Posts Tagged 'memoria'



Una pillola alla nicotina per combattere l’Alzheimer

La nicotina fa bene alla mente. Mantiene svegli, migliora le capacità di concentrazione e aiuta la memoria. In poche parole, contrasta l’aggravarsi dell’Alzheimer e delle altre forme di demenza. Lo ha rilevato uno studio dei ricercatori del King’s College di Londra, che stanno mettendo a punto una pillola alla nicotina. I ricercatori puntano a ottenere un farmaco che contenga tutti i principi benefici del tabacco, eliminando invece quelli negativi responsabili di tumori, malattie cardiache e respiratorie. I primi esperimenti condotti sui topi hanno dimostrato che la nicotina interagisce con alcune sostanze del cervello, come la dopamina e la noradrenalina, sortendo effetti positivi nell’80% dei casi, nei quali viene rafforzata la “capacità a svolgere un compito con precisione”. Quando la cavia è distratta, però, la percentuale di risposte positive scende al 55%. In media, comunque, gli studi effettuati hanno rilevato che la nicotina aumenta del 5% il tasso di precisione nello svolgimento di un dato compito. Secondo quanto sostenuto dai ricercatori durante il Forum of European Neuroscience di Ginevra, la pillola non rappresenterebbe una cura definitiva contro la demenza, ma solo un modo per attenuarne gli effetti negativi.

 

Consulta il nostro Specialista Neurologo, CHIAMA il 0923 714 660!

Annunci

Colpa del DNA se i bambini non imparano dagli errori?

Dove ho sbagliato?’, si chiedono sconsolati i genitori quando il figlioletto li fa disperare perché non apprende. Secondo una ricerca del Centro di sviluppo infantile dell’Università di Harvard, non sempre la responsabilità è di mamma e papà. Potrebbe essere semplicemente una questione di Dna.  “Circa il 30% dei bambini – afferma Jack Shonkoff, direttore del Center on the Developing Child dell’università di Harvard – presenta delle disfunzioni genetiche”. Un “glitch”, cioé un difetto del Dna, provocherebbe, secondo il professore, un calo dei recettori di dopamina a livello cerebrale. Questi recettori agiscono come porte d’accesso per le sostanze chimiche che attivano i neuroni. La mancanza di questo tipo di recettori rende incapaci di evitare comportamenti autodistruttivi come l’assunzione di droghe, per esempio. I ragazzi in cui scarseggiano i recettori della dopamina, quindi, non sono in grado di imparare dai loro stessi errori. E’ inutile, riporta lo studioso su Newsweek, che i genitori li lascino stare alzati la notte prima di un esame, perché anche dopo la prova deludente del giorno dopo, non andranno mai a letto presto. Questo non significa, comunque, che i bambini meno docili non imparino nel migliore dei modo le lezioni dei genitori. Anzi, si dimostrano spesso più intraprendenti di quelli docili, imparando a conoscere persone e situazioni nuove, ha spiegato Jay Belsky dell’Università Birbeck di Londra. Il bambino docile che impara a non leggere di notte per svegliarsi “fresco” il mattino, forse non svilupperà mai un grande amore per i libri. Stefano Vicari, neuropsichiatra all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, conferma l’importanza dello studio. “Queste ricerche sono utili – ha dichiarato – perché fanno capire la base biologica di disturbi infantili come l’iperattività o altri disturbi specifici dell’apprendimento (memoria, concentrazione). Soprattutto in Italia, ci sono ancora molte persone che negano la presenza di questi disturbi o li ritengono psicologici, mentre, invece, sono genetici. Quindi non si possono colpevolizzare i bambini o i genitori, che non hanno nessuna responsabilità”. “Esistono infatti – ha spiegato Vicari – cure farmacologiche per curare i disturbi della concentrazione. Il metilfenidato, per esempio, agisce sui circuiti neuronali potenziandoli”. I neuroni dei bambini che hanno meno recettori dopaminici liberano la stessa quantità di dopamina degli altri bambini, puntualizza Vicari, ma a loro mancano le “porte d’accesso” alla dopamina. Insomma, la dopamina è la “chiave”, il recettore è la “serratura”. Solo se il neurotrasmettitore (la dopamina) si inserisce nel recettore, è possibile il passaggio dell’informazione tra i neuroni, altrimenti si ha un ‘black-out’ del sistema dopaminergico. Molti disturbi infantili, come l’iperattività, si spiegano proprio con un cattivo funzionamento del circuito. E’ normale – ha aggiunto il professore – che i bambini con meno recettori perdano la memoria implicita (quella che permette di imparare dall’esperienza). Questo tipo di memoria, infatti, é legata fortemente alla presenza di dopamina.


da gennaio 2011 ci trovi su HarDoctor News, il Blog

da gennaio 2011!

Il Meteo a Marsala!

Il Meteo

Bookmark & Share

Condividi con ...

Farmaci a prezzi imbattibili!

Farmacia On Line
Annunci

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: