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Vaccinazioni pedatriche: per il 90% delle mamme sono un mistero

bimbo che dormeScarsa conoscenza delle mamme italiane verso le nuove vaccinazioni in grado di prevenire le più comuni e diffuse malattie infettive del bambino. Per nove mamme su dieci è sconosciuto sia il vaccino contro l’otite, sia quello contro il rotavirus, che colpisce ogni anno in Italia 400 mila bambini sotto i 5 anni con gravi gastroenteriti. Va meglio, invece, per  i vaccini da eseguire prima della gravidanza: l’80% delle donne è informata sulle malattie infettive e i rischi durante la gestazione, ma solo il 50% si è poi effettivamente vaccinata. Sono i dati principali dell’indagine svolta su 1037 neomamme da Elma Research per ONDa (Osservatorio nazionale sulla salute della donna) sul grado di conoscenza delle patologie infettive delle mamme, diffusi a Milano in occasione della conferenza “Vaccinazione: cosa deve sapere una donna prima di diventare madre” organizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Salute del Comune di Milano.

Fondamentali si sono rivelate le campagne regionali: le mamme emiliane sono risultate le prime della classe, mentre le piemontesi, invece, vanno “rimandate” a settembre: “I dati dello studio sono sconfortanti – osserva Francesca Merzagora, presidente di ONDa -. La scarsa conoscenza delle donne sulle ultime opportunità in ambito vaccinale pediatrico come il vaccino contro il rotavirus, responsabile dell’84% delle enteriti virali, mette in evidenza una scarsa consapevolezza relativamente alla gravità di alcune malattie infettive, prevenibili proprio con un vaccino. È necessario quindi che i medici di medicina generale, pediatri, ginecologi e istituzioni diffondano maggiore informazione. Una corretta conoscenza in ambito vaccinale è decisiva per una scelta consapevole nell’accettare o meno un intervento immunizzante”.

Per l’intestino sotto stress dieta leggera e probiotici

Pioggia e freddo, temperature che calano di colpo e con esse le difese immunitarie. Il più colpito è l`intestino. I virus parainfluenzali sono dietro l`angolo: nausea, vomito e diarrea durano pochi giorni, ma mettono a dura prova l`organismo. C`è poi il capitolo infezioni batteriche: bronchiti e otiti sono mali di stagione che richiedono trattamenti antibiotici spesso lunghi e pesanti. In entrambi i casi la flora batterica dell`intestino è sotto attacco, con ripercussioni sulla salute. “L`intestino è il più importante organo immunitario – spiega Lorenzo Morelli, Microbiologo dell’Università di Piacenza -. Qui c`è il maggior numero di cellule immunitarie che vengono “attivate” dai batteri “buoni” presenti nel tubo digerente. Virus intestinali come il comune rotavirus o l`uso prolungato di antibiotici contro i batteri dell`infezione, agiscono a volte anche sui microrganismi “buoni” e possono alterare l`equilibrio del microbiota intestinale“. Lo “stress infettivo” si può arginare con probiotici come i bifidobatteri che, spiega Morelli, “inducono nelle cellule immunitarie un effetto filtro che blocca i batteri negativi e aiuta lo sviluppo di quelli positivi”. I probiotici sono stati studiati anche nel caso del rotavirus, il maggiore responsabile delle gastroenteriti virali nei bambini. “Uno studio francese, che ha interessato 928 bambini tra i 6 e i 24 mesi –  spiega Filippo Salvini, Pediatra Infettivologo presso la Clinica Pediatrica dell’Università di Milano, Ospedale San Paolo –  ha provato come l’efficacia di Lactobacillus casei in un latte fermentato sia superiore rispetto a quella di un normale yogurt nel ridurre le forme diarroiche da rotavirus. Durante il periodo invernale un consumo quotidiano può ridurre del 50 per cento gli episodi di diarrea rispetto ai bambini che, invece, consumano latte”. L`alimentazione è infatti un fattore strategico, prima e dopo, quando diarrea e disadratazione debilitano l`organismo. “Particolare attenzione va data ai pazienti che hanno difese immunitarie deboli come bambini e anziani – spiega Anna Tagliabue, docente di Nutrizione Umana presso l’Università di Pavia -. Quando si manifestano questi problemi è preferibile scegliere alimenti facilmente digeribili e graditi dando la preferenza a spremute e frullati di frutta fresca o verdura ricchi di vitamine e di liquidi, carni magre e pesce cucinati con pochi grassi, pasta o riso condite con olio e parmigiano“. Anche qualche dolce semplice, avverte la nutrizionista, purché senza creme o cioccolato, può essere concesso per aiutare a mantenere un buon apporto calorico, “ma è meglio ridurre temporaneamente alimenti integrali e legumi che essendo ricchi di fibra possono favorire disturbi intestinali”.

 

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