una ipersollecitazione del sistema nervoso simpatico e un’infiammazione dei capillari.

La cellulite non è uguale per tutti, ne esistono diverse tipologie: si può infatti avere una cellulite dura e compatta”, una cellulite con ritenzione, una cellulite morbida. Fondamentale è riconoscere a che tipologia appartiene la propria e individuare il rimedio più adeguato per ridurla ed essere pronti alla prova costume.

Cellulite dura e compatta | Colpisce fianchi, addome e glutei. La pelle è secca, liscia, tesa, granulosa e  con zone a materasso. I cuscinetti sulle natiche, l’aspetto più evidente di questo tipo di cellulite, sono un indicatore del fatto che il surrene lavora troppo e male, mettendo in circolo ormoni dello stress. Il surrene è un organo che governa la risposta allo stress attraverso la sintesi di alcune sostanze tra cui il cortisolo e l’adrenalina; l’eccessiva produzione di cortisolo favorisce uno stato di “intossicazione” dei tessuti con conseguente ristagno di liquidi, soprattutto nella zona dei glutei.
Questa forma di cellulite va combattuta riducendo il livello di tensione e facilitando i processi di disintossicazione dell’organismo. Importante la riduzione di caffè e grassi di derivazione animale. Due capsule di Chrysanthellum americanum (camomilla d’oro) 2 volte al giorno per almeno un mese, unite a 50 gocce di Ribes nero, diluite in mezzo bicchiere d’acqua ogni mattina, a digiuno, hanno un effetto benefico sul surrene e sulla circolazione e aiutano i tessuti a ritrovare tonicità. Tennis, yoga, pilates, stretching e fanghi termali a base di acque sulfuree sono attività ideali per sconfiggere la cellulite dura e compatta.

Cellulite con ritenzione | Colpisce gambe, cosce e ginocchia; la pelle è pastosa con gonfiori negli arti e nei piedi ed è dolorosa al tatto.  Questa cellulite è spesso provocata da un’iperattività delle ovaie che lavorano troppo e producono troppi estrogeni, i quali facilitano la ritenzione di acqua e sodio e riducono la disponibilità degli ormoni tiroidei, che giocano un ruolo fondamentale nella prevenzione di un eccessivo accumulo di grassi. Per questo motivo la somministrazione di estrogeni a scopo contraccettivo può provocare un peggioramento di questo tipo di cellulite.
In questa forma è importante ridurre drasticamente il sale nei cibi e gli eccessi di dolci. Potassio e magnesio sono minerali depurativi che aiutano a smaltire la ritenzione. Possono essere assunti per 2 mesi nelle seguenti quantità: 1 fiala di potassio 3 volte alla settimana, 300-400 mg di magnesio al giorno diluito in acqua. Per riequilibrare la funzione ovarica è fondamentale il gemmoterapico di lampone (Rubus idaeus MG I DH): 30-40 gocce al giorno diluite in poca acqua, ogni mattina per un mese. Le attività fisiche anti-ritenzione e cellulite sono: nuoto, bicicletta, corsa leggere e camminate.

Cellulite morbida | Colpisce braccia, interno cosce e sottomento; la pelle è spugnosa, mobile sotto le dita. Le persone che hanno questo tipo di cellulite si nutrono privilegiando carboidrati e dolci, che spesso consumano fuori pasto. Questa abitudine alimentare provoca rapidi aumenti del livello di zuccheri nel sangue, con un’eccessiva stimolazione del pancreas e un’iper-produzione di insulina, l’ormone che permette il passaggio degli zuccheri dal sangue all’interno delle cellule. Tale ormone agisce direttamente a livello del tessuto adiposo, facilitando il deposito di grassi e inibendo gli enzimi che dovrebbero smaltirli. In questa forma per prima cosa è importante correggere l’alimentazione riducendo i carboidrati, che sono responsabili dell’iper-produzione di insulina, e rendendola più equilibrata. È necessario aumentare il consumo di cibi proteici, frutta e verdura. Per ridurre la voglia di dolce e aiutare il metabolismo si può ricorrere a una fiala a base di Zinco-Nickel-Cobalto da assumere 3 volte al giorno per un mese. In aggiunta una tisana a base di betulla, elicrisio e liquirizia aiuta pancreas e tiroide: consigliate 2 tazze al giorno per almeno un mese. Tra le attività fisiche ideali per questo tipo di cellulite: esercizi a corpo libero che coinvolgano adduttori e abduttori delle cosce, addominali, glutei e muscoli delle braccia. In alternativa, ginnastica orientale (tai chi chuan) oppure danze sudamericane o del ventre.

Se la cellulite e la ritenzione idrica sono i tuoi problemi, la tua dieta deve essere molto ricca di liquidi: nell’arco della giornata devi bere più acqua, per arrivare a 1,.5-2 litri al dì, meglio se lontano dai pasti. Inserisci nella dieta ananas fresco (diuretico), spremute d’arancia (ricche di vitamina C che migliora la microcircolazione) e abbondanti quantità di verdure di stagione. Per ottenere risultati ancora migliori dalla dieta, apri sempre i tuoi pasti con un gambo di sedano crudo a tocchetti, condito con un filo d’olio d’oliva extravergine e succo di limone.

Adotta questa dieta per 2-3 giorni a settimana e in un mese vedrai la ritenzione idrica e la cellulite diminuire notevolmente. Per ottenere i migliori risultati dalla dieta, cammina per almeno 30 minuti ogni giorno.

La dieta anti-cellulite: il tuo menu!

  • Colazione: 1 yogurt naturale intero, 1 caffè d’orzo in tazza grande, 4 biscotti di riso.
  • Spuntino di metà mattina: 1 fetta di ananas fresco e una tisana di equiseto.
  • Pranzo: un gambo di sedano condito con olio e succo di limone; 200 g di petto di pollo cotto in padella con abbondante cicorino in insalata; 70 g di pane integrale; una tisana di zenzero.
  • Merenda: 1 fetta di ananas e una tisana di equiseto.
  • Cena: un gambo di sedano condito con olio e succo di limone; 200 g di trota al cartoccio con abbondanti verdure e spiedini di patate; una tisana di zenzero.

Fonte RIZA.it

Dieta, il corpo si abitua e reagisce

Com’è difficile dimagrire. Lo sanno bene tante persone che provano innumerevoli volte a perdere peso senza riuscirci o raggiungendo risultati effimeri. Il problema è che l’organismo reagisce alle nuove abitudini alimentari compensando in fretta la perdita di energia dovuta alle rinunce alimentari e complicando la vita a chi cerca di rimettersi in forma. Tutto ciò emerge da un articolo scientifico a firma di Martijn Katan e David Ludwig, due scienziati olandesi che hanno pubblicato la loro teoria sul Journal of American Medical Association.

Il meccanismo appare semplice: una persona rinuncia a una determinata abitudine alimentare che provoca un’assunzione di calorie non necessaria, come nel caso di un gelato ad esempio, e comincia a perdere peso. Il corpo però reagisce in breve tempo e, a causa di cambiamenti ormonali, bloccherà la perdita di peso, adattandosi alle nuove abitudini. Per perdere di nuovo peso, senza il supporto di un’adeguata attività fisica, il soggetto in questione dovrà diminuire ancora le entrate caloriche. Se c’è un lato positivo, sta nel fatto che il meccanismo funziona anche in maniera inversa: se si aggiunge un dolce quotidiano al proprio regime alimentare, inizialmente si prenderà qualche chilo, ma in seguito quello stesso dolce servirà soltanto a mantenere il grasso accumulato fino a quel punto. Gli autori della ricerca sostengono quindi che sono proprio tali meccanismi a rendere così difficile l’impresa di perdere peso e tornare in forma: “qualunque cambiamento singolo nella dieta o nell’attività fisica, anche se permanente, provocherà meccanismi di compenso che limitano l’effetto a lungo termine sul peso corporeo“. La conclusione è che il controllo sul proprio peso può essere raggiunto solo grazie a un cambiamento permanente del proprio stile di vita che si basi certamente sull’alimentazione, ma anche sull’apporto di un dispendio energetico costante e quotidiano. Per chi ormai dispera di dimagrire, però, arriva la notizia di uno studio sulle arance rosse della Sicilia come alleate nella lotta ai chili di troppo. La ricerca dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano è stata coordinata da Marco Giorgio e pubblicata su Obesity, e si è concentrata sulle arance a polpa rossa, nello specifico la varietà Moro, ricca di antocianine, sostanze dalle qualità antiossidanti e dalla funzione inibitoria dell’accumulo di trigliceridi nei tessuti. L’arancia rossa è stata messa a confronto con quella chiara e con una soluzione sintetica di antocianine, mostrandosi alla fine la più efficace nel riuscire a inibire i processi che portano all’aumento del peso corporeo e al deposito di grasso in eccesso. Secondo i ricercatori, il motivo andrebbe ricercato nella composizione chimica del frutto, ricco, oltre che di antocianine, di vitamina C, flavonoidi e acidi idrossicinnamici. Oltre ad aiutare nelle diete, le antocianine svolgono un ruolo di protezione dell’organismo, agendo in particolare come una sorta di killer di radicali liberi, fattori fondamentali nel processo di invecchiamento e coinvolti anche nell’insorgenza di malattie gravi come i tumori.

Fonte ITALIAsalute

Conosci le intolleranze alimentari?

Le intolleranze alimentari possono essere dovute a fattori di diversa origine. Alcune intolleranze alimentari sono causate da problemi intestinali (alterazioni della flora batterica, infiammazione della mucosa) altre da motivi infettivi (batteri e virus), chimici (additivi, farmaci), fisici (traumi o meteoropatie), ormonali (menopausa, disfunzioni ormonali in genere), ambientali (inquinamento, rumori), psichici (ansia, stress, forti emozioni). Quando uno o più di questi agenti stressanti si aggiungono a uno squilibrio “di terreno”, cioè a un’alterazione, anche minima, dell’organismo, si può determinare un indebolimento del sistema immunitario che porta alle intolleranze alimentari. Una volta individuate, le intolleranze alimentari non devono essere combattute eliminando gli alimenti che hanno originato le stesse intolleranze alimentari, al fine di non esasperare la condizione di sensibilità a quegli alimenti. Infatti, nel caso in cui ciò dovesse accadere, si potrebbero determinare reazioni molto intense qualora si volessero reintrodurre nella dieta, anche in minime quantità. Se le intolleranze alimentari riguardano i lieviti o il latte si potrebbe decidere di consumare un cibo (brioche, pane ecc.) che li contenga a colazione, il momento della giornata in cui l’organismo fa meno fatica ad accettarlo. Oppure, si può procedere con la dieta a rotazione ed eliminarlo dalla propria alimentazione quotidiana solo per tre giorni. Dopo di che si può reintrodurre nel quarto giorno (“libero”), a cui fanno seguito altri tre giorni di assoluta eliminazione del cibo incriminato. Dopo un paio di mesi di questo controllo alimentare (ricordiamo che occorre tenere un diario dove annotare gli eventuali sintomi o la loro assenza…), si può aumentare il numero di giorni “liberi”, e attraverso una lenta e graduale reintroduzione si arriva a fare sì che l’organismo ricrei in modo naturale la tolleranza verso quei cibi che prima erano associati proprio alle intolleranze alimentari.

Fonte RIZA.it

Non esistono diete miracolose, bisogna solo mangiar meno!

Le diete miracolose non esistono. L’unico modo per dimagrire e’ mangiare di meno“. Lo affermano gli esperti della British dietetic association (Bda). Dopo gli stravizi di Natale e Capodanno, molte persone si ritrovano con qualche chilo in piu’ e si lasciano attrarre da regimi dietetici che promettono di bruciare i grassi e far perdere peso rapidamente. La British dietetic association mette in guardia i consumatori: attenzione alle diete di moda ma senza alcun fondamento scientifico e spesso poco salutari, che promettono risultati miracolosi. L’unico modo per perdere peso e’ ridurre le calorie e svolgere attivita’ fisica. “Purtroppo non c’e’ altro modo per dimagrire e mantenere il peso raggiunto: mangiare in modo sano, muoversi e in generale cambiare le proprie abitudini”, afferma Rachel Cooke, dietologa del St Martins’ Hospital di Bath e portavoce della Bda. Proprio perche’ in questo periodo tornano alla ribalta una serie di diete piu’ o meno “alla moda”, la Bda ha pensato di pubblicare una lista di “diete da evitare nel nuovo anno”, tra cui quelle del gruppo sanguigno, del minestrone di cavolo, della banana, dello sciroppo di acero o del guerriero. Si tratta di regimi spesso basati su “pseudo scienza”, dice la Bda, che possono anche causare gravi deficit nutrizionali, se seguiti a lungo. “Tanto per cominciare, nessun cibo brucia i grassi, solo l’attivita’ fisica puo’ riuscirci”, nota la Bda. Bando anche ai severi programmi disintossicanti: la Bda assicura che il corpo umano e’ in grado di disintossicarsi da solo. “Il fegato lavora ogni giorno per liberare l’organismo dalle tossine, non e’ necessario eliminare dei cibi o vivere solo di frutta, verdura e acqua”, afferma l’associazione britannica. “Dopo gli eccessi di Natale, basta tornare a un regime sano, riducendo le calorie e mangiando piu’ frutta e verdura. Anche cosi’ si perde peso”, assicura la Bda. In particolare, l’associazione dei professionisti britannici della nutrizione attacca due diete molto famose. La prima e’ la Atkins, “che contraddice completamente tutti i messaggi sul mangiar sano che cerchiamo di dare ai nostri pazienti”; la seconda e’ la dieta a zona, anche questa non in linea con le raccomandazioni degli esperti. La versione piu’ rigida della Atkins privilegia grassi e proteine, portando a un eccessivo consumo di grassi saturi, ed elimina pane, patate, pasta, riso e cereali, ammettendo solo piccole porzioni di frutta e verdura, mentre questi alimenti dovrebbero costituire la gran parte dell’apporto calorico della giornata. Il gruppo che promuove questa dieta ha respinto tuttavia le critiche della Bda sostendo che la nuova Atkins e’ del tutto sana e implica solo una riduzione dei carboidrati e degli zuccheri semplici, incoraggiando il consumo di proteine magre, fibre, frutta e verdura. Anche i promotori della dieta a zona hanno risposto alle critiche della Bda facendo notare che il loro programma alimentare segue le nuove indicazioni per combattere diabete e obesita’. Ma la Bda e’ ferma nelle sue conclusioni: non esiste un regime miracoloso. Mangiate di meno e dimagrirete. 

Fonte AGIsalute

La dieta per il cervello? Meglio non abusare di carne, uova e cipolla

Carni rosse, cipolla,  merluzzo, uova, parmigiano, semi di soia: per limitare il rischio di Alzheimer, bisogna tenere sotto controllo l’alimentazione. Questo il suggerimento di un team di ricercatori della Temple University di Philadelphia che hanno scoperto che una dieta ricca di metionina, un aminoacido presente tanto nelle carni rosse quanto nel pesce, sembrerebbe essere collegata ad un maggiore rischio di insorgenza della patologia. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Current Alzheimer Research.

