Posts Tagged 'prostata'

Tumore alla prostata, diagnosi in dieci minuti

Da oggi in soli dieci minuti è possibile dignosticare precocemente il tumore alla prostata. È merito di un nuovo esame del sangue denominato “PsaWatch” in grado di rilevare, nel giro di pochi minuti, la presenza nel sangue di un indicatore del cancro, chiamato “antigene prostatico specifico” o, appunto, Psa.

Il particolare antigene è una proteina, prodotta dalle cellule della prostata, che si riversa nel sangue quando l’organo è danneggiato. Nel caso di un’elevata quantità di Psa c’è maggior rischio di ammalarsi di tumore, ma la causa potrebbe essere legata anche a una più semplice infezione prostatica: per questo è necessario sottoporsi ad altri esami per appurare se effettivamente si è in presenza di un carcinoma.

Rispetto al tradizionale esame del sangue, il test “PsaWatch” consente la conoscenza del responso in soli dieci minuti in quanto necessita soltanto di una goccia di sangue e di un dispositivo portatile per analizzarla. Questo esame, secondo Tim Larner, urologo della Brighton e Sussex University Hospitals Nhs Trust, è particolarmente indicato “per i pazienti che vogliono monitorare attivamente i loro livelli di Psa e per i pazienti che necessitano di questo monitoraggio regolare per misurare la progressione della malattia e l’efficacia dei trattamenti”.

Fonte SALUTE24.it

Annunci

Non rinunciare al caffè per proteggere la prostata

Non c’e’ motivo di privarsi del piacere del caffè se si teme di essere a rischio di ammalarsi di cancro alla prostata. Anzi, se i risultati di un nuovo studio statunitense saranno confermati, bere caffe’ nella migliore delle ipotesi potrebbe anche ridurre il rischio. Nella ricerca si e’ notato che gli uomini che consumavano piu’ caffe’ avevano un rischio inferiore del 60% di tumori aggressivi rispetto a quelli che non ne bevevano affatto. Il caffe’ ha un effetto sul metabolismo degli zuccheri e anche sui livelli di ormoni sessuali, entrambi fattori che sono stati collegati al cancro alla prostata. “Sono molto pochi i fattori legati allo stile di vita che sono stati associati con il rischio di cancro alla prostata”, ha spiegato Kathryn Wilson della Harvard Medical School, il cui studio e’ stato presentato a un conferenza della American Association for Cancer Research, “specialmente nella forma avanzata, percio’ sarebbe molto importante confermare il legame con il consumo di caffè emerso dalla nostra ricerca”. Gli scienziati non sono sicuri di quali siano i componenti del caffè che agiscono positivamente proteggendo dal cancro alla prostata. E’ noto tuttavia che la bevanda contiene molti composti biologici attivi, come minerali e antiossidanti, che limitano il danno ai tessuti causato dalla produzione di energia nelle cellule. L’equipe della scuola di medicina della Harvard ha registrato la quantità di caffè consumata da quasi 50.000 uomini ripetendo il sondaggio ogni quattro anni tra il 1986 e il 2006. Nonostante gli esperti ritengano che servono altri studi per trarre conclusioni definitive sugli effetti benefici del caffè, tuttavia la Wilson ha sottolineato che gli ultimi dati “suggeriscono almeno che se si teme di essere a rischio di cancro alla prostata non c’è motivo di smettere di bere caffè”.

Fonte AGIsalute

Parliamo di Prostata e Prostatiti con …

Questa settimana tratteremo di PROSTATA e PROSTATITI con il dott. Marcello Rizzo, medico specialista in Urologia, nostro Ospite in GALENOsalute.

La prostata è una ghiandola e per l’uomo riveste un’importanza particolare in quanto produce almeno l’80% del liquido seminale e le vescichette. Le prostatiti sono molto frequenti in età giovanile, possono avere un andamento acuto o cronico ed essere attribuite a cause diverse. Anche nei giovani, infatti, la prostata è soggetta a particolari infiammazioni dovute a cause molteplici: fattori infettivi (germi comuni) o comportamentali (stress, fumo, alcol, vita sedentaria, alimentazione inadeguata). A concorrere a quest’infiammazione della prostata contribuiscono diversi elementi sia di ordine generale, come le abitudini di vita, l’abuso di alcool e cibi piccanti, l’attività sessuale sregolata; che di ordine locale (microtraumi perinali): ciclismo, equitazione, lunghi viaggi in auto e moto.

L’infiammazione della ghiandola (prostatite) può essere causa di tutta una serie di disturbi: aumento della frequenza della minzione, bruciore durante minzione ed eiaculazione, pesantezza a livello perineale e testicolare. Negli ultimi trent’anni si è assistito ad un incremento notevole di questa patologia, dovuto sia al fatto che ora le diagnosi sono molto più sicure mentre prima potevano solo essere sospette, sia alla “liberalizzazione sessuale” dagli Anni ’60 in poi.

Le prostatiti possono essere di tre tipi: Prostatiti batteriche, causate frequentemente da germi Gram negativi e solo in minima parte da Gram Positivi e caratterizzate da febbre elevata, brividi, dolori alla parte inferiore della colonna vertebrale e vari gradi di ostruzione vescicale; Prostatiti non batteriche, sono quelle più frequenti, spesso contratte attraverso il rapporto sessuale con partner infetto; Dolore prostatico: il paziente con dolore prostatico presenta gli stessi sintomi di una prostatite, ma non presenta infezioni urinarie documentate, né anomalie nel secreto prostatico. E’ frequente nei giovani e causa di notevoli disturbi che possono avere importanti ripercussioni sulla fertilità.

Sintomi e disturbi – E’ possibile individuare per tempo l’insorgenza di una prostatite batterica acuta in quanto caratterizzata da un improvviso aumento della febbre (prima lieve, poi elevata), brividi, dolore al perineo (zona compresa tra l’ano e la base del pene), minzioni frequenti diurne e notturne e ostruzione vescicale. In particolare i sintomi della prostatite Acuta sono: febbre elevata, dolore perineale, dolore uretrale, urine torbide, polliachiuria, minzione imperiosa, ritenzione urinaria; mentre i sintomi della Prostatite Cronica sono: dolenzia uretrale, dolore perineale, polliachiuria, stranguria (dolore o bruciore durante la minzione).

 

I sintomi delle prostatiti croniche possono essere raggruppati in quattro categorie che, di rado, possono comparire simultaneamente o associati:

  1. Sintomi dolorosi – sono quelli rilevabili più facilmente e che, altrettanto facilmente dovrebbero portare l’urologo esperto alla diagnosi della prostatite. Alcuni di questi sintomi sono: la dolenzia testicolare, la pesantezza dolorosa del perineo, il fastidio inguinale, il dolore gluteo o alla base della colonna lombo-sacrale. Tutti questi sintomi risentono dei (e spesso si riaffacciano) nei passaggi stagionali, soprattutto dall’autunno all’inverno e dall’inverno alla primavera.
  2. Sintomi urinari – La pollachiuria, cioè il bisogno di urinare spesso, in scarsa quantità o la nicturia, ossia il bisogno di minzione notturna compaiono come sintomi sia delle prostatite che dell’ipertrofia prostatica benigna (IPB).
  3. Sintomi della sfera sessuale – Di solito si presentano in pazienti con una lunga storia di prostatite alle spalle e, dal punto di vista medico, sono difficili da risolvere in quanto comportano delle variabili psicologiche quali l’ansia da prestazione. I più frequenti sono l’eiaculazione precoce, la presenza di sangue nello sperma (emospermia) e i disturbi del desiderio sessuale e dell’erezione. I primi due sintomi sono più facilmente spiegabili, nel caso in cui dipendano da prostatite, mentre l’emospermia è spesso dovuta a calcoli nei dotti eiaculatori (canali di circa 2 cm e ½ che portano all’uretra). Quanto al mancato desiderio sessuale, riferito in alcuni casi di prostatite, spesso è dovuto alla compressione dell’edema prostatico (gonfiore della prostata) sui fasci nervosi che decorrono nella porzione dorso laterale della capsula prostatica.
  4. Sintomi della sfera riproduttiva – Le conseguenza della prostatite sulla sfera riproduttiva sono dovute al fatto che il liquido secreto dalla prostata ha, tra le altre funzioni, quella di dare energia e nutrimento agli spermatozoi permettendo loro di raggiungere l’ovulo. Qualora il liquido prostatico si presenti alterato (per presenza di sangue e/o per una situazione infiammatoria), gli spermatozoi saranno poco mobili e pertanto la loro vita sarà più breve.

Diagnosi ed esami – In caso di presenza di prostatite, l’esame dell’esplorazione rettale mostra una ghiandola soffice e calda alla palpazione, fissa ai tessuti sottostanti e con profilo irregolare. Al principio della malattia, tuttavia, la palpazione è sconsigliata, sia per il rischio di batteriemia che per il dolore acuto che può provocare al paziente. Altri esami, frequenti per questa patologia, sono: la spermiocoltura che evidenzia la presenza di batteri nel liquido seminale; l’ecografia prostatica transrettale: nel caso di prostatite la ghiandola presenta un’ecostruttura disomogenea per la presenza di calcificazioni o di veri e propri calcoli. La diagnosi risulta indispensabile per individuare eventuali patologie che possono essere di natura organica (stenosi o valvole uretrali, rapporti con partner affetti da vaginiti) o comportamentali (attività sessuale irregolare).

L’approccio diagnostico-terapeutico riguarda solitamente: terapie anti-infiammatorie e anti microbiche; norme igienico-comportamentali. Le terapie, solitamente, prevedono trattamenti decongestionanti e antinfiammatori, terapie antibiotiche e, quando necessario, trattamenti con laserterapia. La terapia più efficace per le prostatiti batteriche consiste in una cura a base di farmaci antibatterici. Talvolta, specie nel caso di ritenzione urinaria, risulta indispensabile anche il ricovero ospedaliero. Sono a volte necessarie misure generali di supporto come un’adeguata idratazione e il riposo a letto. Non sempre il risultato della terapia è soddisfacente pur essendo gli antibiotici efficaci sui germi patogeni responsabili delle infezioni urinarie. Allo stesso modo, anche per le prostatiti croniche è utile associare la terapia antibiotica con i farmaci anti infiammatori.

 

Aspetti andrologici e conseguenze sulla fertilità – Una disfunzione prostatica ha indubbiamente rilevanti conseguenze sulla funzione sessuale e riproduttiva. Questo perché la prostata è un organo di fondamentale importanza per la riproduzione, per la sua posizione, per il contributo che il suo secreto porta alla composizione del plasma seminale e infine perché contiene fattori che proteggono gli spermatozoi dall’acidità del secreto vaginale. Sono le prostatiti croniche a rappresentare il rischio maggiore per le capacità riproduttive. Il loro effetto si verifica in particolar modo sul secreto prostatico comportando alterazioni che vanno a modificare alcuni parametri del liquido seminale e ne peggiorano la capacità fecondante.

 

Per ciò che concerne altri aspetti, peculiarità ed informazioni Vi invito a contattarci ed approfondire con i nostri ospiti Specialisti.

Dott. Carlo Cottone, Manager GALENOsalute e medico specialista in Medicina Interna


da gennaio 2011 ci trovi su HarDoctor News, il Blog

da gennaio 2011!

Il Meteo a Marsala!

Il Meteo

Bookmark & Share

Condividi con ...

Farmaci a prezzi imbattibili!

Farmacia On Line
Annunci

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: