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Zona Franca: Fitoterapia in età pediatrica

GALENOsalute avvalendosi della collaborazione di Franca Aleo (titolare di Herbora – Marsala) presenta la rubrica settimanale Zona Franca: “l’informazione diventa benessere”, dove fitoterapia ed oligoelementi vengono proposti come base di cure alternative e complementari.

 Questa settimana parliamo di “Fitoterapia in età pediatrica”. 

Tra le numerose richieste di consulenza che pervengono al nostro sito, sono sempre più quelle che riguardano l’utilizzo della fitoterapia in età pediatrica. Vorrei quindi affrontare questo argomento, certa di fare cosa utile a chi ha bambini e talvolta ha l’esigenza di avere notizie sicure sull’opportunità di utilizzare le piante officinali, avere indicazioni sui dosaggi, sull’efficacia e sulla durata del trattamento. 

Chiariamo subito che è opportuno rivolgersi al medico ogniqualvolta il proprio figlio presenti problemi di salute; tuttavia vi sono diverse occasioni in cui si può affrontare un disturbo con l’ausilio della fitoterapia, sia da sola sia in associazione alle terapie mediche, alle quali può fare da supporto; la sinergia con le terapie farmacologiche permette in certi casi un uso più limitato dei farmaci, sempre con il conforto e il consenso del medico. 

La sola fitoterapia talvolta può essere sufficiente a portare a risoluzione piccole patologie, disturbi, o situazioni sgradevoli, che non richiedono l’uso di farmaci; altre volte ha un ruolo specifico, oltre che per ridurre al minimo l’uso di farmaci che, lo sappiamo bene, presentano sempre controindicazioni, anche per rendere i bambini più forti e meno esposti alle infezioni o alle ricadute.  

L’età nella quale è opportuno avvalersi della fitoterapia generalmente va dai tre anni in su, salvo poche situazioni che specificheremo nel seguito, poiché non ci sono ancora studi sufficienti a consigliarne un utilizzo veramente sicuro nella primissima infanzia. Solo per quanto riguarda la pelle, la cosmetica fitoterapica ha messo a punto molti preparati per uso esterno a base di piante, che si possono utilmente adoperare per mantenere sana la pelle del nostro bambino, anche neonato, e che aiuteranno a prevenire arrossamenti e irritazioni. I disturbi più comuni dell’infanzia in questa stagione sono quelli a carico delle vie respiratorie, come raffreddore, influenza, faringite, tonsillite, otite, tosse, bronchite. Oltre a queste patologie, i bambini possono presentare in qualunque stagione manifestazioni allergiche come rinite, asma, orticaria, eczemi, oppure problemi intestinali come stitichezza o diarrea, senza contare le malattie esantematiche, cioè le tipiche malattie “infantili”, che però ultimamente mostrano una minore frequenza grazie anche all’uso dei vaccini.

Talora i bambini sono inappetenti e gracili, e allora possiamo stimolare il loro appetito, sempre con sostanze naturali, per vederli crescere forti e sani (ma non grassi!), aiutandoli anche ad affrontare più facilmente l’impegno scolastico. Non pretendiamo naturalmente di risolvere tutti questi problemi solo con la fitoterapia, ma certamente essa potrà essere di valido aiuto e supporto, talvolta anche solo per alleviare i fastidi, i disagi, o il malessere che ha colpito il bambino, e già questo costituirebbe un buon traguardo. 

Vorrei sottolineare che l’ambiente familiare è molto importante quando il bambino è malato: se i familiari, e soprattutto la madre, mostrano serenità e non ansia nell’affrontare il periodo di fragilità del bimbo, l’esito del trattamento, sia medico che fitoterapico, sarà senza dubbio più valido ed immediato. Le madri saranno sicuramente meno ansiose, se saranno messe in grado di intervenire prontamente con qualche utile rimedio, all’apparire dei primi sintomi del disturbo, anche in attesa che il medico sia disponibile. Vediamo quindi come si può intervenire nei vari casi. In presenza di un problema legato all’apparato respiratorio in natura troviamo numerose sostanze utili. La prima è sicuramente la Propoli, prodotta dalle api dalla rielaborazione della resina di alcuni alberi, a cui vengono attribuite, e riconosciute dalla moderna fitoterapia, proprietà antivirali e antibatteriche. Si può reperire la Propoli in diverse preparazioni, gradevoli e quindi adatte ai bambini, come sciroppi, pastiglie e caramelle da succhiare, gocce, spray nasali, olii, che si possono utilizzare ai primi sintomi, e in seguito anche in associazione ad eventuali cure farmacologiche. La Propoli può essere utilizzata anche come prevenzione; infatti, se nel periodo freddo, quando il bambino frequenta luoghi affollati in cui può essere esposto al contagio, come la scuola o la palestra, gli somministriamo un preparato a base di Propoli con una certa regolarità, è molto probabile che i microbi non riescano ad insediarsi nel suo organismo e a scatenare la malattia. Ma se questo avviene, l’uso della Propoli, soprattutto se associata a piante disinfettanti, balsamiche, espettoranti, antinfiammatorie, febbrifughe, decongestionanti, come il Timo, l’Eucalipto, la Grindelia, il Mirto, l’Elicriso, la Piantàggine, il Ribes nero, il Sàlice, l’Amamelide, contribuirà ad alleviare i fastidi correlati al disturbo, come il naso chiuso, la tosse, il catarro, gli indolenzimenti articolari, il mal d’orecchio (olio di Propoli tiepido instillato nel dotto auricolare esterno, ma solo se non si sospetta una perforazione del timpano), o una lieve alterazione febbrile, e ad accelerare e favorire la guarigione. Anche la Rosa canina e l’Acerola possono essere un valido supporto, per il loro notevole contenuto in vitamina C che stimola le difese immunitarie. 

Per potenziare il sistema immunitario contro le infezioni utilizzeremo in modo particolare l’Echinacea, che viene proposta con lo scopo di potenziare le difese dell’organismo come profilassi degli stati infettivi, e per accelerarne la risoluzione, riducendo anche la sintomatologia per le sue proprietà antinfiammatorie. L’Echinacea infatti è capace di stimolare la produzione e l’efficienza degli anticorpi, e dei macròfagi, che sono le cellule specializzate nella difesa dell’organismo dagli attacchi di virus e batteri, che essi fagòcitano distruggendoli. 

L’Echinacea è consigliata per i bambini con una somministrazione regolare durante l’autunno e l’inverno, a cicli di 15 giorni al mese, per due mesi, a dosaggi adeguati all’età. Il trattamento può essere ripetuto dopo un intervallo di un mese. 

A proposito dei dosaggi, vi ricordo che nel nostro sito i prodotti riportano le indicazioni d’uso, le dosi e, quando ve ne sia l’esigenza, il momento in cui somministrare la specialità scelta. 

Le erbe balsamiche, supportate da un uso periodico degli oligoelementi specifici, potranno alleviare anche i fastidi derivanti da riniti allergiche e asma, e potranno utilmente accompagnare l’indispensabile terapia medica. Uno spray nasale a base di soluzione salina fisiologica, associata a Propoli ed erbe balsamiche, lenitive e delicatamente decongestionanti, potrà contribuire a mantenere il naso libero, senza dover ricorrere troppo spesso ai decongestionanti nasali di sintesi, il cui abuso può causare ipertrofia delle mucose nasali, aggravando il problema. Mantenere il naso libero, sia in caso di riniti che di occasionali raffreddori, contribuisce a mantenere in buona salute anche le orecchie, poiché una cattiva respirazione nasale si riflette sull’aerazione delle tube auditive, dette trombe di Eustachio, cioè quei canali che mettono in comunicazione l’orecchio medio col naso-faringe, permettendo l’equilibrio della pressione fra l’aria esterna e l’orecchio medio; in caso di raffreddore è facile che le tube si possano intasare per la formazione di catarro e infettare per l’ingresso di microbi, causando l’otite. 

L’argomento è ancora molto vasto perciò per ora mi fermo qui, e vi do appuntamento al prossimo mese, per analizzare le altre numerose problematiche a cui abbiamo accennato, e che la fitoterapia può aiutarci a risolvere.

Fonte l’erboristeria della Dott.ssa Marina Multineddu



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Le erbe giuste contro il mal di testa

Esiste una terapia efficace per curare l’insorgere del mal di testa: la fitoterapia, cioè la cura a base di erbe medicinali. Così come il mal di testa è causato da fattori molto diversi tra loro (tensioni muscolari, nevralgie, tossine) così anche le piante da utilizzare devono essere scelte in base alla “simpatia” legata allo specifico meccanismo di insorgenza. Occorre tenere in considerazione le caratteristiche specifiche di ogni erba, poiché la fitoterapia non cura solo eliminando il dolore, ma riequilibrando in modo  la persona che soffre di mal di testa.

Analizzando il mondo vegetale in modo approfondito si è scoperto che ogni pianta possiede delle peculiarità, che potremmo definire come il “carattere” della pianta stessa. Si tratta di attributi particolari che, se somministrati alla persona da “curare” sotto forma di rimedi fitoterapici, possono integrare e rigenerare le mancanze psicofisiche.  Prendiamo come esempio una persona rigida, bloccata emotivamente nella vita sociale e affettiva per una carenza di energia. Per il mal di testa di questa persona potrebbe essere efficace un fiore come la primula, chiamato anche “piccolo sole” perché compare all’inizio della primavera subito dopo il disgelo, ed è capace di riaccendere quell’energia che manca nella vita. È dunque fondamentale capire che la fitoterapia non si basa solo sulle sostanze curative che un’erba contiene, ma anche sulla similitudine che la stessa ha con il soggetto che la utilizzerà.


Vediamo insieme alcuni dei rimedi fitoterapici per il mal di testa, in base alla “personalità” di ogni pianta.

– Lavanda riaccende l’emozione trattenuta che causa il dolore

Usata nell’antichità per le malattie del cervello e nei disturbi di fegato, la lavanda è una pianta i cui fiori sono raccolti ancora in boccio, cioè quando devono fiorire ed “esplodere”: per questo è utilissima in tutti i quei casi in cui il soggetto non riesce a valorizzarsi e a esprimersi come vorrebbe.  Consigliata l’assunzione in tintura madre (TM): 25-30 gocce per tre volte al giorno.

– Ginepro, adatto alle persone “contorte”

Il ginepro è una pianta complessa, con una crescita difficile e con sembianze “contorte”: allo stesso modo è adatta a persone complicate, che usano la testa per “rimuginare” continuamente sforzandosi su ogni minima questione. Sono individui che possiedono un carattere serio e taciturno, che si consuma in pensieri “negativi” su quanto è accaduto in passato. Questo continuo lavoro mentale fa trascurare il fisico, che a sua volta rallenta la sua funzionalità (sono presenti problemi digestivi associati al mal di testa). La pelle di queste persone è spenta e l’intestino pigro: il sistema immunitario è piuttosto debole (sono molto frequenti bronchiti, raffreddamenti, sinusiti e mal di testa conseguente). Si consiglia l’assunzione in infuso (1 cucchiaino di erba in una tazza di acqua calda, dopo cena) o l’utilizzo della tintura (3-5 gocce della TM) per frizionare leggermente testa e collo.

– Valeriana, efficace contro il mal di testa di chi è chiuso in se stesso

È celebre per le sue proprietà calmanti e per curare il sistema nervoso. La parte che viene utilizzata è la radice, che nutre la pianta e che è nascosta sotto terra. Analogamente tutti noi abbiamo una dimensione “sotterranea”, l’inconscio, che è importante non trascurare. Per questo la valeriana è utile a un soggetto che possiede una scarsa confidenza con le parti più intime di sé e che lo porta a essere nervoso, ansioso e con disturbi del sonno. Le dosi: durante gli attacchi 10 gocce di TM per un massimo di tre settimane.

Melissa, lo scudo che difende da freddo e critiche

Questa pianta è un rimedio che dà benessere alle persone ipersensibili agli stimoli esterni di ogni tipo (critiche, mancanza d’affetto…), ma anche a specifici fenomeni fisici come il freddo, gli squilibri alimentari o la stanchezza (che possono portare insonnia e mal di testa). In questo caso, oltre all’infuso (2 cucchiaini in una tazza di acqua bollente, infusione per 5-10 minuti) si consiglia l’estratto fluido (20 gocce, 2-3 volte al giorno). Se il mal di testa è accompagnato da pesantezza di stomaco ed eruttazioni, sarà bene utilizzare l’Acqua di melissa (2 cucchiaini dopo i pasti) in cui sono presenti anche angelica, coriandolo e limone, che possiedono virtù digestive.

Alchemilla libera le emozioni soffocate

Pianta indicata come antinfiammatorio e antidolorifico, è adatta soprattutto a donne chiuse in se stesse, dedite agli aspetti pratici della vita e che danno poco spazio alla dimensione sentimentale. In verità tutte queste persone sentono il bisogno di vivere intensamente le emozioni che tuttavia rischiano di rimanere inespresse. La cefalea mestruale, accompagnata spesso da un flusso in genere abbondante, segnala proprio questo “ingorgo” emotivo. L’alchemilla può essere assunta come decotto da bere prima dei pasti principali (far bollire qualche foglia in un litro d’acqua e lasciare riposare per dieci minuti) ma anche come uso esterno (qualche goccia in acqua tiepida per impacchi sul capo).

Zona Franca: Fitoterapia, cosè?

GALENOsalute avvalendosi della collaborazione di Franca Aleo (titolare di Herbora – Marsala) presenta la rubrica settimanale Zona Franca: “l’informazione diventa benessere”, dove fitoterapia ed oligoelementi vengono proposti come base di cure alternative e complementari.  

Questa settimana parliamo di “Fitoterapia, cos’è? 

Le forme farmaceutiche disponibili | I preparati disponibili possono essere schematicamente suddivisi in tre grandi categorie e cioé: 

  1.  preparazioni ottenute partendo da pianta essiccata:

    – tisane, infusi e decotti
    – polveri micronizzate e non
    – estratti fluidi
    – estratti secchi
     
  2. preparazioni ottenute partendo da pianta fresca:

    – tinture madri
    – macerati glicerinati
    – succhi di pianta fresca
     
  3. preparazioni per distillazione o spremitura:

    – oli essenziali

 

PREPARAZIONI OTTENUTE PARTENDO DA PIANTA ESSICCATA   

INFUSO | Si prepara a partire da piante essiccate ridotte a pezzi più o meno piccoli mediante lavorazioni meccaniche. È possibile usare una sola pianta o più piante mescolate tra loro. Si mette il materiale in un contenitore adatto, vi si versa sopra acqua bollente e si lascia raffreddare per alcuni minuti. A questo punto si filtra tramite garza senza comprimere e si beve il liquido risultante. Generalmente si adoperano da due a dieci parti di pianta essiccata per preparare cento parti di infuso. 

DECOTTO | Si prepara a partire da piante essiccate ridotte a pezzi più o meno piccoli tramite lavorazioni meccaniche. È possibile usare una sola pianta o più piante mescolate tra loro. Tale materiale si mette in acqua e si porta fino ad ebollizione, poi si lascia raffreddare, si filtra tramite garza senza comprimere e si beve il liquido risultante. Generalmente si adoperano da due a cinque parti di pianta essiccata per preparare cento parti di decotto. Tale metodica di preparazione non deve mai essere applicata a piante contenenti principi attivi volatili. 

TISANA | Si prepara a partire da piante essiccate ridotte a pezzi più o meno piccoli tramite lavorazioni meccaniche. Una tisana è composta da una miscela di piante medicinali, tra le quali distinguiamo il rimedio base, composto da una o più piante medicinali la cui azione medicamentosa è quella più importante, l’adiuvante, rappresentato da una pianta che ha lo scopo di rinforzare l’effetto del rimedio base, il correttivo, composto da una o più piante che hanno la funzione di migliorare il sapore della tisana. Generalmente per preparare un litro di tisana si usano da dieci a venti grammi di piante essiccate, ragion per cui essa rappresenta un medicamento che contiene piccole quantità di fitocomplesso e può quindi essere assunto, anche abitualmente, senza timore di effetti collaterali. La tisana può essere preparata per infusione, per decozione, per macerazione o anche, in certi casi, per semplice soluzione. È consigliabile conservare le piante in scatole di legno o di cartone, attraverso le quali non passi la luce. In genere infusi, decotti e tisane vanno bevuti al momento della preparazione o entro poche ore da essa, poiché sono forme farmaceutiche facilmente deperibili. Infatti esse fermentano facilmente, soprattutto in estate o se si trovano vicine a fonti di calore, e ciò può compromettere la struttura del fitocomplesso e quindi le caratteristiche curative del prodotto stesso. È importante sottolineare che queste forme farmaceutiche sono ottenuti con un’estrazione acquosa del fitocomplesso, per cui sono utilizzabili solo se i costituenti del fitocomplesso o almeno la maggior parte di essi sono solubili in acqua. Inoltre il calore dell’acqua bollente può alterare i principi attivi presenti nella pianta, riducendo in tal modo la sua efficacia. In genere le tisane hanno un’azione curativa blanda. 

POLVERE | È una forma farmaceutica ottenuta a partire da pianta essiccata, che viene ridotta in polvere tramite macinazione. Le polveri possono essere semplici, se contengono un solo componente, o composte se ne contengono più di uno. Le polveri micronizzate si ottengono macinando opportunamente la pianta essiccata e sottoponendo poi il prodotto ottenuto a setacciatura, raggiungendo in tal modo una granulometria molto fine ed uniforme. Il loro componente predominante dal punto di vista quantitativo è costituito dai materiali di struttura del vegetale, in particolare cellulosa e lignine, mentre i principi attivi sono presenti in quantità piuttosto limitata, non oltre il 10% del peso del prodotto finito. Ciò è vero anche per le cosiddette polveri criofrantumate, ottenute sempre per lavorazione della pianta in toto ma a temperature molto basse, in genere a -60°C. Il vantaggio di questa tecnica e quello di non causare alterazioni nel fitocomplesso ad opera del calore, che si sviluppa invece durante la lavorazione tradizionale, e questo è particolarmente vero per piante che hanno dimostrato di temere le alte temperature, in particolare quelle ricche di oli essenziali. Le polveri hanno un’azione curativa che può considerarsi discreta.  
ESTRATTO FLUIDO | Si prepara a partire da pianta essiccata, mettendola a macerare in un solvente apposito, generalmente alcool etilico e acqua, per determinati periodi di tempo. È un prodotto piuttosto valido, poiché l’alcool è in grado di estrarre la quasi totalità del fitocomplesso presente nella pianta di partenza. Durante la conservazione esso può lasciare un leggero deposito sul fondo del contenitore. Esso è dotato di un grado alcoolico che nella maggior parte dei casi oscilla tra i 20 e i 30°C, ma che alcune volte può raggiungere anche i 60°C. Come tutte le forme liquide, va assunto diluendolo in poca acqua non gasata a temperatura ambiente e tenuta in bocca per almeno un minuto, allo scopo di favorire l’assorbimento attraverso la mucosa della bocca. Gli svantaggi dell’estratto fluido sono rappresentati dal suo elevato contenuto di alcool e dal fatto che i principi attivi in esso contenuti sono notevolmente diluiti dalla soluzione di alcool e acqua che costituisce la grande maggioranza del preparato. l’estratto fluido ha un’azione curativa che può considerarsi discreta.   
 

ESTRATTO SECCO | Si prepara in genere partendo dall’estratto fluido, che poi viene fatto evaporare con metodiche sofisticate quali la nebulizzazione, fino ad ottenere una polvere finissima ed impalpabile, che è rappresentata in pratica solo dal fitocomplesso tipico di quella pianta. Esso è assai più concentrato rispetto all’estratto fluido da cui deriva. Grazie a questa sua concentrazione e purezza, è possibile procedere alla titolazione, che consiste nel valutare, con tecniche particolarmente sofisticate, non solo la presenza del o dei principi attivi ricercati, ma anche di determinarne esattamente la quantità. In questo modo si ottiene un prodotto di tipo farmaceutico, poiché è possibile determinare le sostanze in esso presenti e di misurarne con precisione la quantità, ottenendo così un rimedio standardizzato e quindi sempre uguale in ogni lotto utilizzato. La dimensione molto piccola dei suoi granuli lo rende molto biodisponibile, perché ne facilita sia l’assorbimento sia l’utilizzazione da parte dell’organismo. Oggi l’estratto secco titolato e standardizzato è considerato il prodotto fitoterapico migliore. l’estratto secco è dotato di un’azione curativa ottimale. 

PREPARAZIONI OTTENUTE PARTENDO DA PIANTA FRESCA   
 

TINTURA MADRE | Si prepara mettendo la pianta allo stato fresco, quindi entro poche ore dalla sua raccolta, a macerare in un solvente apposito, generalmente alcool etilico e acqua, per un determinato periodo di tempo. Il liquido viene poi diluito con acqua e alcool secondo la proporzione di nove parti di acqua e alcool e una parte di estratto e viene utilizzato soprattutto in omeopatia. Per la preparazione delle tinture madri si fa riferimento a quanto indicato nella Farmacopea Francese o in quella Tedesca, poiché la Farmacopea Italiana non le prende ancora in considerazione. È dotata di un grado alcoolico che in genere è compreso tra i 50 e i 70°C. Durante la conservazione essa può lasciare un leggero deposito sul fondo del contenitore. Come tutte le forme liquide, va assunta diluendola in poca acqua non gasata a temperatura ambiente e tenuta in bocca per almeno un minuto, allo scopo di favorire l’assorbimento attraverso la mucosa della bocca. Gli svantaggi della tintura madre sono rappresentati dal suo elevato contenuto di alcool e dal fatto che i principi attivi in esso contenuti sono notevolmente diluiti dalla soluzione di alcool e acqua che costituisce la quasi totalità del preparato. Le tinture madri hanno un’azione curativa piuttosto blanda. 

MACERATO GLICERINATO | Si prepara mettendo a macerare in una miscela di acqua (20%) alcool (30%) e glicerina (50%) le parti più giovani della pianta: le gemme, i giovani getti non più lunghi di 5 cm e talvolta le giovani radici, per determinati periodi di tempo. Il liquido viene poi diluito con acqua, alcool e glicerina secondo la proporzione di nove parti di acqua, alcool e glicerina e una parte di estratto e viene utilizzato soprattutto in omeopatia. Per la preparazione dei macerati glicerinati si fa riferimento a quanto indicato nella Farmacopea Francese, poiché la Farmacopea Italiana non li prende ancora in considerazione. È dotato di un grado alcoolico di 30°C. Durante la conservazione esso può lasciare un leggero deposito sul fondo del contenitore. Come tutte le forme liquide, va assunto diluendolo in poca acqua non gasata a temperatura ambiente e tenuta in bocca per almeno un minuto, allo scopo di favorire l’assorbimento attraverso la mucosa della bocca. Gli svantaggi del macerato glicerinato sono rappresentati dal suo elevato contenuto di alcool e dal fatto che i principi attivi in esso contenuti sono notevolmente diluiti dalla soluzione di alcool e acqua che costituisce la quasi totalità del preparato. Nonostante questo i macerati glicerinati hanno un’azione curativa discreta. 

SUCCHI DI PIANTA FRESCA | Sono preparati ottenuti meccanicamente per pressione della pianta fresca, preventivamente frantumata, e sono costituiti dai liquidi presenti nei tessuti vegetali. Essi sono commercializzati sotto vuoto senza l’aggiunta di coloranti o conservanti, e sono una forma molto semplice di somministrazione delle piante medicinali, che può essere paragonata alle polveri. Su queste hanno però il vantaggio di non aver subito l’essiccamento, capace di provocare alterazioni enzimatiche di alcuni componenti. Questo prodotto è però facilmente deperibile, per cui viene commercializzato sotto vuoto e, una volta aperto, deve essere consumato nel più breve tempo possibile e conservato al freddo. I succhi hanno un’azione curativa discreta. 

PREPARAZIONI OTTENUTE PER DISTILLAZIONE O SPREMITURA 

OLI ESSENZIALI O ESSENZE | Sono forme farmaceutiche ottenute per distillazione in corrente di vapore o per spremitura di una pianta fresca oppure essiccata. Recentemente è stata messa a punto una tecnica di estrazione basata sui gas supercritici, che da un prodotto migliore ma molto più costoso. l’olio essenziale ottenuto è una miscela di sostanze organiche, spesso volatili, con odore aromatico caratteristico e in genere piuttosto penetrante. Gli oli essenziali sono poco stabili: all’aria, alla luce e al calore si ossidano diventando scuri, più densi e di odore meno gradevole. Gli oli essenziali sono lipofili, cioè capaci di penetrare anche in tessuti contenenti elevate quantità di sostanze grasse, generalmente liquidi, assai poco solubili in acqua ma solubili nei solventi dei grassi come alcool, etere, cloroformio e nei grassi stessi come olio di mandorle, oli di oliva e/o di semi ecc. La loro lipofilia ne consente la penetrazione nel sangue in quantità significative anche se usati per via esterna. È necessario accertarsi che gli oli essenziali usati siano purissimi e prodotti quindi da officine farmaceutiche, poiché quelli sofisticati e quelli sintetici possono essere molto pi§ tossici. Recentemente sono stati messi a punto i cosiddetti oli essenziali microincapsulati, che si presentano come una polvere nella quale gli oli essenziali vengono fatti assorbire a particelle di materiali inerti. Gli oli essenziali hanno un’azione curativa ottimale, ma possono essere facilmente tossici se usati in modo non corretto.  

Fonte Società Italiana Medicina Naturale

 

 


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