Posts Tagged 'peso'

Nel sonno il segreto per dimagrire!!

Se pensate al letto come sinonimo di pigrizia e quindi ostacolo per il dimagrimento, sbagliate di grosso. È ormai una realtà scientifica il rapporto fra metabolismo e ciclo naturale del sonno e della veglia, più precisamente fra gli ormoni e le fasi cerebrali. Una quantità di ricerche hanno stabilito una relazione tra la quantità e la qualità del sonno da una parte, e l’indice di massa corporea dall’altra. Sulla rivista specializzata Obesity, la ricercatrice Deanna Arble, che lavora per il Centro del sonno e della biologia circadiana della Northwestern University in Illinois, ha pubblicato uno studio che mette in luce dati interessanti. Analizzando topi da laboratorio, la dott.ssa Arble ha scoperto che una dieta ricca di grassi aumenta il peso in percentuali diverse a seconda dell’ora in cui vengono somministrati gli alimenti. Se durante gli orari diurni il peso sale del 20 per cento, gli stessi alimenti proposti ai topi durante le ore notturne produce un aumento di peso pari quasi al 50 per cento. Altri studi hanno ricavato dati coerenti con lo studio della Arble, anche se relativi alla possibilità di sviluppare il diabete. Secondo una ricerca dell’Università di Chicago, le persone sane costrette a un ritmo di vita che prevede soltanto cinque ore di sonno al giorno perdono progressivamente la sensibilità al glucosio, il che le predispone appunto al diabete, oltre che all’obesità. Un’altra ricerca, stavolta canadese, ha individuato nel cattivo funzionamento della melatonina, l’ormone che regola il rapporto fra le fasi di sonno e di veglia, un aumento del 20 per cento del rischio di insorgenza della malattia. Secondo la dott.ssa Arble, quindi, le prove di una profonda influenza dei ritmi circadiani – ovvero il ciclo dei processi fisiologici di un essere vivente nell’arco di 24 ore – sul metabolismo umano sono indubitabili: “tutti i principali elementi chiamati in causa nella regolazione del peso e dell’appetito sono influenzati dall’alternanza di sonno e veglia e hanno un andamento fluttuante nell’arco della giornata: il metabolismo dell’insulina, la funzionalità della leptina (l’ormone della sazietà), la regolazione della temperatura e molto altro. E questo significa che l’obesità può essere vista anche come una patologia derivante dalla perdita di armonia in questo delicato equilibrio”. A questo punto, quali potrebbero essere le strategie per riequilibrare questo rapporto? Al momento, non esistono farmaci in grado di regolare meccanismi tanto complessi e i medici suggeriscono pertanto di mettere in atto terapie comportamentali mirate, in poche parole di riprendere le vecchie e sane abitudini di una volta. La rivoluzione del tempo quotidiano indotta dalle nuove esigenze economiche che si sono presentate negli ultimi cento anni ha costretto il nostro organismo a far fronte a situazioni inedite. La mancanza del giusto riposo e la diminuzione complessiva delle ore di sonno sono andate di pari passo con l’aumento dei fenomeni di ipertensione, diabete, obesità, problemi cardiaci. Costretti a ritmi esasperati, la qualità della nostra vita peggiora e il nostro organismo alla fine presenta il proprio conto. Se si vuole veramente dimagrire, quindi, occorrerà che ognuno di noi operi una piccola rivoluzione nei comportamenti.

Fonte ITALIAsalute.it

La pelle invecchia? Il 40% delle cause si può prevenire

Il fumo, l’aumento di peso, il mancato uso di creme per la protezione dal sole e l’insorgenza di patologie come i tumori della pelle sono tra i principali fattori responsabili dell’invecchiamento della cute del viso, tutti indipendenti da fattori genetici. A stilare la classifica è uno studio condotto sui gemelli dai ricercatori della Case Western Reserve School of Medicine di Cleveland, negli Usa, guidati da Kathryn Martires e pubblicato sul numero di dicembre della rivista americana Archives of Dermatology.

A differenza del fisiologico invecchiamento della pelle caratterizzato dallo sviluppo di piccole rughe e di escrescenze, spiegano i ricercatori, il fotodanneggiamento, il sovrappeso e il fumo danno vita a macchie di colore, dilatazione dei vasi sanguigni e rughe grossolane ed evidenti: fino al 40% delle cause del danneggiamento del viso, spiegano gli studiosi, è dovuto a fattori non genetici.

Martires e colleghi hanno analizzato la pelle del viso di 65 coppie di gemelli partecipanti all’incontro annuale del Twin Days Festival in Twinsburg, Ohio, nel 2002, e hanno poi assegnato loro un “punteggio” in base alle rughe e al cambiamento di pigmentazione dovuto al vizio del fumo, al sovrappeso e all’abituale esposizione solare.

“I Twins Days Festival sono una rarissima opportunità per studiare contemporaneamente un gran numero di coppie di gemelli – spiega Martires -. Le relazioni trovate tra il fumo, l’aumento di peso, l’uso della protezione solare e il cancro della pelle indicano che questi fattori sono collegati all’invecchiamento cutaneo indipendentemente da fattori genetici. Per proteggere la pelle si può quindi iniziare a ridurre i comportamenti a rischio“.

Fonte SALUTE24.it

Obesità: scoperto l’interruttore!

E’ stato scoperto dai ricercatori di 4 atenei americani l’interruttore dell’obesità. Si tratta di un meccanismo molecolare che controlla il dispendio energetico nei muscoli e aiuta a limitare l’eccesso di peso. Secondo gli scienziati della Mayo Clinic, che hanno lavorato insieme a colleghi dell’Universit dell’Iowa, del Connecticut e della New York University, questo studio potrebbe portare a un nuovo approccio nel trattamento dell’obesità. Il meccanismo ‘salva-energia’, spiegano gli studiosi su ‘Cell Metabolism’, è controllato dai canali del potassio Atp-sensibili (canali Katp). L’Atp (adenosintrifosfato) è l’energia circolante utilizzata dalle cellule nell’organismo. Questi particolari canali possono percepire il livelli di Atp e regolare di conseguenza la performance di cuore e scheletro. Negli esseri umani l’eccesso di energia derivato dai cibi viene conservato sotto forma di grassi, che possono essere trasformati in Atp in base alle necessità. Gli scienziati hanno spiegato che eliminando i canali Katp si costringe il corpo a usare l’energia in modo meno efficiente, in pratica consumandone di più e conservandone di meno. Così si riduce l’accumulo di chili di troppo anche in chi segue una dieta iper-carlorica. Per verificare la fondatezza della loro ipotesi, gli scienziati americani hanno hanno studiato le reazioni di alcuni topolini transgenici, in cui i canali Katp erano stati disattivati nell’intero organismo o a livello muscolare. Gli studiosi hanno confrontato questi animali con un gruppo di coetanei normali, scoprendo che a 5 mesi di vita i topi Ogm erano più magri degli altri, e conservavano la loro linea invidiabile per tutta la vita. Secondo i ricercatori l’interruttore molecolare è dunque un bersaglio promettente per combattere l’accumulo di chili di troppo negli obesi.

Fonte sanitànews.it   

Il peso giusto in gravidanza

Un gruppo di esperti tedeschi mette in discussione le regole sull’aumento di peso per le donne incinte e afferma che, a seconda dei casi, si può anche guadagnare qualche chilo in più del previsto oppure qualche chilo in meno, senza conseguenze per il bambino. Negli Stati Uniti, l’Institute of Medicine (Iom) consiglia alle donne normopeso di aumentare tra le 25 e le 35 libbre in gravidanza (da 11 a 16 chili circa). Anche in Italia i medici raccomandano circa 12-15 chili in più rispetto al peso ideale. Secondo l’Iom, però, le donne sottopeso possono prendere fino a 18 chili, mentre quelle sovrappeso dovrebbero limitarsi a 7-11 chili e le donne obese a 5-9 chili. Nel nuovo studio, pubblicato dall’American Journal of Clinical Nutrition, i ricercatori di Monaco di Baviera hanno osservato che le donne normopeso hanno portato a termine senza problemi la gravidanza e dato alla luce bambini perfettamente normali anche mettendo su qualche chilo in meno rispetto a quanto consigliato dall’Iom. Addirittura, lo studio tedesco ha visto che per le donne sovrappeso e obese era possibile senza alcun rischio perdere peso in gravidanza. Al contrario, le donne sottopeso possono guadagnare in gravidanza più chili di quanti raccomandati dall’Iom senza che il bambino nasca di dimensioni sopra la norma. “E’ uno studio che riapre il dibattito su quale sia il peso ottimale per una gestazione sicura”, afferma il coordinatore della ricerca, dottor Andreas Beyerlein, della Ludwig Maximilians University of Munich. Già altri studi avevano indicato che le donne in sovrappeso o obese possono perdere peso in gravidanza, semplicemente con un’alimentazione più sana e l’attività fisica, senza danneggiare in alcun modo lo sviluppo del bambino. Il dibattito resta aperto, perchè negli Stati Uniti, oltre all’Iom, anche altre associazioni, come l’American College of Obstetricians and Gynecologists, consigliano alle donne di prendere peso in gravidanza, qualunque sia il peso di partenza. I ricercatori tedeschi hanno analizzato i dati di oltre 177.000 nascite avvenute in Baviera tra il 2004 e il 2006. Secondo le loro stime, le donne obese possono addirittura perdere 15 chili o aumentarne solo 2 in gravidanza e il bambino nascerà comunque di dimensioni normali. Le donne sovrappeso possono perdere fino a 7 chili o aumentare fino a 11; quelle normopeso possono aumentare da 2 a 18 chili, mentre le donne sottopeso possono prendere da 8 a 24 chili. Anche con queste linee guida, afferma l’equipe tedesca, la gravidanza e’ sicura, il bambino sano e il rischio di complicazioni del parto basso. “Non vogliamo cambiare le linee guida esistenti – sottolinea Beyerlein – ma solo invitare a nuove ricerche per capire qual è veramente il range ottimale di aumento di peso in gravidanza”.

Fonte AGIsalute 


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