Posts Tagged 'mal di schiena'

Insicuri del partner? Si rischia infarto o ictus

Ecco essere insicuri e sempre preoccupati per la fedeltà del proprio partner, sicuramente non fa bene al cuore. A scoprirlo è una ricerca canadese, pubblicata sulla rivista American Psychological Association. A essere preoccupati si rischia il 50% in più di avere un infarto o un ictus rispetto a chi vive dei rapporti più spensierati.
Lo studio ha preso in esame le pene d’amore di 5.645 persone tra i 18 e i 60 anni, passando ai raggi X lo stato di salute di tutti, soprattutto in relazione a malattie croniche come artrite, mal di schiena, emicrania, allergie stagionali e malattie cardiovascolari, compresa la pressione alta.
Queste ultime sono risultate associate maggiormente a quello che gli studiosi guidati da Lachlan McWilliams definiscono “attaccamento ansioso”, un sentimento di incertezza che porta il partner timoroso ad allontanarsi dagli altri.
“I risultati – spiega McWilliams sulle pagine della rivista – suggeriscono che l’attaccamento ansioso è un fattore di rischio per una vasta gamma di malattie”. Una conclusione che stimola a cercare “strumenti per migliorare la condizione psicologica, incrementando la salute”.

Annunci

Ernia del disco: nuove terapie per sconfiggere il dolore

Le cellule sotto accusa sono le nelle interleuchine-17, un gruppo di citochine utili a regolare la risposta infiammatoria. William J. Richardson, a capo della ricerca, sostiene che “Identificando la subpopolazione specifica di linfociti (cellule immunitarie attivate dalle citochine) potrebbe essere possibile arrestare la risposta infiammatoria a livello dei dischi vertebrali”.

E’ proprio lì infatti, a livello dei dischi vertebrali, che l’ernia si manifesta. Come ha spiegato il professor Mohammed Shamji del Duke University Medical Center in North Carolina, l’ernia del disco si presenta quando la superficie esterna della cartilagine che separa le vertebre si rompe e alcune parti della sostanza interna fuoriescono dal canale spinale. Il dolore insorge quando gli anticorpi attaccano il materiale fuoriuscito, riconoscendolo come elemento estraneo (così come succede con i virus e i batteri).

Stando a quanto dicono i ricercatori, limitare l’azione delle interleuchine-17 non avrebbe ripercussioni sulla funzionalità del sistema immunitario. Ulteriori approfondimenti permetteranno, con buone probabilità, di mettere a punto nuove terapie in grado di sconfiggere il dolore.

I mal di schiena non sono tutti uguali: quelli causati da ernia del disco, oltre a essere particolarmente dolorosi, sono anche difficili da curare. Grazie a uno studio pubblicato su Arthritis and Rheumatism, è stato ora identificato un gruppo di cellule che sembrerebbe ricoprire un ruolo chiave nella serie di eventi che portano al dolore. Il prossimo obiettivo è quello di sfruttare la scoperta per sviluppare nuove strategie terapeutiche efficaci.

Mal di schiena cronico: l’agopuntura funziona, anche se solo simulata

AgopunturaPunge, ma guarisce. Un piccolo dolore per un grande beneficio. È l’agopuntura, l’antica tecnica di infilare gli aghi nella pelle che arriva dalla Cina. Che sia individualizzata, standardizzata o addirittura simulata con degli stuzzicadenti, nel trattamento della lombalgia cronica l’agopuntura sortisce effetti migliori delle normali terapie. Ad affermarlo è uno studio condotto dall’Health Center for Health Studies di Seattle e pubblicato sugli Archives of Internal Medicine

Il trattamento – Lo studio è stato condotto su 638 adulti (età media 47 anni) con lombalgia cronica. Durante le sette settimane di trattamento, 157 partecipanti hanno ricevuto 10 trattamenti di agopuntura individualizzata prescritti da un agopuntore; 158 hanno sono stati sottoposti a un corso di agopuntura standardizzato specifico per la lombalgia; 162 hanno ricevuto 10 sedute di agopuntura simulata con gli stuzzicadenti; e infine 161 hanno ricevuto i trattamenti abituali (gruppo di controllo). I partecipanti hanno poi riferito le modifiche dei loro sintomi e della quantità di disfunzioni causate dal dolore alla schiena dopo 8, 26 e 52 settimane. 

Gli effetti – “Rispetto alle cure usuali, i tre tipi di agopuntura individualizzata, standardizzata e simulata hanno dato giovamento persistente al mal di schiena cronico“, spiega Daniel C. Cherkin, principale autore dello studio. Dopo otto settimane dall’esperimento, infatti, il 60% dei partecipanti che aveva ricevuto trattamenti di agopuntura – individualizzati, standardizzati o simulati – aveva riscontrato un miglioramento clinicamente significativo della mobilità della schiena, rispetto al 39% di coloro che avevano invece ricevuto cure abituali. Un anno dopo l’esperimento, poi, il 62% di coloro che erano stati trattati con i tre tipi di agopuntura avevano rilevato un miglioramento persistente della lombalgia, rispetto al 50% del gruppo di controllo curato con le normali terapie. 

Agopuntura placebo? – Esistono diverse possibili spiegazioni per l’efficacia dell`agopuntura simulata, spiegano gli autori: “Anche se superficiale, la stimolazione di diversi punti attraverso gli stuzzicadenti stimola direttamente i processi fisiologici che portano a ridurre il dolore”. Inoltre, concludono i ricercatori, interviene anche una sorta di effetto placebo: “Il miglioramento potrebbe infatti anche essere dovuto, in parte, alla convinzione che l’agopuntura è utile”.

fonte SALUTE24.it

chiama galenosalute!

Nuovo test in quindici minuti per il mal di schiena

Affligge milioni di persone in tutto il mondo e le sue cause possono essere diverse: è il mal di schiena. Posture scorrette, scarsa attività fisica, sforzi eccessivi, ernie e protrusioni possono scatenare questo fastidiosissimo, e a volte molto intenso, dolore.
Proprio per riuscire a individuare quali siano i meccanismi che provocano il mal di schiena cronico e per individuare le migliori opzioni terapeutiche possibili, incluso l’intervento chirurgico, il dott. Joachim Scholz, anestesista presso il Massachusetts General Hospital di Boston, ha messo a punto un test rapido ed economico.
Non sono infatti affidabili, per Scholz, i profili di autovalutazione del proprio dolore fatti dai pazienti: questi questionari, inoltre, non possono svelare le cause che provocano il mal di schiena.
Il dott. Scholz ha illustrato il funzionamento del suo test sulla rivista “PloS Medicine“, nella quale il clinico americano racconta anche la propria esperienza con 187 pazienti sofferenti di mal di schiena cronico. Il dottore conosceva le cause del dolore di tutti questi soggetti: per alcuni era di natura neuropatica, dovuta a infiammazioni dei
nervi causate dal diabete o dal c.d. “fuoco di S. Antonio” (virus herpes zoster), per altri, invece, la sofferenza alle terga era dovuta ad altri fattori.
Tutti i soggetti sono stati visitati accuratamente e poi sottoposti a 23 semplici test in ambulatorio: facendo questo, il dott. Scholz ha potuto creare 8 sottogruppi di pazienti, dividendo il campione dei soggetti esaminati in base ai segni e alla sintomatologia associati al mal di schiena.
Raccogliendo e analizzando tutti i dati, l’equipe di Scholz ha messo a punto il test “StEP”, che significa “Valutazione Standardizzata del dolore”: si tratta di 6 domande e 10 piccoli esami fisici (per esempio la reazione cutanea a una variazione di temperatura), che sono volti a determinare se il mal di schiena sia di origine neuropatica, derivante cioè da un interessamento dei nervi, oppure no.
Il tutto si svolge in soli quindici minuti. Per valutare l’efficacia predittiva di StEP, il nuovo test è stato effettuato su altri 137 soggetti sofferenti alla schiena, di cui non si conoscevano le cause del dolore: i pazienti, dopo essere stati visitati da un neurochirurgo e da un reumatologo, sono stati sottoposti a StEP da un terzo medico, ignaro delle valutazioni diagnostiche effettuate dai suoi due colleghi.
StEP ha prodotto risultati sorprendenti: non solo il nuovo test ha individuato correttamente le cause dei diversi mal di schiena, ma si è persino mostrato più preciso e affidabile degli esami in uso nel diagnosticare quei mal di schiena di origine neuropatica. La stessa risonanza magnetica, infatti, dà spesso risultati ingannevoli, evidenziando una degenerazione dei dischi spinali senza che la persona accusi dolore.
I vantaggi che StEP può offrire alla diagnostica sono evidenti: si tratta di un solo esame, effettuabile in ambulatorio e in soli 15 minuti, senza l’ausilio di particolari attrezzature o macchinari.
Il dott. Scholz spiega che la cura del dolore neuropatico è molto diversa dal trattamento ipotizzato se i nervi sono intatti: per questo spesso diagnosi sbagliate o imprecise non risolvono il problema e comportano interventi chirurgici e terapie inutili.
Il dottor Clifford Woolf, collaboratore di Scholz e direttore del gruppo di ricerca sulla Plasticità Neuronale del Massachusetts General Hospital, precisa che StEP analizza le singole componenti del dolore alla schiena e consente di creare una specie di “impronta digitale” del dolore accusato da ogni singola e differente persona. La terapia può essere dunque più mirata ed efficace per ogni singolo individuo.
La nuova tecnica diagnostica StEP è a basso costo e più precisa di sistemi di imaging molto più complessi e costosi (come la RMN): per Woolf questo prova che la medicina basata sull’evidenza può migliorare la pratica clinica e tagliare le spese in sanità, offrendo anche un miglior servizio a chi soffre.
Il nuovo test StEP è, ovviamente ancora sottoposta a verifiche cliniche di adeguatezza e fattibilità, ma i suoi inventori lo hanno illustrato gratuitamente su internet: chiunque fra i medici e pazienti interessati può, pertanto, informarsi su come effettuarlo semplicemente navigando in rete.

 

chiama galenosalute!

Mal di schiena? I consigli per evitarlo

mal-di-schienaMal di schiena: le insidie si nascondono ovunque, al lavoro, a casa, in auto. Basta tuttavia prestare attenzione ad alcune piccole accortezze per “raddrizzare” le cattive posture ed evitare dolori e fastidi. Prima di tutto, stare seduti o in piedi nella stessa posizione per un tempo troppo lungo fa male alla colonna vertebrale. Quindi, stiracchiarsi, fare una breve passeggiata, cambiare postura sono tutti validi accorgimenti. Anche da seduti è importante mantenere una posizione corretta: le ginocchia leggermente più in alto delle anche e i piedi poggiati a terra, facendo sì che le gambe formino un angolo di 90 gradi. Ore e ore davanti a un monitor, magari appollaiati su una sedia poco confortevole: uno dei primi passi per evitare il mal di schiena è scegliere una sedia da tavolo con uno schienale regolabile, i braccioli, le ruote e un supporto per la zona lombare. Altro suggerimento: organizzare il proprio piano di lavoro in modo tale che non si debbano compiere pericolose torsioni. Inoltre, non sovraccaricare la propria borsa da lavoro o la cartella della scuola dei più piccoli: quando è possibile servirsene, sono preferibili zaini o sporte con le rotelle. Attenzione alle faccende di casa: è consigliabile mentre si stira o si stende la biancheria tenere un piede sollevato su un piccolo gradino (in mancanza di uno step da palestra, anche una semplice scatola di scarpe andrà bene). Anche l’aspirapolvere è nemico delle vertebre: per salvaguardare la schiena e tenere la casa pulita nello stesso tempo, basterà, mentre si svolge questo ingrato compito, fare delle piccole pause ogni 5-10 minuti. Al volante, nelle lunghe distanze, è necessario prevedere diverse soste e, se lo schienale del sedile della nostra auto non fornisce il giusto appoggio alla schiena, si può rimediare con un asciugamano arrotolato che sostenga la zona lombare. La prevenzione continua anche a letto: dormire di fianco fa bene, magari un po’ raggomitolati, ed è fondamentale utilizzare un cuscino che ponga il capo all’altezza del resto del corpo e un materasso abbastanza rigido che sostenga la colonna vertebrale.


da gennaio 2011 ci trovi su HarDoctor News, il Blog

da gennaio 2011!

Il Meteo a Marsala!

Il Meteo

Bookmark & Share

Condividi con ...

Farmaci a prezzi imbattibili!

Farmacia On Line
Annunci

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: