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Melatonina e le piante

GALENOsalute avvalendosi della collaborazione della dott.ssa Luisa Pistelli, dell’Università di Pisa, si occuperà oggi di “Melatonina e le piante”.  

La melatonina (MEL, N-acetil-5-metossi-triptamina), derivato di un aminoacido essenziale, il triptofano, è stata isolata per la prima volta nel 1958 dalla ghiandola pineale bovina e identificata da Lerner e collaboratori (Yale University, Connecticut). La melatonina è un ormone animale coinvolto nella regolazione dei processi fisiologici, incluso il ciclo sonno-veglia, ma possiede anche proprietà immunomodulanti e citoprotettive. La sua attività antiossidante diretta, non mediata da recettori, la distingue dagli ormoni classici. La MEL viene sintetizzata di notte, mentre la sua concetrazione nel sangue diminuisce con la luce. L’assunzione di MEL esogena può mimare l’oscurità e perciò influenzare il ritmo circadiano e la risposta al fotoperiodo in molti animali. Negli uomini, i livelli di MEL dipendono dall’età: è più alta nella popolazione giovane e poi diminuisce gradualmente con l’aumento dell’età. La MEL è utile per il sistema immunitario aumentando la resistenza alle infezioni e alle malattie. Come antiossidante, la MEL elimina le specie ossigenate reattive (ROS) in modo più efficace rispetto alle vitamine A, C ed E e al glutatione, a causa della sua capacità di solubilizzarsi sia nei grassi sia nei liquidi acquosi e quindi di entrare in tutte le parti della cellula. Di solito la MEL è utilizzata per trattare l’insonnia e per minimizzare gli effetti del “Jet lag”. La MEL utilizzata negli integratori può essere sia di derivazione animale sia prodotta artificialmente. Nella Comunità Europea la MEL non è considerata un farmaco, tuttavia attualmente in Italia è venduta sotto forma di integratore alimentare notificato al Ministero della Salute. Nel 1991 la rivista Science pubblicò un articolo sulla presenza e il ruolo della MEL nell’organismo fotosintetizzante Gonyaulax polyedra, furono, quindi, avviati studi per la ricerca di questa sostanza negli organismi autotrofi e in molte piante superiori. Attualmente la MEL è stata isolata da alghe e da più di 20 famigie di mono- e dicotiledoni, ma non è stata ancora ritrovata in muschi, felci, gimnosperme ecc. Nel 1995 essa è stata identificata in diverse piante alimentari ed è stato riportato il fatto che sia assorbita dal tratto gastrointestinale e incorporata nel circolo sanguigno. Nonostante la MEL sia stata ritrovata in molte piante e in vari organi di queste (radici, foglie, fiori, frutti e semi), il suo ruolo è ancora poco noto. L’ipotesi della sua funzione nelle piante sembra correlata a quella dei fitoregolatori, dato che promuove la crescita in modo simile all’acido indolil acetico (IAA), ma agisce anche da mediatore dell’oscurità e coordina le risposte ai cambiamenti ambientali di luce e fotoperiodo. Inoltre è un ottimo antiossidante e protegge le cellule vegetali dagli stress ambientali, come le radiazioni UV. La concentrazione di MEL nelle piante di solito varia da picogrammi a nanogrammi per grammo di tessuto vegetale e la sua concentrazione varia non solo tra specie diverse, ma anche tra le varietà di una stessa pianta. È estratta con etanolo, acetato di etile, acetone o acido perclorico e può essere determinata tramite tecniche HPLC abbinate a rivelatori a fotodiodi (PDA) e di massa (MS) o anche con test radioimmunologici o ELISA o immunoprecipitazione. La grande varietà di tecniche di valutazione portano però a una notevole diversità nei dati riportati. MEL è stata ritrovata nella maggior parte delle oltre 100 piante medicinali comunemente utilizzate nella medicina tradizionale cinese. In 64 erbe la sua concentrazione risulta superiore a 10 nanog/g di peso secco, in 34 di esse supera 100 ng/g e solo in 10 di queste raggiunge 1000 ng/g. È interessante notare come le più alte concentrazioni di MEL siano state ritrovate in erbe utilizzate per ritardare l’invecchiamento e nel trattamento di malattie associate alla formazione di radicali liberi (come nei disturbi neurologici). La MEL è anche presente in molti alimenti di largo consumo: avena, granturco dolce e riso; tuttavia per raggiungere la stessa quantità di MEL contenuta nelle pillole degli integratori alimentari, sarebbe necessario mangiare 20 scodelle di avena. Anche lo zenzero (ginger), i pomodori, le banane, i lupini (Lupinus albus L.) e l’orzo (Hordeum vulgare L.) contengono quantitativi apprezzabili di MEL. Studi recenti hanno dimostrato che anche l’olio extravergine di oliva è una buona risorsa di questo ormone. Perciò la MEL produce effetti benefici sul nostro organismo e la sua presenza nell’olio di oliva potrebbe costituire un valore aggiunto a questo importante componente della dieta Mediterranea. Tuttavia la fonte alimentare migliore di MEL al momento sembrano essere le ciliege. Da uno studio condotto dal dottor Russel Reiter nel 2001, la ciliegia Montmorency (una varietà americana) sembra contenere i più alti livelli di MEL (13,46 ng/g) rispetto ad altre varietà considerate. Questo quantitativo è il più elevato di quello riscontrato nel nostro sangue. Mangiare ciliege quindi potrebbe apportare alte concentrazioni di MEL naturale al corpo umano e perciò aumentare la capacità antiossidante del nostro organismo.

  1. Lerner AB, Case JD, Takahashi Y. J Am Soc. 1958;80:2587.
  2. González-Gómez D, Lozano M, Fernández-León MF, Ayuso MC, Bernalte MJ, Rodríguez AB. Eur Food Res Technol. 2009;229:223-229.
  3. Chen G, Huo Y, Tan DX, Liang Z, Zhang W, Zhang Y. Life Sci. 2003;73:19-26.
  4. De la Puerta C, Carrascosa-Salmoral MP, Garcia-Luna PP, Lardone PJ, Herrera JL, Fernandez-Montesinos R et al. Food Chem. 2007;104:609-612.
  5. Posmyk MM, Janas KM. Acta Physiol Plant. 2009;31:1-11.
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Il riso fa bene e disintossica

Il riso (Oryza sativa) è un cereale della famiglia delle graminacee alla base della dieta di molte popolazioni. Soltanto in Italia si coltivano più di cinquanta varietà di riso, diverse per forma (chicchi corti o lunghi), dimensione (piccoli o grossi) e contenuti (glutinoso, integrale, brillato, parboiled). La culla della civiltà del riso è l’Asia. Quanto alle sue origini, reperti fossili di 5000 anni a.C. le pongono nella valle dello Yang Tze. Tuttavia, Wang Zaude dell’Università di Pechino ha reperito tracce di paddy, riso semilavorato, vecchie addirittura di diecimila anni! 

Il riso è un alimento rinfrescante, disintossicante e ha un effetto blandamente astringente (se brillato) oppure di stimolo all’evacuazione intestinale (se integrale, e perciò più ricco di fibre). Le caratteristiche delle sue proteine verdi (povere di tossine e prive di glutine) fanno sì che il riso possa essere consumato senza controindicazioni anche da chi soffre di intolleranza al glutine (celiachia) e di alcune malattie renali; per la sua azione blandamente ipotensiva e diuretica è consigliato anche nelle malattie cardiache, nell’ipertensione, negli edemi e nelle cirrosi epatiche. All’inizio del Novecento era molto frequente l’uso di somministrare a malati e convalescenti l’acqua di riso, preparata facendo macerare per tre ore in mezzo litro d’acqua un pugno di chicchi, da far poi bollire un’ora prima di venire filtrata e bevuta. Per la sua alta digeribilità, il riso non affatica lo stomaco ed è quindi l’alimento ideale per chi teme la sonnolenza dopo il pasto. Adatto pertanto a chi deve mettersi in viaggio o deve riprendere il lavoro subito dopo aver mangiato

Ricette per la salute a base di riso

  • Sovrappeso: consumare regolarmente riso integrale al posto della pasta, una volta al giorno, e formare un piatto unico aggiungendo verdure a volontà e 4 cucchiai di legumi (lenticchie, fagioli, ceci).
  • Stitichezza: Anche in questo caso preferire il riso integrale, da consumare una volta al dì.
  • Diarrea: bere l’acqua di cottura del riso all’occorrenza e consumare riso raffinato.
  • Ipercolesterolemia, ipertensione: scegliere riso rosso almeno 3 volte a settimana e riso nero 2 volte. 

Il riso in cucina | Il riso viene utilizzato sotto forma di chicco, per primi piatti come risotti, zuppe e minestre, oppure come ingrediente di verdure ripiene, torte dolci o salate, sformati, insalate ecc.; come farina è impiegato soprattutto per le pappe dei bambini durante lo svezzamento. Per preparare risotti, antipasti, contorni e dolci, 80 g per persona; per le minestre asciutte 70 g e per le minestre in brodo 30 g. 

Tutto quello che devi sapere sul riso integrale

  • Kcal/100 g: 357
  • Grassi: 2,8 g
  • Proteine: 6,7 g
  • Glucidi: 81,3 g
  • Fibre: 3,8 g
  • Colesterolo: 0
  • Vitamine: tiamina (vit. B1) 0,59 mg; riboflavina (vit. B2) 0,07 mg; niacina (vit. B3) 5,30 mg; acido folico (vit. B9) 49,00 mcg; betacarotene 0 mcg; vit. C 0 mg.
  • Sali minerali: sodio 3 mg; potassio 250 mg; ferro 1,4 mg; calcio 10 mg; fosforo 310 mg; zinco 1,8 mg.
  • Perché ti fa bene: il riso integrale è indicato nelle diete dimagranti perché, a pari quantità, dà un senso di appagamento della fame superiore a quello degli altri cereali; è utile in caso di stanchezza psicofisica, uricemia, disturbi renali, malattie cardiache, epatiche e intestinali. 

Alcuni tipi di riso e loro caratteristiche

Riso basmati | A basso apporto di grassi. Tra tutte le varietà di riso è quella che contiene meno lipidi. È ben digeribile e ideale come contorno, al posto del pane. 

Riso nero selvatico | Ricco di proteine. Cresce nel Nordamerica e si ricava dal seme di una pianta acquatica (Zizania aquatica). Ha un altissimo contenuto proteico (doppio di quello del riso comune) ed è indicato in caso di colite e gastrite. 

Riso bianco classico | Utile in caso di diarrea. È carente di vitamine e minerali; è invece ricco di amido, che lo rende astringente, aiuta a combattere diarree e fermentazioni intestinali. 

Riso rosso | Riduce il colesterolo cattivo. A chicco lungo o corto, è il riso ideale per chi vuole mantenere pulite le arterie. 

Riso integrale | Aumenta il senso di sazietà. È indicato per chi desidera perdere peso e in caso di stitichezza. 

Riso Parboiled | Stimola il metabolismo. Rispetto al riso brillato, il parboiled ha un contenuto di vitamine del gruppo B e di ferro da 2 a 4 volte superiore. 

Scrub al riso per rigenerare la pelle

  • Ingredienti: 100 g di riso; olio di mandorle dolci q.b.
  • Preparazione: frullare il riso sino a ottenere una farina granulosa media. Aggiungere olio di mandorle fino ad avere la consistenza desiderata.
  • Applicazione: massaggiare il corpo con l’unguento sotto la doccia con la pelle umida. Insistere sulle parti critiche come i gomiti e le ginocchia. 

 

Estratto dal secondo volume del Corso Pratico di Alimentazione Sana e Naturale.


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