Posts Tagged 'prurito'

Eczema: come riconoscerlo e cosa fare per curarlo

In seguito le vescicole si cicatrizzano formando delle croste e infine si manifesta la desquamazione della pelle. L’eczema provoca un intenso prurito, così fastidioso da impedire in alcuni casi persino il sonno, mentre la qualità della vita peggiora sensibilmente.

Nella dermatite da contatto l’infiammazione è provocata da particolari sostanze che vengono a contatto con la pelle. Gli eczemi da contatto possono essere di tipo allergico o non allergico. Le sostanze sensibilizzanti, responsabili dell’eczema, sono moltissime: i metalli come cromo, nichel, cobalto; i farmaci per uso locale (antibiotici, antistaminici); i cosmetici (tinture per capelli, smalto per unghie, deodoranti); alcune fibre tessili; alcune sostanze usate in ambiente domestico (come i detersivi). Alla diagnosi si giunge mediante test allergologici cutanei.

L’eczema atopico è un’infiammazione superficiale della pelle, cronica e pruriginosa ed è associata spesso ad una storia personale e familiare di malattie allergiche. Nella maggior parte dei casi l’eczema atopico sorge fra il secondo e il sesto mese di vita, raramente compare in età adulta. Nei primi due anni di vita le lesioni sono localizzate al cuoio capelluto, al viso, agli arti e al tronco. Alcuni bambini guariscono entro il secondo anno di vita, in altri la malattia regredisce durante la pubertà, in altri ancora persiste per tutta la vita con alterne fasi di riaccensione e di remissione.

Nella dermatite da contatto va individuata la sostanza o le sostanze dannose: il contatto con queste sostanze va evitato o se non è possibile occorre indossare indumenti protettivi (esempio guanti), o proteggere la pelle con delle speciali creme che fungono da barriera.

La dermatite atopica si cura con cortisonici e mantenendo la pelle sempre ben protetta e idratata. Bisogna quindi evitare l’uso di sostanze irritanti come profumi e cosmetici, non utilizzare sapone sulle parti colpite oppure utilizzare per la pulizia della pelle prodotti indicati. Inoltre, i vestiti devono essere di cotone, leggeri. La lana e le fibre sintetiche possono far peggiorare l’irritazione.

L’eczema è una reazione della pelle non contagiosa di tipo infiammatorio. Gli eczemi costituiscono dal 30% al 50% di tutti i problemi di tipo dermatologico. Le cause possono essere diverse, mentre le forme sono prevalentemente due, una forma di eczema dovuta al contatto con sostanze irritanti o allergizzanti anche detta eczema da contatto e una forma dovuta a particolari disfunzioni del nostro organismo, meglio conosciuta con il nome di eczema atopico. Nella fase più acuta l’eczema si manifesta con edemi e vesciche sulla pelle, che possono rompersi liberando un liquido biancastro.

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Il prurito non è più un mistero: ecco perché ci si gratta

Nessuno sfugge all’istinto umano che forse più ci avvicina alle scimmie: grattarsi. Ma perché il prurito ci fa sentire l’irresistibile desiderio di sfregare il nostro corpo? E perché appagare questo bisogno è così piacevole? Le risposte arrivano da una ricerca dell’Università del Minnesota pubblicata su Nature Neuroscience: sarebbe colpa di alcuni “neuroni del prurito”.

Precisi segnali – La “sala di comando” del prurito si troverebbe in una specifica zona della colonna vertebrale, il tratto ipotalamico. Quando la pelle viene aggredita da sostanze pruriginose, i neuroni del tratto ipotalamico diventano iperattivi e inviano il segnale di prurito. A questo punto solo grattarsi può placare i neuroni “impazziti” che, rilassandosi, ci fanno provare la tanto piacevole sensazione di sollievo. A volte capita di grattarsi anche senza prurito? È un’attività più frequente di quanto non si creda: in questo caso, però, ferma restando la sensazione piacevole che regala il grattarsi, l’attività neuronale resta normale, perché i “neuroni del prurito” si imbizzarriscono solo in presenza di uno stimolo.

Il “mistero del prurito” – Il meccanismo del prurito, ossia perché basta un sapiente uso delle unghie per procurare tanto sollievo, era un meccanismo, finora, quasi del tutto ignoto. Precedenti studi avevano già dimostrato che il piacere di grattarsi aveva origine nel nostro cervello, ma si erano limitati a identificare le aree della corteccia cerebrale che si attivavano o si spegnevano attraverso lo sfregamento della cute. Grazie a quest’ultima ricerca, invece, Glenn Giesler Jr. e i suoi colleghi sono stati non solo in grado di circoscrivere l’area da cui parte “l’ordine” di grattarsi, ma sono riusciti anche a capire perché grattarsi elimina il prurito.


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