Posts Tagged 'dott. Giorgio Ciaccio'

L’agopuntura è efficace contro la depressione!

 

Arrivano le prime conferme scientifiche sull’efficacia dell’agopuntura nel trattare le depressioni. Come dimostra una ricerca australiana pubblicata su Plos online, il ricorso agli aghi dell’antica medicina cinese produce significativi cambiamenti nelle parti del cervello che regolano le emozioni. 

Gli studiosi della University of New South Wales, servendosi della risonanza magnetica funzionale, hanno tentato di mappare i mutamenti prodotti nel cervello dalla stimolazione di alcuni punti del corpo con agopuntura laser.  

Per approfondimenti 

Dimagrire con la medicina omeopatica

È possibile dimagrire utilizzando l’omeopatia?

obesoA rispondere a questa domanda è il dott. Ciaccio Giorgio, medico esperto in Agopuntura ed Omeopatia, Intolleranze Alimentari ed Alimentazione Naturale nostro Ospite in GALENOsalute, risponde sì a questa domanda ma con una doverosa premessa: i rimedi omeopatici devono essere scelti in base alla tipologia della persona, precisa Ciaccio, e non alla sua patologia. Solamente con questa metodologia di cura, definita “Omeopatia unicista” (perché si usa sempre un solo rimedio per persona) o “classica” il rimedio omeopatico dà il massimo dell’efficacia: tanto più la cura è personalizzata, tanto più darà il suo effetto su quel paziente.

Perciò nel caso di disturbi cronici, come il sovrappeso, è sempre necessaria un’indagine approfondita da parte di un medico omeopata “unicista”, cioè istruito (in corsi di specializzazione di almeno tre anni) a riconoscere il rimedio più adatto a quel singolo paziente, a cogliere la similitudine fra l’essenziale della persona e l’essenza del rimedio. Homios pathos: “Similia similibus curentur”, cioè i simili siano curati con i simili. L’omeopatia unicista è quindi una medicina psicosomatica, olistica e globale, che ottimizza le reazioni fisiche e mentali alle costanti variazioni dell’ambiente che ci circonda.

L’omeopatia ”classica” esiste da sempre e fu fondata da un noto ed accreditato medico tedesco, Samuel Hahnemann (1775-1843). L’omeopatia è un sistema terapeutico ad alto impatto clinico e semeiotico, caratterizzato dalla ricerca, attraverso lunghe e meticolose visite e colloqui medici, di rimedi simili alle caratteristiche personali dei pazienti.
Quando una persona assume il suo rimedio ritorna ad un proprio equilibrio, dapprima energetico e poi psicofisico, il migliore possibile per lei. Perciò se era in sovrappeso e se soffriva per questa sua condizione, otterrà un dimagrimento graduale, duraturo e senza effetti collaterali. Talvolta questo avviene anche per mezzo di un aumento della forza di volontà, che le permetterà di aumentare l’attività fisica e di ridurre il cibo, senza conseguenze psichiche. Oppure il rimedio omeopatico produrrà un naturale aumento del metabolismo, che porterà la persona a dimagrire senza sforzo alcuno e fino ad un livello di normalità fisiologica che diventerà permanente. Esiste infine un’altra possibilità di azione del rimedio omeopatico: la persona si adatterà spontaneamente alla propria condizione di sovrappeso, senza più soffrirne e senza alcuna conseguenza patologica. È come se, sostanzialmente, il peso non pesi più.

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Sei Intollerante?

Premessa | Le Intolleranze Alimentari si manifestano di solito con una sintomatologia generale più o meno sfumata (stanchezza, cefalea, gonfiori addominali postpandriali, infezioni ricorrenti, dolori articolari, ecc) o con modificazioni cutanee (pelle secca, eczemi, orticaria, dermatiti ecc); spesso sono correlate a disordini del Peso Corporeo, sia in eccesso che in difetto. Esse sono riconducibili all’accumulo nel tempo delle sostanze responsabili di Ipersensibilità, fino ad un livello che ad un certo punto supera la “dose soglia“.  A causa di questo periodo di latenza, spesso risulta difficile accettare e comprendere come si possa “improvvisamente” diventare intolleranti ad un cibo comunemente introdotto quotidianamente  anche più volte (es. frumento, olio di oliva, latticini ecc). Queste reazioni non sono sempre immediate, ma si possono manifestare da 1 a 72 ore dopo l’assunzione del cibo in questione. Per ottenere un miglioramento dei sintomi, è necessario astenersi rigorosamente per almeno 2-3 mesi dall’assunzione del cibo incriminato, anche nelle sue forme nascoste e anche dall’assunzione di cibi che possono generare reazioni crociate.

Oggi secondo evento organizzato da Galeno Salute con il grant di Bromatech. E’ stato un successo!!!!

Abbiamo dedicato tutta la giornata al test sulle intolleranze alimentari; il nostro Ospite Specialista dott. Ciaccio Giorgio ha condotto più di 60 tests, individuando numerosi casi di Intolleranze ad Alimenti e consigliando svariate terapie.

A coloro che sono intervenuti diamo “Grazie di Cuore!“, sperando che siano rimasti contenti della professionalità del nostro Specialista e della nostra Organizzazione dell’evento.

A tutti coloro che non hanno potuto essere in lista prenotazione speriamo di dedicare altri giorni al test gratuito.

Certi di aver reso un servizio utile e di qualità Vi invitiamo a seguirci in altri nostri eventi …

dott. Carlo Cottone, manager di GALENOsalute

Parliamo di Allergie con …

Tratteremo di ALLERGIE con il dott. Giorgio Ciaccio, medico esperto in Agopuntura ed Omeopatia, Intolleranze Alimentari ed Alimentazione Naturale nostro Ospite in GALENOsalute.

Cosa sono e come si presentano | Le allergie sono una eccessiva reazione a sostanze che in generale non sono pericolose per l’uomo, dato che costituiscono una risposta immunitaria parossistica rispetto al normale. Normalmente il sistema immunitario ci protegge da organismi patogeni, quali batteri, virus o sostanze tossiche. L’allergia, invece, è la risposta che un sistema immunitario ipersensibile rivolge verso organismi non patogeni. È la prima esposizione all’allergene che provoca nell’individuo la reazione allergica e fa sì che esso riconosca l’allergene ogni qualvolta ne verrà a contatto in seguito. Infatti i sintomi si presentano alla seconda esposizione e a quelle successive, e dipendono strettamente non solo dall’allergene in questione, ma anche dalla parte del corpo colpita e dall’intensità della risposta immunitaria. Quando l’allergene viene a contatto con il sistema immunitario di un individuo, stimola la produzione di anticorpi, i quali si legano a cellule contenenti istamina. È la produzione di questa sostanza che provoca nel paziente allergico i tipici sintomi: prurito, gonfiore ai tessuti colpiti, ipersecrezione di muco, spasmi muscolari. La severità e la varietà di questi sintomi è fortemente soggettiva perché varia a seconda della persona colpita. Gli allergeni più comuni sono il cibo, i farmaci, alcune sostanze contenute nei cosmetici, alcuni metalli contenuti nella gioielleria o nella bigiotteria, le punture di insetti, gli acari della polvere, i pollini e le muffe, gli animali domestici.

Prevenzione | È accertato che i bambini che sono stati allattati al seno materno hanno minori probabilità di essere soggetti da allergie; se le madri che non hanno fatto uso di alcuni alimenti durante l’allattamento, quali latte vaccino, uova, noci ed arachidi, riescono ad abbassare ancora di più le probabilità, nei propri figli, di contrarre un’allergia, compreso l’eczema. Se si è già scatenata un’allergia soltanto un’adeguata terapia e la possibilità di evitare il contatto con gli allergeni che la scatenano potrà ridurre al minimo il ritorno delle crisi allergiche in futuro.

Sintomi | I sintomi possono variare in intensità e tipologia a seconda della reazione, della parte colpita e della sensibilità del sistema immunitario del paziente. In generale, però, alcuni sintomi sono comuni: si possono verificare rinite, tosse, difficoltà nella respirazione, un’aumentata lacrimazione, prurito dove c’è stato il contatto (occhi, naso, gola, pelle in generale), rash cutanei, vomito, diarrea, mal di testa.

allergia-testsEsami | Per formulare la diagnosi di allergia è innanzitutto importante tenere conto della storia clinica del paziente (periodo e stagione di esposizione all’allergene, lavoro, tempo libero, presenza di animali in casa). Il colloquio con il paziente va integrato con i test allergici, cutanei o del sangue. Questi test servono fondamentalmente ad avere una conferma dell’allergia in atto e a cercare l’allergene che l’ha scatenata. Per esempio, alti livelli di anticorpi ed immunoglobuline (specialmente IgE) oppure un aumento di eosinofili stanno ad indicare che il sistema immunitario è già venuto a contatto con l’allergene. I test cutanei, ad ogni modo, sono i test per eccellenza volti alla ricerca degli allergeni e possono essere anche utilizzati su neonati e bambini perché fondamentalmente innocui. Quando, invece, l’allergene potrebbe essere un farmaco oppure un alimento, si preferisce utilizzare il test di eliminazione o di provocazione: la sostanza sospetta viene rispettivamente sospesa oppure introdotta nella terapia (nel caso di farmaci) o nella dieta (nel caso di alimenti) del paziente in attesa di una riduzione o esacerbazione della risposta immunitaria.

Terapia | Solitamente si distingue una terapia a breve termine, che tende ad eliminare i sintomi immediati, ed una a lungo termine, che ha invece come scopo quello di impedire future crisi allergiche. In generale le allergie vengono curate con i farmaci antistaminici, che riescono ad alleviare i sintomi lievi e moderati ma che, purtroppo, causano sonnolenza, quindi non sono indicati se si svolgono mestieri con attrezzature potenzialmente pericolose, o se si guida, o in qualsiasi altra occasione in cui l’attenzione è un requisito essenziale. Per quanto riguarda la congestione nasale è consigliabile utilizzare prodotti decongestionanti, anche se bisogna fare attenzione all’uso cronico di questi spray, che può causare assuefazione. In ogni caso evitare il contatto con l’allergene resta di gran lunga il miglior trattamento dell’allergia (soprattutto se si tratta di allergie alimentari o farmacologiche). Un altro tipo di trattamento a lungo termine è rappresentato dall’immunoterapia. L’immunoterapia consiste in diverse iniezioni nel tempo di dosi sempre più alte dell’allergene che scatena la reazione, in modo da desensibilizzare l’organismo verso quella sostanza. Vengono effettuate delle iniezioni sottocutanee di concentrazioni di allergene che provocano una diminuzione delle IgE ed un aumento delle IgG. Molti pazienti hanno trovato giovamento da questo tipo di trattamento, ed alcuni di essi hanno sperimentato una diminuzione nei sintomi dell’allergia già a distanza di un anno dall’inizio della terapia. Solitamente l’immunoterapia viene sospesa dopo 3 anni; sebbene alcuni pazienti abbiano avuto buoni risultati anche dopo la sospensione del trattamento, ve ne sono altri che, invece, hanno constatato un peggioramento dei sintomi. Nella maggior parte dei casi, comunque, l’immunoterapia si è rivelata una terapia efficace nella cura di rinite allergica, asma e punture d’insetti.

Prognosi | La maggior parte delle allergie viene curata tempestivamente e con successo, ma solo per quanto riguarda la crisi presente; un futuro contatto con l’allergene scatenerà comunque un’altra crisi. La desensibilizzazione del sistema immunitario operata grazie all’immunoterapia può essere un ottimo metodo per prevenire future crisi allergiche, ma bisogna tener conto che le iniezioni possono provocare rash cutanei o, in alcuni soggetti, anche uno shock anafilattico. In ogni caso questo metodo può essere utilizzato soltanto per alcuni allergeni, come pollini, polvere e simili, ma non, ad esempio, per le allergie alimentari. È anche vero però che l’immunoterapia si rivela efficace nei due terzi dei casi, sebbene richieda un trattamento a lungo termine.

Per ciò che concerne altri aspetti, peculiarità ed informazioni Vi invito a contattarci ed approfondire con i nostri ospiti Specialisti.

 

Parliamo di Allergie ed Intolleranze Alimentari con …

Questa settimana tratteremo di ALLERGIE ed INTOLLERANZE ALIMENTARI con il dott. Giorgio Ciaccio, medico specialista in Anestesia e Rianimazione, esperto in Agopuntura ed Omeopatia, Intolleranze Alimentari ed Alimentazione Naturale nostro Ospite in GALENOsalute.

Ascolta l’audio-intervista con il dott. Ciaccio realizzata dalla Redazione di Marsala.it

alimentiNoi siamo quello che mangiamo! Pertanto l’uso di cibi non tollerati dal nostro organismo è la prima causa del nostro malessere. Le Intolleranze alimentari sono troppo spesso vengono trascurate sia dal paziente che dalla medicina tradizionale. Si sente spesso parlare di allergie ed intolleranze alimentari quasi come fossero sinonimi, mentre in realtà sono due patologie ben distinte anche se talvolta possono manifestare alcuni sintomi simili. Sicuramente, da recenti studi, sia le allergie che le intolleranze alimentari appaiono in costante crescita nella popolazione adulta e appaiono collegate alle nostre abitudini alimentari. Quando si può parlare di allergia alimentare e quando, invece, è più corretto usare il termine intolleranza alimentare?

Vediamo le differenze che contraddistinguono queste due patologie.

ALLERGIE ALIMENTARI | Nella allergie alimentari i disturbi si manifestano rapidamente, subito dopo l’ingestione di un particolare alimento ed è quindi più facile collegarli al cibo ingerito. Le reazioni dell’organismo oltre ad essere immediate sono, di solito, violente e ripetute ad ogni assunzione. Di solito rispondono ai tradizionali Test Allergici Cutanei e quindi, sono anche relativamente più facili da individuare. Sono molto meno frequenti delle intolleranze alimentari. I sintomi delle allergie alimentari sono simili a quelle di chi soffre di allergia ai pollini: arrossamenti pruriginosi della pelle, eczemi, gonfiori, orticaria e dermatiti; ma anche irritazione delle labbra e della bocca o problemi respiratori (riniti, congiuntiviti, asma) o problemi gastrointestinali (nausea, vomito, dolori addominali e diarrea), shock Anafilattico. Un esempio classico di allergia alimentare è quello di chi allergico alla fragole né mangia anche solo un pezzettino e dopo pochi minuti tutto il suo corpo sarà coperto di orticaria. I cibi tendenzialmente allergizzanti possono essere: pesce, arance, uova, soia, latte vaccino, pesche, kiwi, crostacei, fragole, pesche, pomodoro ecc. Per individuarle è necessario effettuare i tradizionali test per le allergie (prick test sulla pelle o Prist e Rast su sangue). L’unica terapia ovviamente consiste nell’escludere l’alimento verso cui la persona è allergica dalla dieta, per sempre.

INTOLLERANZE ALIMENTARI | I disturbi da Intolleranze alimentari invece compaiono dopo un certo periodo di tempo dal consumo dell’alimento responsabile. Accade, infatti, che l’organismo mette in atto una serie di meccanismi compensatori per cui riesce a tollerare una determinata sostanza fino a quando, superato un certo limite (che viene definito livello di soglia) si arriva alla manifestazione del disturbo. Sono molto frequenti. Si calcola che l’1% della popolazione italiana né soffra e sembrano essere in continuo aumento. Spesso sono correlate a disordini del peso Corporeo (soprappeso, cellulite, eccessiva magrezza, etc.), sia in eccesso che in difetto. I disturbi legati alle intolleranze sono diversi da quelli delle allergie, sono meno acuti, tendono a ripetersi nel tempo e sono difficilmente collegabili all’assunzione di un determinato alimento. Si manifesta quasi sempre con una sintomatologia generale più o meno sfumata (stanchezza, cefalea, gonfiori addominali postprandiali, infezioni ricorrenti, dolori articolari, ecc.) o con modificazioni cutanee (pelle secca, eczemi, orticaria, etc.) o tosse,tonsilliti a ripetizione, rinite e asma. Esse sono riconducibili all’accumulo nel tempo delle sostanze responsabili di Ipersensibilità, fino ad un livello che ad un certo punto supera la “dose soglia”. A causa di questo periodo di latenza, spesso risulta difficile accettare e comprendere come si possa “improvvisamente” diventare intolleranti ad un cibo comunemente introdotto quotidianamente o meglio pluriquotidianamente (frumento, olio di oliva, latticini, etc.). Non è semplice individuare l’intolleranza alimentare visto che, come abbiamo visto, non provoca sintomi precisi, unici e riconducibili facilmente ad essa. Statisticamente gli alimenti che più frequentemente possono causare intolleranza sono: latte e latticini, lieviti, frumento, olio di oliva, pomodoro, etc. Vi sono attualmente diversi esami per “scoprire” se si soffre di una intolleranza alimentare ma senz’altro il più preciso ed affidabile è il Test delle Intolleranze mediante apparecchiature di EAV o Bicom. Con questo sistema in poco tempo possiamo fare un check-up bioenergetico e disegnare una mappa alimentare del paziente sulla quale impostare poi un’adeguata dieta. Per la terapia delle Intolleranze l’esclusione dell’alimento dalla dieta è temporaneo e non definitivo come nelle allergie. Infatti per ottenere un miglioramento del quadro sintomatologico, è necessario astenersi rigorosamente per almeno 2-3 mesi dall’assunzione del cibo incriminato anche nelle sue forme nascoste (es. siero del latte usato come conservante nel prosciutto cotto). Inoltre, nei casi più gravi, delle sedute con apparecchiatura Biorisonanza-Bicom aiuteranno a risolvere nel più breve tempo i disturbi legati alle intolleranze ed il paziente potrà tornare ad assumere l’alimento prima escluso.

Per ciò che concerne altri aspetti, peculiarità ed informazioni Vi invito a contattarci ed approfondire con i nostri ospiti Specialisti.



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