Posts Tagged 'pillola del giorno dopo'

Nuovo farmaco abortivo: efficace anche dopo 5 giorni dal rapporto!

La pillola del giorno dopo che puo’ essere presa 120 ore dopo il rapporto invece delle 72 di quella tradizionale e’ efficace per tutta l’intervallo di tempo e non da’ effetti collaterali gravi. Lo ha confermato uno studio pubblicato dal Journal of Obstetrics and Ginecologics, che prelude alla commercializzazione di questo farmaco, gia’ autorizzato in Europa, negli Usa.
Lo studio ha preso in esame 1241 donne statunitensi che sono dovute ricorrere alla contraccezione d’emergenza, somministrando loro il farmaco a base di ulipristal acetato, che ha un meccanismo simile al levonorgestrel, quello della pillola del giorno dopo tradizionale. Il farmaco ha mostrato un tasso di successo del 97,9%, paragonabile a quello del levonorgestrel, ma a differenza di questo non ha evidenziato una perdita di efficacia nell’arco del periodo di somministrazione. Gli effetti collaterali, prevalentemente mal di testa, nausea e dolori addominali, sono stati definiti ‘da leggeri a moderati’.
La nuova pillola e’ prodotta dalla stessa casa farmaceutica francese del levonorgestrel, la Hra Pharma. L’Emea, l’autorita’ farmaceutica europea, l’ha autorizzata lo scorso marzo, mentre la richiesta di commercializzazione e’ datata maggio. Nel nostro continente e’ venduta in Gran Bretagna, Germania e Francia. In Italia e’ autorizzata la vendita solo di quella tradizionale, che necessita di prescrizione medica e in molti ospedali non viene somministrata perche’ considerata abortiva.
 

Fonte sanitanews

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Pillola del giorno dopo: «I medici non possono negarla»

Tre paragrafi, più una premessa. Senza articoli, ma con un richiamo continuo al Codice di Deontologia Medica. Al quale si ispira il documento “Etica e deontologia di inizio vita” approvato nei giorni scorsi dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici, la Fnomceo. C`è la contraccezione, c`è la procreazione assistita, il punto sulla legge 194. E soprattutto una conclusione che impegna a rispettare la donna e la coppia e a ricercare un confronto politico “meno strumentale e “meno ideologico”. Un documento votato all`unanimità e che quindi, ha dichiarato il presidente della Federazione, Amedeo Bianco, “dà ancora più valore al contenuto etico e civile della nostra riflessione deontologica” da mettere “al servizio dei medici e dei cittadini”. Si comincia da una considerazione e cioè, scrivono i medici, che il diritto tende a non essere mite, “intervenendo in maniera sempre più dettagliata nelle decisioni mediche”. Per questo l`elaborazione di “una piattaforma di confronto” serve a ribadire alcuni principi e a fare il punto su altri sui quali è “aumentata nella società e nel confronto politico l`attenzione“. A partire dalla “pillola del giorno dopo”. La Carta riafferma “l`obbligo anche deontologico dei medici di adoperarsi per tutelare l`accesso alla prescrizione nei tempi appropriati”. Rispetto della clausola di coscienza, quindi, ma non a discapito della previsione di “fornire al cittadino ogni utile informazione e chiarimento”. Se sia o meno legittimo l`uso e la prescrizione è un problema delle Istituzioni. Piuttosto i redattori del testo, il Gruppo di lavoro di Bioetica della Federazione, dopo un confronto con associazioni confessionali, laiche, dei cittadini e delle Società scientifiche denuncia “l’insufficienza delle politiche di educazione alla procreazione e alla sessualità responsabile”. Altro argomento è quello della procreazione medicalmente assistita. Qui la Carta boccia senza appello la legge 40/2004 che ha posto severi limiti alle pratiche di fecondazione artificiale, provocando, scrive la Federazione, i “consistenti fenomeni di mobilità procreativa” individuati dalla magistratura. In sostanza, uno scenario legislativo nel quale, denunciano, “non è consentito alla donna esercitare un diritto attuale all’autodeterminazione”. Constatate le “luci e le ombre” dello stato di applicazione della legge 194 sull`interruzione di gravidanza, il documento chiede il rilancio dell’”attività dei consultori con l’adeguamento di risorse umane e finanziarie”. C`è, infine, l`ampio problema degli interventi terapeutici sui neonati in vita con meno di 25 settimane, nati da parti prematuri o da aborti terapeutici. Un dilemma bioetico che i medici risolvono appellandosi alla stessa legge 194: il medico deve eseguire ogni misura idonea salvaguardare la vita “quando sussiste la possibilità di vita autonoma del feto” informandone e chiedendo il consenso dei genitori. Tuttavia “l`attenta valutazione della possibile vitalità del feto” deve “evitare il ricorso a successive manovre rianimatorie” configurate come accanimento terapeutico. Il medico deve quindi valutare “caso per caso” tenendo, però, sempre presente i progressi della neonatologia che evidenziano i possibili danni alla sopravvivenza, anche dopo la rianimazione, dei neonati prematuri.

 

La pillola del giorno dopo.

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La pillola del giorno dopo è un farmaco utilizzato come metodo di intercezione post-coitale (ossia contraccezione di emergenza) durante le 72 ore successive a un rapporto sessuale. Il principio attivo è il progestinico levonorgestrel, una sostanza presente anche in molte pillole contraccettive, impiegata però in un dosaggio 20-30 volte maggiore (750 microgrammi).Non va confusa con la pillola abortiva Mifepristone, nota come RU-486, dalla quale invece si differenzia sia per i tempi di assunzione, sia per i meccanismi di azione.La pillola del giorno dopo è un metodo di contraccezione d’emergenza che ha lo scopo di prevenire la gravidanza, in caso di rapporto sessuale non protetto o in caso di mancato funzionamento di un metodo anticoncezionale, bloccando l’ovulazione. In seguito alla sentenza del T.A.R. del Lazio n. 8465/2001 la ditta produttrice della pillola del giorno dopo è stata obbligata a scrivere nel foglio illustrativo che il farmaco impedisce l’impianto dell‘ovulo eventualmente fecondato, ma nel 2005 il Dipartimento di Salute Riproduttiva dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha chiarito che “la contraccezione di emergenza con levonorgestrel ha dimostrato di prevenire l’ovulazione e di non avere alcun rilevabile effetto sull’endometrio (la mucosa uterina) o sui livelli di progesterone, quando somministrata dopo l’ovulazione”, escludendo quindi un effetto intercettivo su un eventuale ovulo fecondato.Esistono due forme principali di contraccezione ormonale d’emergenza:La versione originale, denominata anche metodo Yuzpe, sempre meno in uso, implicava alte dosi di estrogeni e di progestinico in due dosi a 12 ore di intervallo. Questo metodo è considerato meno efficace e in genere meno tollerato del farmaco contenente solamente il progestativo. Il metodo più recente prevede una dose di 1,5 milligrammi di un progestinico, il levonorgestrel.Il nome commerciale con cui viene distribuito in Italia è NorLevo®. Questo metodo è conosciuto per essere più efficace (più del 32% se assunto in tempo), più sicuro e meglio tollerato del metodo Yupze, è disponibile negli Stati Uniti e in Canada con il nome di plan B, in Gran Bretagna e in altri paesi con il nome di Levonelle. L’efficacia della pillola del giorno dopo dipende dalla tempestività con cui viene assunta dopo il rapporto sessuale a rischio. È dimostrato da uno studio dell’OMS che l’assunzione del farmaco entro le prime 24 ore dal rapporto a rischio ha un’efficacia del 95%, che scende al 9% entro le prime 72 ore.Se invece la pillola viene assunta dopo che l’impianto dell’embrione in utero è già avvenuto, essa non disturba la prosecuzione della gravidanza.Laddove la pillola del giorno dopo venga assunta tardivamente, cioè a impianto dell’embrione umano nell’utero già avvenuto, essa non influisce in alcun modo sulla successiva gravidanza; per il suo meccanismo di funzionamento, tuttavia, la sua assunzione è controindicata nelle donne che hanno già fattori di rischio elevati per gravidanze di tipo extrauterino.Il levonorgestrel viene smaltito dall’organismo prevalentemente per via epatica, un uso ripetuto o addirittura frequente potrebbe quindi causare danni al sistema epatico. Pertanto la pillola del giorno dopo deve essere utilizzata solo in casi di particolare necessità e non può sostituire la contraccezione tradizionale.

In alcuni casi è causa di modesti effetti collaterali come nausea, vomito, perdite ematiche, astenia, cefalea, ecc., questi effetti non si presentano comunque nel caso non ci sia un processo di fecondazione o di impianto in atto.


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