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Sport subacquei: i pericoli in fondo al mare

Le immersioni subacquee attirano sempre più appassionati. Con il ritorno del caldo, tornano però anche i pericoli legati ad un’attività che va fatta prestando molta attenzione alle misure di sicurezza. La tragedia sfiorata da nove sub dopo limmersione al largo di Bacoli, in provincia di Napoli, riporta lattenzione sui rischi legati agli sport subacquei. “Quando si verifica un episodio simile di solito perché limpostazione dellimmersione non è stata pianificata correttamente”, spiega a Salute24 lammiraglio medico Raffaele Pallotta dAcquapendente, pioniere della Medicina subacquea e iperbarica, che invita a non sottovalutare mai i rischi legati al bellissimo sport. “Abbiamo centri che offrono corsi di alta qualità, ma in altri l`addestramento potrebbe essere più affrettato”, avverte Pallotta. “E` quindi sempre necessario che i controlli sulle strutture siano severi e continui”.  

Il blu che inganna – Il mare nasconde molte insidie, quanto più si scende a esplorarne le bellezze sommerse. Per convenzione, con un equipaggiamento di aria compressa, si può scendere fino a 50 metri di profondità, ma il rischio va calcolato prevedendo con precisione i tempi e le tappe della risalita. “Lazoto presente nella miscela respiratoria – spiega Pallotta – tende a sciogliersi allo stato liquido nel sangue per effetto della pressione e se la risalita non è sufficientemente lenta, tanto da consentire al gas di essere espulso normalmente attraverso la respirazione, lazoto passa ad uno stato gassoso”. Il rischio è la formazione di un embolo, bolla di gas che entra in circolo nel sangue, provocando danni ai tessuti, al sistema circolatorio e al sistema nervoso. Alla comparsa dei sintomi – nausea, vomito, dolore articolare, sanguinamento dalla bocca – i soccorsi devono essere rapidissimi. “Nella camera iperbarica si esegue una fase di decompressione per simulare la risalita lenta che sarebbe stata necessaria – precisa Pallotta – con un trattamento, che a seconda della gravità, va dalle 2 alle 4 ore”. 

I consigli dell`esperto – La sicurezza è un fattore essenziale e soprattutto non bisogna arrischiare comportamenti che possono mettere a repentaglio la sicurezza anche dei compagni di immersioni. “Non bisogna effettuare immersioni in apnea o con gli autorespiratori quando non si è in perfette condizioni fisiche o se si è stanchi“, ricorda lo specialista. Che mette in guardia anche dai bagordi pre-immersione. “Assolutamente vietato immergersi dopo aver mangiato o bevuto troppo – sottolinea Pallotta – e quando si è raffreddati, perché si perde elasticità polmonare”. Infine, attenzione alle temperature. “Evitare di immergersi se si è stati troppo tempo al sole – conclude lesperto -, non esporsi al sole con le mute e non fare sforzi fisici subito dopo la risalita”.

Fonte SALUTE24.it

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Parliamo di problemi dell’orecchio durante o dopo le immersioni con …

Tratteremo di Problemi comuni dell’orecchio in Medicina Subacquea con il dott. Gioacchino Martinciglio, medico specialista in Audiologia e Foniatria, esperto nella diagnostica e trattamento degli acufeni ed esperto nella diagnostica e trattamento dei disturbi dell’udito, nostro Ospite in GALENOsalute.

Nell’attività subacquea i problemi medici più frequenti sono i barotraumi dell’orecchio. Questo tipo di problema si sviluppa quando la pressione nell’orecchio medio non è equilibrata con quella esterna .

orecchio anatomiaRicordiamo che l’orecchio è formato da tre compartimenti: l’orecchio esterno, l’orecchio medio e l’orecchio interno. Dopo il padiglione auricolare, inizia il condotto uditivo, che convoglia le onde sonore fino alla membrana del timpano, che divide l’orecchio esterno da quello medio.

Quest’ultimo è una cavità aerea, che contiene i tre ossicini dell’udito (martello, incudine, e staffa), che permettono di trasmettere l’onda meccanico vibratoria dalla membrana timpanica all’orecchio interno. La cavità dell’orecchio medio è messa in comunicazione con il rinofaringe dalla tuba di Eustachio, che permette l’areazione dell’orecchio medio. E’ grazie a questa struttura che i subacquei riescono a compensare la pressione interna dell’orecchio medio con quella esterna durante l’immersione o la emersione, forzando l’apertura della Tuba di Eustachio con la manovra di compensazione, che permette il passaggio di aria dalla cavità buccale all’orecchio medio e viceversa.

Due fra le più sottili membrane del corpo, la finestra rotonda e quella ovale, separano l’orecchio medio da quello interno. Queste due membrane sono il vero motivo per il quale si insegna ai sub ad eseguire le manovre di compensazione delicatamente e senza mai forzare. Un danno a queste membrane, provocato da una compensazione forzata, può causare la fuoriuscita del liquido che riempie l’orecchio interno. Ciò può generare acufene (fischio o rumore spontaneo nell’orecchio), sordità, nausea, vomito e perdita di controllo sott’acqua, con grande pericolo per il subacqueo.   Scarica PDF

 

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Problemi comuni dell’orecchio durante e dopo le immersioni

 


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