Posts Tagged 'omocisteina'

La dieta per il cervello? Meglio non abusare di carne, uova e cipolla

Carni rosse, cipolla,  merluzzo, uova, parmigiano, semi di soia: per limitare il rischio di Alzheimer, bisogna tenere sotto controllo l’alimentazione. Questo il suggerimento di un team di ricercatori della Temple University di Philadelphia che hanno scoperto che una dieta ricca di metionina, un aminoacido presente tanto nelle carni rosse quanto nel pesce, sembrerebbe essere collegata ad un maggiore rischio di insorgenza della patologia. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Current Alzheimer Research.

La metionina è un aminoacido essenziale, che l’organismo non è in grado di sintetizzare da solo e la cui funzione  quella di aiutare il fegato a metabolizzare i grassi. “Quando la metionina però raggiunge livelli troppo alti – afferma Domenico Praticò, responsabile della ricerca – il nostro corpo attua una strategia di protezione che comporta la trasformazione dell’aminoacido in omocisteina e i risultati di studi precedenti indicano un’alta concentrazione di quest’ultimo aminoacido nel sangue è collegata al rischio di insorgenza di demenza senile”.

“La nostra ricerca – continua Praticò – ha permesso di evidenziare che il morbo di Alzheimer si sviluppa più velocemente nel caso di una dieta ad elevato contenuto di metionina“. Nelle cavie che avevano seguito un’alimentazione a base di cibi ricchi di questo aminoacido è stato riscontrato tra i neuroni del cervello il 40% in più di placche amiloidi, la cui presenza è riconducibile allo sviluppo della patologia neurodegenerativa.

Eliminare dalla dieta tutti i cibi che contengono metionina, precisano infine gli studiosi, non serve a prevenire l’Alzheimer. Riequilibrare, invece, il consumo di carni rosse, qualora sia elevato, può costituire un vantaggio non solo per la salute del cervello, ma anche per quella di cuore e arterie.

Fonte SALUTE24.it

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Per un pugno di ceci: colesterolo abbassato e cuore protetto.

ceciChi non riesce a tenersi “un cece in bocca” non metterà a rischio solo i segreti altrui ma anche il proprio cuore. Lo sostiene una ricerca pubblicata sulla rivista Annals of Nutrition and Metabolism, secondo cui i ceci sarebbero in grado di abbassare i livelli del cosiddetto colesterolo “cattivo”.

I risultati. Lo studio australiano ha diviso 47 adulti in due gruppi: al primo è stata assegnata una dieta ricca di ceci, il secondo ha invece seguito una normale dieta di mantenimento. Dopo cinque settimane, i pazienti alimentati con i ceci hanno visto diminuire del 3,9% il colesterolo totale e, dato più importante, del 4,6% i livelli di Ldl, cioè di colesterolo cattivo.

Piatto povero, elementi ricchi. A conferire ai ceci le loro proprietà anti-colesterolo (e quindi la loro capacità di proteggere il cuore) sarebbero non solo le fibre, ma soprattutto magnesio e folato. Questo legume, infatti, pur essendo uno dei piatti poveri della tradizione contadina, di povero ha in realtà ben poco: è ricchissimo di folato, un elemento che contribuisce ad abbassare i livelli di omocisteina, un amminoacido che, quando è in eccesso nel sangue, aumenta il rischio di infarto e ictus. Chi consuma la razione giornaliera consigliata di folato potrebbe ridurre il rischio-infarto del 10% e un solo piatto di ceci fornisce il 70,5% della razione giornaliera di folato. Ma non è tutto: l’abbondanza di magnesio migliora la circolazione sanguigna, l’apporto di ossigeno e sostanze nutritive, mentre una sua carenza è associata all’incidenza di infarti. È anche diminuita l’assunzione di proteine e grassi monoinsaturi, mentre è cresciuta quella di carboidrati. Tutto grazie a un povero pugno di ceci.

fonte SALUTE24.it


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