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Glutei alti e sodi grazie alla culotte effetto “push up”

E’ la nuova ossessione delle donne, soprattutto con l’estate e l’ansia di sfoggiare forme perfette in spiaggia: avere un “lato B” perfetto, tonico e proporzionato. Non sono poche le donne che “soffrono” per la mancanza di un fondoschiena impeccabile, in grado di conferire a tutto il corpo un andamento sinuoso e slanciato. E dunque via, con allenamenti sfiancanti in palestra, sedute di massaggi intensive, trattamenti cosmetici rassodanti, fanghi, diete ed ogni genere di ritrovato cosmetico che promette effetti miracolosi.

Sicuramente la chiave per ottenere glutei alti e sodi è una dieta bilanciata, ricca di sostante utili all’organismo, come frutta, verdura e tanta acqua, per idratare la pelle e farla apparire più bella.
E’ importante anche praticare del buon esercizio fisico mirato, come la corsa, il nuoto, il pilates, che vanno praticati con costanza e regolarità. Infine, un ulteriore aiuto ci viene dalla tecnologia, in particolare dall’applicazione della moda al mondo del benessere estetico.

Per coloro che desiderano glutei alti e sodi, in perfetto stile brasiliano, esistono in commercio diverse guaine modellanti, che migliorano le forme del corpo femminile, appiattendo pancia ed addome e riducendo le rotondità eccessive del fondoschiena. L’effetto contenutivo è assicurato, ma dal punto di vista estetico il prodotto non è poi così accattivante.

Ricordate i “mutandoni” alla Bridget Jones? Bè l’effetto è più o meno quello, non molto seducente, quindi assicuratevi di indossarle lontano da occhi indiscreti, se volete mantenere nell’ombra il vostro piccolo artificio di bellezza.

Inoltre, dopo i jeans bottom up, che alzano le forme ed addolciscono rotondità, una nuova maniera per modellare il nostro “lato B”, sembra essere la culotte di ultima generazione. Lontana dall’aspetto antiestetico e poco accattivante delle guaine, la culotte si propone come accessorio intimo glamour, in grado di unire eleganza e seduzione, ai vantaggi tecnici di un buon sostegno.

Come funziona? Si tratta di indumenti intimi convenzionali, con inserti in pizzo e ricami, che però presentano all’interno una struttura elastica, che dona un notevole effetto “push up”. Così come per i reggiseni, anche per il “sotto” il modello intimo si è arricchito, così da garantire un sedere alto, sodo e ben definito.

Ovviamente tale “aiuto” tecnologico può essere utilizzato solo sotto gli indumenti, perciò fate molta attenzione. Utile come trucco per attirare gli sguardi, può rivelarsi molto pericoloso una volta che usciamo allo “scoperto”: meglio perciò armarci di pazienza ed optare per un pò di sano esercizio fisico, sicuramente più faticoso, ma dagli effetti più duraturi ed efficaci.


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«Lato b» a pera: se si evita il diabete è grazie al fondoschiena?

Jennifer LopezBelle, sexy e anche in salute. I fondoschiena tondi e prosperosi di Beyoncé o Jennifer Lopez non sarebbero solo la gioia per gli occhi di milioni di uomini ma nasconderebbero anche il segreto per tenere lontane infezioni e malattie. A dirlo è uno studio della Harvard Medical School, secondo il quale le donne nere e mulatte, grazie alle forme giunoniche del loro didietro, sarebbero meno esposte rispetto alle bianche.  La tipologia di grassi responsabili delle tipiche curve “a pera”, con fianchi e glutei accentuati, sarebbero infatti in grado di proteggere le donne da numerosi disturbi e patologie. Tali grassi, spiegano gli scienziati, aiuterebbero le donne a prevenire l’insorgenza di malattie come il diabete di tipo 2 o l’ipertensione.

Al contrario, commentano i ricercatori, le donne con forme che ricordano una “mela”, ovvero con un girovita non molto più stretto rispetto ai fianchi, sarebbero maggiormente inclini a soffrire di diabete e di altre gravi patologie cardiovascolari. “Le cosiddette forme `a mela` – spiega Ronald, che ha guidato la ricerca – sono più pericolose perché i grassi si depositano attorno a organi importanti come il fegato o il pancreas”. 

L’adipe sui glutei avrebbe il potere di sollecituare la produzione di adipochine, ormoni capaci di aiutare il metabolismo. Inoltre, iniettando in alcuni topi un maggiore quantitativo di adipe proveniente da glutei e fianchi, i ricercatori hanno notato infatti come l’aumento di questo tipo di grassi comportasse una più facile diminuzione del peso corporeo e un miglior utilizzo dell’insulina. “La cosa sorprendente – spiega Ronald – era che non importava dove il grasso fosse iniettato. La variabile più importante era la tipologia di grassi somministrati. Questo ci porta ad affermare che non tutti i grassi del nostro corpo sono cattivi”.


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