Posts Tagged 'farmaci'

PER TROVARE LA FARMACIA PIU’ VICINA BASTA CLICCARE IL SITO DI FEDERFARMA

E’ online il nuovo sito di Federfarma in una versione rinnovata sia nei contenuti che nella veste grafica. Tra le novita’ spicca il servizio di geolocalizzazione delle farmacie, denominato “Cerca una farmacia”, grazie al quale e’ possibile conoscere la posizione geografica e il percorso necessario per raggiungere la farmacia piu’ vicina. Il sito ripropone poi in veste rinnovata alcuni servizi, come la sezione “Cerca un farmaco”, che indica il prezzo del medicinale, quando fissato per legge, la concedibilita’ in regime di SSN e il tipo di ricetta necessaria; la rubrica “Cerco / offro” che pubblica annunci di lavoro, agevolando il contatto tra la farmacia che cerca nuovi dipendenti e persone in cerca di primo lavoro o di nuove opportunita’ lavorative. Dalla Home Page si accede a informazioni di fonte Federfarma, come le notizie in evidenza e i comunicati stampa, la spesa farmaceutica ed i consumi dal 1990 ad oggi, i ticket farmaceutici nelle varie Regioni, le informazioni sulla farmacia italiana ed europea, la rassegna stampa quotidiana con la segnalazione di articoli brevemente sintetizzati, oltre naturalmente ad una presentazione di Federfarma, del Sunifar (che rappresenta le farmacie rurali) e delle Organizzazioni Territoriali di Federfarma. Saranno implementati applicativi che offriranno nuovi servizi, come ad esempio, una versione del sito che permette l’accesso dai palmari. Attualmente, oltre alle farmacie, alle Organizzazioni territoriali di Federfarma e ai cittadini, accedono con frequenza al sito anche industrie farmaceutiche, distributori intermedi, ospedali, ASL, cliniche, universita’, medici e giornalisti.

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L’EMEA approva un nuovo farmaco antipertensivo

 

La Commissione Europea ha confermato il giudizio positivo dell’EMEA, approvando l’associazione telmisartan e amlodipina come farmaco per la terapia dell’ipertensione in adulti che non riescono a raggiungere un adeguato controllo pressorio con amlodipina e in quei pazienti che sono già in terapia con telmisartan e amlodipina in compresse separate, consentendo loro di assumere entrambi i principi attivi allo stesso dosaggio, in un’unica somministrazione.
Il farmaco, prodotto dalla Boehringer Ingelheim, unisce in un’unica compressa telmisartan, antagonista del recettore dell’angiotensina II (ARB), al calcio-antagonista amlodipina e riesce ad ottenere riduzioni dei valori pressori sino a 50 mmHg, con mantenimento del controllo pressorio nell’arco delle 24 ore in una percentuale di pazienti che arriva circa all’83%. L’approvazione dell’associazione di telmisartan e amlodipina da parte della Commissione Europea giunge a seguito dell’esame dei risultati di tre studi clinici cardine, che dimostrano che il farmaco ha ottenuto riduzioni dei valori pressori significativamente maggiori e uniformi rispetto alle rispettive monoterapie nelle formulazioni 40-80mg/5-10mg e ha consentito all’82,7% dei pazienti di raggiungere l’obiettivo di controllo pressorio nell’arco delle 24 ore (<130/80 mmHg secondo i criteri AHA) nella formulazione 80mg/10mg.
Inoltre, i risultati di un recente studio randomizzato in doppio cieco controllato condotto su pazienti con ipertensione grave (TEAMSTA severe HTN) hanno dimostrato che l’associazione di telmisartan e amlodipina ha ridotto la pressione sistolica in media di circa 50 mmHg. Questa importante diminuzione osservata in quasi la metà dei pazienti, è fra le più alte riduzioni dei valori pressori mai raggiunte in studi su antipertensivi.
L’associazione di telmisartan e amlodipina è già stata approvata negli Stati Uniti a ottobre 2009.
 

Farmaci nei menù di McDonald’s per la salute del cuore

 

I medici di mezzo mondo le hanno provate tutte per indurre i consumatori a evitare i fast food come la peste, ma sconfiggere realtà internazionali come McDonald’s sembra proprio impossibile. Lo ammetto, anche io ogni tanto ci casco: non riesco proprio a resistere davanti alle immagini di quei panini, sono troppo invitanti! E se anche i più salutisti tra noi non riescono a rinunciare al cibo spazzatura, è arrivato il momento di correre ai ripari! Da qui l’idea di un gruppo di ricercatori dell’Imperian College di Londra, che hanno proposto di aggiungere ai classici menù di McDonald’s una statina, ovvero un farmaco utilizzato per tenere a bada il colesterolo e ridurre il rischio di disturbi cardiovascolari.

Grazie ad un’analisi approfondita di sette ricerche effettuate in passato, gli scienziati dell’istituto britannico hanno constatato che assumendo una statina al giorno è possibile ridurre sensibilmente, se non addirittura annullare, il rischi per il cuore a cui vanno incontro i fanatici dei fast food. Una statina costa quanto una bustina di ketchup, perché allora non fornire anche i farmaci necessari a mantenere il cuore in salute? Lo stesso Darrel Francis, a capo della ricerca, ha commentato “è ironico che la gente sia libera di prendere quanti condimenti poco salutari desidera ma le statine, che fanno bene alla salute del cuore, debbano essere prescritte”.

L’idea delle statine non è poi così assurda, perché effettivamente permetterebbe di tenere sotto controllo i livelli di colesterolo cattivo LDL nel sangue e prevenire temibili malattie cardiovalari. Questo, però, non deve far pensare che con un solo farmaco si possano annullare tutti gli effetti deleteri di un pasto ipercalorico da MaDonald’s. Come spiega la dott.ssa JoAnn Manson dello Women’s Hospital di Boston, le statine sono efficaci contro il colesterolo, ma “non possono niente contro il rischio di obesità, diabete, ipertensione, tumore del colon-retto e altri disturbi cronici legati a questo tipo di dieta”. Per una prevenzione completa sarebbe opportuno rivisitare le proprie abitudini alimentari, rinunciando ai pasti dei fast food o comunque considerandoli uno strappo alla regola.

Un nuovo farmaco per la fibrillazione atriale

 

Il dronedarone, la nuova molecola da poco approvata in Italia per trattare la fibrillazione atriale, evita a un paziente su quattro l’ospedalizzazione per cause cardiovascolari, riduce del 34% il rischio di ictus cerebrale e abbassa la mortalità del 16%. Il farmaco si aggiunge all’armamentario terapeutico dei cardiologi come trattamento di prima linea in tutti i pazienti con fibrillazione atriale parossistica, un’aritmia che si manifesta in episodi acuti risolvibili spontaneamente o permanente. Lo studio Athena, che ha coinvolto oltre 4.600 pazienti con fibrillazione atriale e 29 centri italiani, ha dimostrato la riduzione del 26% delle ospedalizzazioni e può evitare la morte a un paziente su sei. Il nuovo farmaco inizialmente sarà prescritto da medici specialisti (cardiologi, geriatri, medici internisti e di medicina d’urgenza), e la terapia potrà poi essere proseguita dai medici di medicina generale.

 

Per italiani più di un farmaco al giorno, come bere un caffè

farmaci nel cassettoQuasi come bere un caffè: acquistare e assumere un medicinale è diventato per gli italiani un atto tra i più consueti. Ogni connazionale, infatti, consuma in media una dose e mezza di farmaco al giorno, con un trend che ha fatto registrare una crescita del 60% dal 2000.

Complici il peso delle patologie croniche, legato all’invecchiamento della popolazione, ma anche le abitudini di tipo socio-culturali. E’ quanto emerge dal Rapporto Osmed (Osservatorio nazionale sull’impiego dei medicinali), relativo al 2008, presentato oggi a Roma nella sede dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss). Nel complesso, la spesa farmaceutica totale, comprensiva della prescrizione territoriale e di quella offerta attraverso le strutture pubbliche (Asl, aziende ospedaliere, policlinici universitari ecc.) è stata di 24,4 miliardi di euro, di cui il 75% rimborsata dal Servizio sanitario nazionale. In media, per ogni cittadino italiano, lo Stato ha speso 410 euro. Come ogni anno in cima alla classifica dei farmaci più utilizzati compaiono quelli contro le malattie cardiovascolari, seguiti da quelli gastrointestinali, del sistema nervoso centrale, gli antimicrobici e gli antineoplastici. La spesa farmaceutica territoriale complessiva, pubblica e privata – rivela ancora il Rapporto Osmed – nel 2008 risulta stabile rispetto al 2007, mentre quella a carico del Ssn è diminuita dell’1% a causa dell’aumento del ticket (+20%) e di una diminuzione dei prezzi (-6,9%). Quest’ultima è dovuta a forme diverse di distribuzione quali quella diretta e per conto. La Calabria con 277 euro pro capite è la Regione con il valore più elevato di spesa pubblica per farmaci di classe A-Ssn, mentre la Provincia autonoma di Bolzano con 149 euro è quella con la spesa minore. La spesa relativa ai prodotti erogati attraverso le strutture pubbliche, pari a 5,6 miliardi di euro, rappresenta circa un quarto della spesa complessiva per farmaci in Italia nel 2008. La variabilità regionale della quota di spesa per questi medicinali è compresa tra il 17% della Calabria e il 31% di Bolzano. Questa variabilità riflette anche diverse possibili scelte nelle modalità di distribuzione di alcuni farmaci. Il maggior livello di spesa riguarda i farmaci antineoplastici e immunomodulatori (2,1 miliardi di euro), seguiti dagli antimicrobici per uso sistemico (1,2 miliardi) e dagli ematologici (923 milioni di euro). Per quanto riguarda il consumo farmaceutico territoriale di classe A-Ssn, questo risulta cresciuto del 4,9% rispetto al 2007: in altre parole, ogni mille abitanti sono state prescritte 924 dosi di farmaco al giorno (erano 580 nel 2000). Attraverso le farmacie pubbliche e private sono stati acquistati nel 2008 complessivamente 1,8 miliardi di confezioni (circa 30 per abitante). Tutte le categorie terapeutiche, a eccezione dei farmaci del sistema respiratorio e degli antineoplastici, fanno registrare un incremento delle dosi prescritte rispetto al 2007. Tra quelle a maggior consumo i farmaci del sistema cardiovascolare aumentano del 5,2%. Incrementi nella prescrizione si rilevano anche per i gastrointestinali (+9,2%), per gli ematologici (+4,4%) e per i farmaci del sistema nervoso centrale (+4,7%). Le statine continuano ad essere il sottogruppo a maggior spesa (15,4 euro pro capite) con un aumento del 15% delle dosi e una diminuzione del 5,8% della spesa, seguite dagli inibitori di pompa (14,2 euro pro capite). La sostanza più prescritta nel 2008 è risultata il ramipril (43,9 Ddd/1000 abitanti die). A seguire l’acido acetilsalicilico usato come antiaggregante piastrinico (40,5 Ddd/1000 abitanti die) e l’atorvastatina (27,7 Ddd/1000 abitanti die).

fonte Adnkronos Salute


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