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Le erbe giuste contro il mal di testa

Esiste una terapia efficace per curare l’insorgere del mal di testa: la fitoterapia, cioè la cura a base di erbe medicinali. Così come il mal di testa è causato da fattori molto diversi tra loro (tensioni muscolari, nevralgie, tossine) così anche le piante da utilizzare devono essere scelte in base alla “simpatia” legata allo specifico meccanismo di insorgenza. Occorre tenere in considerazione le caratteristiche specifiche di ogni erba, poiché la fitoterapia non cura solo eliminando il dolore, ma riequilibrando in modo  la persona che soffre di mal di testa.

Analizzando il mondo vegetale in modo approfondito si è scoperto che ogni pianta possiede delle peculiarità, che potremmo definire come il “carattere” della pianta stessa. Si tratta di attributi particolari che, se somministrati alla persona da “curare” sotto forma di rimedi fitoterapici, possono integrare e rigenerare le mancanze psicofisiche.  Prendiamo come esempio una persona rigida, bloccata emotivamente nella vita sociale e affettiva per una carenza di energia. Per il mal di testa di questa persona potrebbe essere efficace un fiore come la primula, chiamato anche “piccolo sole” perché compare all’inizio della primavera subito dopo il disgelo, ed è capace di riaccendere quell’energia che manca nella vita. È dunque fondamentale capire che la fitoterapia non si basa solo sulle sostanze curative che un’erba contiene, ma anche sulla similitudine che la stessa ha con il soggetto che la utilizzerà.


Vediamo insieme alcuni dei rimedi fitoterapici per il mal di testa, in base alla “personalità” di ogni pianta.

– Lavanda riaccende l’emozione trattenuta che causa il dolore

Usata nell’antichità per le malattie del cervello e nei disturbi di fegato, la lavanda è una pianta i cui fiori sono raccolti ancora in boccio, cioè quando devono fiorire ed “esplodere”: per questo è utilissima in tutti i quei casi in cui il soggetto non riesce a valorizzarsi e a esprimersi come vorrebbe.  Consigliata l’assunzione in tintura madre (TM): 25-30 gocce per tre volte al giorno.

– Ginepro, adatto alle persone “contorte”

Il ginepro è una pianta complessa, con una crescita difficile e con sembianze “contorte”: allo stesso modo è adatta a persone complicate, che usano la testa per “rimuginare” continuamente sforzandosi su ogni minima questione. Sono individui che possiedono un carattere serio e taciturno, che si consuma in pensieri “negativi” su quanto è accaduto in passato. Questo continuo lavoro mentale fa trascurare il fisico, che a sua volta rallenta la sua funzionalità (sono presenti problemi digestivi associati al mal di testa). La pelle di queste persone è spenta e l’intestino pigro: il sistema immunitario è piuttosto debole (sono molto frequenti bronchiti, raffreddamenti, sinusiti e mal di testa conseguente). Si consiglia l’assunzione in infuso (1 cucchiaino di erba in una tazza di acqua calda, dopo cena) o l’utilizzo della tintura (3-5 gocce della TM) per frizionare leggermente testa e collo.

– Valeriana, efficace contro il mal di testa di chi è chiuso in se stesso

È celebre per le sue proprietà calmanti e per curare il sistema nervoso. La parte che viene utilizzata è la radice, che nutre la pianta e che è nascosta sotto terra. Analogamente tutti noi abbiamo una dimensione “sotterranea”, l’inconscio, che è importante non trascurare. Per questo la valeriana è utile a un soggetto che possiede una scarsa confidenza con le parti più intime di sé e che lo porta a essere nervoso, ansioso e con disturbi del sonno. Le dosi: durante gli attacchi 10 gocce di TM per un massimo di tre settimane.

Melissa, lo scudo che difende da freddo e critiche

Questa pianta è un rimedio che dà benessere alle persone ipersensibili agli stimoli esterni di ogni tipo (critiche, mancanza d’affetto…), ma anche a specifici fenomeni fisici come il freddo, gli squilibri alimentari o la stanchezza (che possono portare insonnia e mal di testa). In questo caso, oltre all’infuso (2 cucchiaini in una tazza di acqua bollente, infusione per 5-10 minuti) si consiglia l’estratto fluido (20 gocce, 2-3 volte al giorno). Se il mal di testa è accompagnato da pesantezza di stomaco ed eruttazioni, sarà bene utilizzare l’Acqua di melissa (2 cucchiaini dopo i pasti) in cui sono presenti anche angelica, coriandolo e limone, che possiedono virtù digestive.

Alchemilla libera le emozioni soffocate

Pianta indicata come antinfiammatorio e antidolorifico, è adatta soprattutto a donne chiuse in se stesse, dedite agli aspetti pratici della vita e che danno poco spazio alla dimensione sentimentale. In verità tutte queste persone sentono il bisogno di vivere intensamente le emozioni che tuttavia rischiano di rimanere inespresse. La cefalea mestruale, accompagnata spesso da un flusso in genere abbondante, segnala proprio questo “ingorgo” emotivo. L’alchemilla può essere assunta come decotto da bere prima dei pasti principali (far bollire qualche foglia in un litro d’acqua e lasciare riposare per dieci minuti) ma anche come uso esterno (qualche goccia in acqua tiepida per impacchi sul capo).

Zona Franca: Stress ed insonnia, i rimedi naturali

GALENOsalute avvalendosi della collaborazione di Franca Aleo (titolare di Herbora – Marsala) presenta la rubrica settimanale Zona Franca: “l’informazione diventa benessere”, dove fitoterapia ed oligoelementi vengono proposti come base di cure alternative e complementari.

Questa settimana parliamo di “Stress ed insonnia, i rimedi naturali”.

Il Biancospino e la Melissa possono essere utili al mantenimento della fisiologia del sistema neurovegetativo, favorendo la distensione ed il rilassamento.

BIANCOSPINO (Crataegus oxyacantha) fiori e fogie: Oltre alla nota azione inotropa positiva, il biancospino è in grado di prolungare il periodo refrattario assoluto del miocardio, attività questa che giustifica l’effetto batmotropo negativo della pianta (regolazione del tono vagale) ed il suo uso terapeutico nello scompenso cardiaco e in alcune forme di tachiaritmie. Il Biancospino, inoltre, ha anche una discreta azione sedativa a livello centrale, utile soprattutto nei pazienti distonici, nei quali riduce l’emotività, lo stato ipertensivo e migliora il sonno. Essa sembra dovuta soprattutto ai flavonoidi, in particolare ai glucosidi dell’apigenolo, poichè alcuni di loro potrebbero esplicare effetti miorilassanti, ansiolitici e moderatamente ipnogeni, legandosi ai recettori delle benzodiazepine sia centrali che periferici. Inoltre, altri flavonoidi contenuti nella pianta, quali la quercetina, il kempferolo e i loro esteri, causano inibizione parziale dell’enzima di conversione dell’angiotensina, con conseguenti possibili effetti ipotensivi. Tale azione sarebbe potenziata dalla contemporanea capacità degli antocianosidi di indurre vasodilatazione in svariati distretti arteriosi, in particolare su quelli splenico e coronarico, tramite un aumento del rilascio di prostaglandine ad azione vasodilatatoria (PGI2) prodotte dall.endotelio vasale e l’inibizione dell.enzima catecol-O-metil-transferasi, responsabile del catabolismo delle catecolamine. Tali caratteristiche farmacologiche dell’estratto consentono anche una cardioprotezione dai danni ischemici prodotti dall’ipertensione stessa nei soggetti giovani-adulti e nei soggetti con ipertono simpatico.

MELISSA (Melissa officinalis) foglie: E’nota per avere azioni sul sistema nervoso centrale di tipo miorilassante, sedativo, ansiolitico e moderatamente ipnoinducente; può avere anche azione antidolorifica. Per tali motivi la Melissa officinalis viene diffusamente utilizzata, sia da sola sia in associazione con altri fitocomplessi, come tranquillante e sadativo, specie nei quadri lievi di ansia ed insonnia – i più frequenti nella pratica quotidiana – dove l’uso di farmaci ansiolitici può risultare esagerato sia per l’entità della patologia che per gli effetti negativi che questi possono avere sull’attenzione e sulla vigilanza.

 

Bibliografia:

– Al Makdessi S. et al. Protective effect of Crataegus oxyacantha against reperfusion arrhythmias after global no-flow ischemia in the rat heart. Basic Res. Cardiol. 94, 71-77, 1999.

– Holubarsch C.J. et al. Survival and prognosis: investigation of crataegus extract WS 1442 in congestive heart failure (SPICE) rationale, study design and study protocol. Eur. J. Heart Fail. 2, 431-437, 2000.

– Visioli F. et al. Cardiovasc. Diet and prevention of coronary heart disease: the potential role of phytochemicals. Cardiovasc. Res.47, 419-425, 2000.

– McGuire H.H. et al. Hawthorn: pharmacology and therapeutic uses. Am. J. Health Syst. Pharm. 59, 417-422, 2002.

– Kennedy D.O. et al. Modulation of mood and cognitive performance following acute administration of single doses of melissa officinalis (lemon balm) with human CNS nicotinic and muscarinic receptor-binding properties. Neuropsychopharmacology. 28(10):1871-81, 2003.

– Hanus M. et al. Double-blind, randomised, placebo-controlled study to evaluate the efficacy and safety of a fixed combination containing two plant extracts (Crataegus oxyacantha and Eschscholtzia californica) and magnesium in mild-to-moderate anxiety disorders. Curr Med Res Opin. 20(1):63-71, 2004.


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