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UN NUOVO STRUMENTO CONTRO L’APNEA NOTTURNA

OSAOltre ad essere fastidioso, il russare è spesso il sintomo più chiaro di un disturbo ormai famoso, l’apnea notturna.
Le persone affette da apnea ostruttiva notturna (OSA) non curata possono risultare a rischio a causa del comparire o degenerare di seri problemi di salute come l’aumento di peso, il diabete e l’innalzamento della pressione.
Philips ha presentato oggi un nuovo sistema per il trattamento dell’apnea notturna che, grazie a una tecnologia personalizzata, semplifica la vita al paziente monitorandone le abitudini e riconoscendo eventuali necessità di variazioni nella terapia. L’obiettivo del nuovo strumento è offrire la possibilità di migliorare il sonno e la qualità della vita dei pazienti affetti da questa patologia.
Com’è noto, infatti, questa malattia è caratterizzata da una ripetuta interruzione del respiro durante il sonno che causa continui risvegli e rende quindi difficile il riposo psicofisico del soggetto.
Le possibili conseguenze non si limitano solo ad una scarsa qualità della vita, ma anche al potenziale rischio di serie patologie quali l’aumento di rischio del diabete, l’innalzamento della pressione, attacchi cardiaci, infarti ed altro ancora.
Per la maggior parte delle persone affette dai disturbi del sonno, è tuttavia difficile effettuare una diagnosi: le persone che soffrono di apnea ostruttiva notturna moderata o di grado più severo hanno diversi sintomi tra i quali il forte russare, un respiro affannoso o la sensazione di soffocamento durante il sonno o un’eccessiva stanchezza nel corso della giornata, ma solo ad una piccola parte di queste persone viene diagnosticata la patologia.
“L’apnea notturna è causa dell’interruzione ripetuta del respiro durante la notte, il sonno viene continuamente interrotto. Questo porta i pazienti a non vivere l’esperienza di un sonno profondo necessaria per essere ben riposati” afferma il Dr. David White, Chief Medical Officer di Philips Home Healthcare Solutions. “Inoltre, solo una bassa percentuale di persone affette da apnea ostruttiva del sonno si rivolge ai medici per chiedere aiuto. È necessario che le persone diano maggiore importanza ai benefici di un buon sonno e ai sintomi che lo ostacolano”. La patologia può essere facilmente diagnosticabile dai medici dopo un’attenta anamnesi dei disturbi e dei sintomi: nel caso si sospetti la presenza della malattia, il paziente viene sottoposto a uno studio del sonno, la polisonnografia, per confermare il tipo e l’intensità dell’apnea notturna e per trovare il trattamento più adeguato.
Nel caso la patologia sia diagnosticata in base ai sintomi del paziente, normalmente la terapia consiste nella prescrizione di Continuous Positive Airway Pressure (CPAP), un trattamento non invasivo ampiamente preferito dai medici. La terapia CPAP prevede la somministrazione di un lieve flusso di aria attraverso il naso e/o la bocca con l’utilizzo di una apposita maschera che aiuta il paziente a respirare liberamente durante il sonno.
Il nuovo sistema proposto da Philips permette una veloce identificazione di eventuali necessità di modifica della terapia, consentendo quindi ai medici di riconoscere in tempi brevi le necessità del paziente e di intervenire con azioni correttive che migliorano l’efficacia della terapia stessa. Inoltre, il nuovo sistema rende più semplice il suo utilizzo anche a lungo termine e offre una maggior personalizzazione alle specifiche esigenze di ciascun paziente.

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Parliamo di Roncopatie con …

Tratteremo di RONCOPATIA e SINDROME DELLE APNEE DEL SONNO con il dott. Bianco Giacomo, medico specialista in Otorinolaringoiatria e Patologia Cervico-Facciale, medico specialista in Foniatria, esperto nella chirurgia del russamento (uvulopalatoplastica), esperto nelle patologie del naso e dei seni paranasali, esperto nella chirurgia delle ghiandole salivari, nostro Ospite in GALENOsalute. 

uomo che dormeDiagnosi | La diagnosi è volta, in primo luogo, a distinguere il russatore semplice dal russatore apnoico, a determinare, ove esistano, le alterazioni anatomiche causa del fenomeno, a svelare l’esistenza di complicanze.  

Un momento fondamentale nella diagnosi della roncopatia è la raccolta dettagliata della storia clinica (anamnesi) dal paziente e dai suoi familiari conviventi;  

  • visita otorinolaringoiatrica con endoscopia nasale a fibre ottiche e con fibrolaringoscopia laringea con test di Muller;
  • è importante consultare un medico specialista in medicina del sonno che possa valutare le anomalie, anche con l’ausilio di un esame detto “polisonnografia”, che registrando i gli atti respiratori, e le loro caratteristiche, durante il sonno del paziente, consente, tra l’altro, di quantificare eventuali fenomeni apnoici, concorrendo così alla indicazione terapeutica, medica o chirurgica. 

L’esame polisonnografico consiste nella registrazione continua, simile a quella dell’holter elettrocardiografico o pressorio, durante il sonno del paziente, di diversi parametri fisiologici: il flusso respiratorio nasale, il livello di saturazione dell’ossigeno del sangue, l’ECG, i movimenti respiratori toracici e addominali e l’intensità dei suoni emessi. I dati registrati su una piccola scheda magnetica saranno poi riversati su un computer, analizzati in dettaglio e refertati. La registrazione polisonnografica dura tra le 6 e le 7 ore. E’ possibile la registrazione anche al domicilio del paziente. 

  • visita cardiologica, pneumologia, dietologica, allergologica, endocrinologica, neurologica, con gli esami ed i test che i vari specialisti riterranno, di volta in volta, di prescrivere.    

Terapia medica | Sono da ricordare, in primo luogo, le regole igienico-sanitarie, volte a ridurre i fattori che favoriscono la roncopatia quali l’alcool, il tabacco, l’uso di sonniferi, gli abusi alimentari. Tra i momenti terapeutici grande importanza riveste la diminuzione del peso corporeo: i depositi di tessuto adiposo “all’interno della gola” concorrono, ostruendo lo spazio faringeo, a determinare difficoltà respiratoria e, vibrando, rumore. Auspicabile quindi è l’intervento di un dietologo.  

Tra i rimedi farmacologici i decongestionanti nasali, non vasocostrittori e in dose corretta, somministrati per un periodo accettabile, in determinate patologie nasali (es.: ipertrofia dei turbinati), riducendo la “turbolenza” del flusso aereo nasale, rendono più difficile la vibrazione delle strutture sottostanti – palato molle, ugola, base della lingue e faringe – ed il rumore conseguente a questa “vibrazione”.

Altra categoria di farmaci che può rivestire un ruolo nella cura della roncopatia è, ove esista una patologia da reflusso gastro-esofageo, quella dei farmaci c.d. “anti-reflusso” che, modulando la secrezione acida dello stomaco, ne riducono il reflusso verso l’alto, evitando così un ulteriore stimolo alla ipertrofia (aumento di spessore) delle strutture che abbiamo sopradescritto come responsabili della ostruzione e della vibrazione peculiari della roncopatia. 

Terapia meccanica | L’ossigenoterapia migliora la saturazione di ossigeno ma non riduce il numero di apnee, la loro durata e l’entità della roncopatia. La maschera a pressione positiva o CPAP (Continue Positive Air Pressure) consente l’insufflazione continua di aria sotto pressione per via nasale durante la notte; è attualmente il trattamento non chirurgico più efficace per far cessare gli episodi di apnea e, a pressioni leggermente superiori, anche la roncopatia.    

Terapia chirurgica | I trattamenti hanno lo scopo di migliorare la respirazione nasale e di correggere in modo specifico le alterazioni anatomiche connesse alla roncopatia.

L’adenoidectomia, associata o meno alla tonsillectomia, spesso è sufficiente per risolvere il problema nei bambini.

La tonsillectomia, associata o meno ad altri interventi sul palato, è indicata anche nell’adulto in caso di tonsille voluminose e ostruenti che, con un meccanismo a valvola durante la inspirazione, possono determinare apnea.

La settoplastica funzionale, consente di “riposizionare” il setto nasale deviato sulla linea mediana, rendendolo rettilineo al fine di ristabilire la pervietà nasale ed un corretto flusso aereo.

La riduzione di volume dei turbinati ipertrofici, ottenuta per “svuotamento” degli stessi o per loro decongestione con elettrobisturi, laser a diodi o bisturi a radiofrequenze: da evitare, e condannare, la “amputazione” totale o parziale (c.d. “decorticazione”) del turbinato stesso, pratica chirurgica grossolana e foriera, a distanza di tempo medio-lunga, di complicanze non più risolvibili.

Spesso occorre integrare la settoplastica e/o la tonsillectomia con una Uvulo Palato Plastica o UPP, che riduce il volume e lo spessore di ugola e palato molle ipertrofici, responsabili del rumore inspiratorio tipico del russamento.

Tutti gli interventi sopradescritti, effettuati presso centri affidabili, vengono ordinariamente eseguiti in regime ospedaliero di one-day surgery, cioè con un pernottamento post-intervento e dimissione nel corso della giornata successiva a quella dell’intervento stesso.  

Talvolta, solo per particolari e ben determinate indicazioni, vengono eseguiti interventi più complessi su faringe e base della lingua, anche con avanzamento della base della lingua stessa e del complesso osteo-muscolare con il quale essa prende rapporto: si tratta di interventi cruenti, invasivi, la effettuazione dei quali va riservata a pochi gravi e selezionati casi di roncopatia con apnee, presso centri di provata serietà ed affidabilità, stante la non indifferente frequenza di complicanze post operatorie su un intervento comunque caratterizzato da una convalescenza complessa.  

SE NON SI OPERA ……..CHE FARE? 

Posto che in alcuni casi di gravi apnee nel sonno esistono precise indicazioni ad un intervento chirurgico che comprenda uno o più degli atti suesposti, è importante – spesso risolutivo o quasi – perdere i chili in eccesso con una attività fisica ed una dieta corretta impostata e seguita da un dietologo: il sovrappeso aumenta in modo considerevole le probabilità di russare.     

  • Il pasto serale deve essere leggero e il più possibile sano. E’ bene diminuire il consumo di caffè e di alcool.

E’ consigliabile aiutare la respirazione nasale con adeguata terapia decongestionante nasale e curare, ove presente, la patologia da reflusso gastro-esofageo.     

Anche la posizione assunta prima di addormentarsi è importante: si deve infatti cercare di prendere sonno sdraiati su un fianco oppure proni. L’importante è non dormire supini per evitare un eccessivo rilassamento dei tessuti del velo palato molle e dell’ugola, che vibrano al passaggio dell’aria creando il tipico rumore del russamento.      

Per ciò che concerne altri aspetti, peculiarità ed informazioni Vi invito a contattarci ed approfondire con i nostri ospiti Specialisti.

Dimagrire aiuta a russare di meno

uomo che dormeSmettere di russare? Forse la dieta potrebbe essere una buona strategia: il sovrappeso aumenta infatti la probabilità di russare e di soffrire di apnee notturne. È quanto emerge dallo studio pubblicato su American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine dai ricercatori dell’Università di Helsinki, secondo cui seguire un’alimentazione moderata e fare esercizio fisico può ridurre l’insorgenza di questi disturbi del sonno. Chi soffre di apnea notturna tende a russare in modo piuttosto rumoroso e, a volte, smette di respirare per qualche secondo, fino a che si sveglia con una sensazione di soffocamento. Ciò comporta la ripetuta interruzione del sonno durante la notte e, anche se si tende a scordarlo, ci si sente poi affaticati durante il giorno. I trattamenti più utilizzati per porvi rimedio comportano l’uso di maschere e “boccagli” in grado di aiutare a respirare meglio, ma per molti risultano fastidiosi e, in ogni caso, alleviano i sintomi, ma non risolvono il problema. Anche essere in sovrappeso aumenta la possibilità di avere disturbi respiratori durante il sonno. Quando si è sdraiati, infatti, lo strato adiposo extra intorno al collo pesa sulla trachea schiacciandola e ostruendo il passaggio dell’aria. La ricerca è stata condotta su 72 persone in sovrappeso che soffrivano di apnea notturna, 35 delle quali sono state sottoposte ad una modifica del loro stile di vita e della loro dieta, mentre le altre hanno svolto la funzione di gruppo di controllo. Dopo 12 settimane, coloro che avevano seguito il regime alimentare prescritto e svolto gli esercizi fisici, avevano perso in media 10,7 kg e, una volta sottoposti ad analisi, è emerso che si svegliavano meno frequentemente e avevano migliori livelli di ossigeno nel sangue. Non è tutto: 6 su 10 non soffrivano più di apnee notturne e il risultato è perdurato anche dopo un anno. Secondo i ricercatori, dunque, in presenza di sovrappeso e disturbi del sonno come l’apnea, dimagrire risulta il rimedio più indicato. E il più facilmente perseguibile.

fonte SALUTE24.it


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