La metionina è un aminoacido essenziale, che l’organismo non è in grado di sintetizzare da solo e la cui funzione  quella di aiutare il fegato a metabolizzare i grassi. “Quando la metionina però raggiunge livelli troppo alti – afferma Domenico Praticò, responsabile della ricerca – il nostro corpo attua una strategia di protezione che comporta la trasformazione dell’aminoacido in omocisteina e i risultati di studi precedenti indicano un’alta concentrazione di quest’ultimo aminoacido nel sangue è collegata al rischio di insorgenza di demenza senile”.

“La nostra ricerca – continua Praticò – ha permesso di evidenziare che il morbo di Alzheimer si sviluppa più velocemente nel caso di una dieta ad elevato contenuto di metionina“. Nelle cavie che avevano seguito un’alimentazione a base di cibi ricchi di questo aminoacido è stato riscontrato tra i neuroni del cervello il 40% in più di placche amiloidi, la cui presenza è riconducibile allo sviluppo della patologia neurodegenerativa.

Eliminare dalla dieta tutti i cibi che contengono metionina, precisano infine gli studiosi, non serve a prevenire l’Alzheimer. Riequilibrare, invece, il consumo di carni rosse, qualora sia elevato, può costituire un vantaggio non solo per la salute del cervello, ma anche per quella di cuore e arterie.

Fonte SALUTE24.it

Omotossicologia e Dieta contro la Menopausa

Temuta da ogni donna come una ineluttabile rivoluzione, in realtà la menopausa può segnare un piacevole periodo nuovo, un reinizio nella vita femminile. E anche l’attività sessuale può proseguire, anzi acquistando nuove sfumature. Sono però da mettere in conto alcuni innegabili disagi, perchè col decrescere dell’attività delle ovaie, diminuisce la produzione degli ormoni estrogeni e del progesterone. Ed ecco allora le vampate di calore, l’ansia, l’irritabilità, il nervosismo, la depressione, i disturbi del sonno ed il temuto aumento di peso. L’alterazione ormonale legata alla menopausa comporta anche, fra l’altro: cute disidratata, secchezza vaginale, dolori muscolari, alterazioni della massa ossea, aumento della pressione arteriosa ed altre alterazioni metaboliche.

Tutta questa sintomatologia, secondo le ultime ricerche dell’endocrinologo e omotossicologo Salvatore Ripa, può essere contrastata efficacemente utilizzando i farmaci omotossicologici e la Medicina Fisiologica di Regolazione.

Determinante in parallelo è una adeguata alimentazione: il dottor Ripa ha studiato una dieta specifica e bilanciata per le donne in menopausa, una dieta a colori. Il dott. Salvatore Ripa ne è convinto: utilizzando Beta–estradiolo D6 e/o Progesterone D6 (che non hanno né gli effetti collaterali né le controindicazioni della terapia ormonale sostitutiva), è possibile far diminuire in modo graduale la secrezione dei vari ormoni ed attenuare o cancellare del tutto la sintomatologia collegata alla menopausa. Ignatia Homaccord e Ignatia Heel agiscono poi efficacemente nelle sindromi ansioso-depressive. Per combattere, poi, il sovrappeso e l’obesità, esiste una terapia biologica che stimola il metabolismo, modulando i meccanismi della fame e della sazietà. I farmaci omotossicologici hanno inoltre il potere di indurre una bio-rivitalizzazione delle strutture colpite dall’invecchiamento cutaneo: stimolano la formazione endogena di collagene, elastina, acido ialuronico. Trattando per esempio viso e collo, le rughe si attenuano, la pelle appare rimpolpata e più luminosa. Per quanto attiene alle alterazioni osteo-articolari e muscolari, la terapia omotossicologia utilizza preparati che associano l’efficacia alla totale assenza dei pesanti effetti collaterali presenti nei farmaci tradizionali usati in queste situazioni. I farmaci omotossicologici inducono il ripristino di un equilibrato metabolismo lipidico e glucidico, riducendo di conseguenza i rischi cardiovascolari. La Omotossicologia e la Medicina Fisiologica di Regolazione, dice il dottor Salvatore Ripa, stimolano i meccanismi di difesa intrinseci del nostro organismo, senza effetti collaterali. Lo attestano gli obiettivi esami clinici di routine (dalle analisi di laboratorio alle MOC).

fonte                                                

Chi mangia in fretta ingrassa di più

Masticare con calma aiuta a non mangiare troppo: il merito è degli ormoni della sazietà.

Chi va piano va sano e va lontano. Adattato alla dieta, il vecchio detto potrebbe suonare più o meno così: chi mastica piano resta sano e mangia poco. Che mangiare con calma sia meglio di trangugiare un pasto intero in cinque minuti non è precisamente una novità, ma oggi c’è uno studio, di prossima pubblicazione sulle pagine di Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism, che mette il «sigillo» scientifico a tutto questo con un esperimento a cui molti si sarebbero forse sottoposti assai volentieri.

Il cibo-test usato dagli autori, un gruppo di ricercatori del Laiko General Hospital di Atene, in Grecia, è stato infatti un ghiotto gelato da 300 grammi. Ai volontari sono stati dati ben trenta minuti per gustarselo: alcuni lo hanno spazzolato in pochi minuti, altri si son presi tutto il tempo per mangiarlo. I ricercatori hanno prelevato campioni di sangue prima del gelato e poi ogni 30 minuti, fino a tre ore e mezzo dopo l’inizio del pasto; nel sangue sono stati dosati glucosio, insulina, grassi e i livelli di due ormoni, il peptide YY e il peptide simile al glucagone. Questi ormoni, che vengono prodotti dall’intestino, agiscono sul cervello inducendo sazietà e segnalando che il pasto deve interrompersi; ebbene, chi aveva impiegato più tempo a mangiare il gelato aveva mediamente livelli più elevati nel sangue di peptide YY e peptide simile al glucagone, e non a caso riferiva di sentirsi più sazio.

«Molti di noi hanno sentito dire che mangiare veloce porta a esagerare e perfino a diventare obesi; già altri studi di osservazione hanno confermato questa idea – dice Alexander Kokkinos, il responsabile della ricerca –. I nostri dati offrono una spiegazione per tutto ciò: la velocità a cui si mangia, infatti, incide non poco sulla sintesi di ormoni fondamentali per segnalare al cervello la sazietà e quindi dare lo stop al pasto». Se non si dà il tempo agli ormoni di essere prodotti e arrivare al cervello (e occorrono almeno dieci, venti minuti dall’inizio del pasto perché succeda), non riceviamo il segnale di stop: chi spazzola un tavolo prima che si inneschi la comunicazione stomaco-cervello è destinato perciò a esagerare e mangiare qualcosa di troppo. Non a caso esistono studi che rivelano come la carenza dei due ormoni intestinali porti a stra-mangiare. «Quando diciamo ai bambini di non abbuffarsi come lupi abbiamo più che ragione: proprio ai più piccoli è fondamentale insegnare l’importanza di masticare con calma, prendendosi tutto il tempo necessario per gustare il pasto – considera il ricercatore –. Il problema ovviamente riguarda anche gli adulti: molti oggi, pressati dagli orari di lavoro e da una vita frenetica, finiscono per trangugiare in fretta i pasti. E spesso proprio per questo mangiano più del necessario: è ora di riprendersi il tempo adeguato per consumare pranzo e cena, dando la possibilità al nostro organismo di sentire la sazietà».

fonte CorrieredellaSera.it   


da gennaio 2011 ci trovi su HarDoctor News, il Blog

da gennaio 2011!

Il Meteo a Marsala!

Il Meteo

Bookmark & Share

Condividi con ...

Farmaci a prezzi imbattibili!

Farmacia On Line

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: