Posts Tagged 'sangue'

Dalla pelle al sangue

La conversione è un processo diretto e non richiede uno stadio intermedio di staminali pluripotenti in grado di differenziarsi in molti altri tipi di cellule umane.

 

Trasformare fibroblasti dermici in cellule ematopoietiche: è questo l’obiettivo raggiunto da un gruppo di ricercatori della McMaster University, che firmano in proposito un articolo sulla rivista Nature.

Il risultato, stato ottenuto diverse volte nel corso di due anni su soggetti di tutte le età, potrebbe aprire nuove prospettive per tutte le persone che attualmente necessitano di trasfusioni di sangue nel caso di interventi chirurgici, di terapie oncologiche o altre patologie ematiche come l’anemia: i primi trial clinici dedicati a questa nuova metodica potrebbero iniziare già nel 2012.

Come sottolineato dagli autori Mick Bhatia, direttore scientifico dello Stem Cell and Cancer Research Institute della McMaster, la conversione è diretta: l’ottenimento di sangue dalla pelle non richiede uno stadio intermedio di staminali pluripotenti in grado di differenziarsi in molti altri tipi di cellule umane.

“Abbiamo mostrato che il metodo funziona con cellule umane: ora non ci resta che verificare la possibilità di utilizzare altri tipi di cellule oltre a quelle epiteliali, per la quale abbiamo già indicazioni incoraggianti”.

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Sangue da staminali pronto in tre anni in Gran Bretagna è polemica

globuli rossiSangue umano “sintetico” in quantità illimitata, senza rischio di rigetto e a prova di infezioni: gli scienziati britannici potrebbero presto porre fine al problema di trasfusioni, donazioni e gruppi sanguigni incompatibili. 

Il gruppo “universale” – Grazie alle cellule staminali embrionali, infatti, gli studiosi dello Scottish National Transfusion Service, dell`NHS Blood and Transplant e del Wellcome Trust cercheranno di sviluppare campioni di sangue 0 negativo, gruppo raro – solo il 7% della popolazione mondiale vi appartiene – e compatibile con tutti gli altri, quindi in grado di essere trasfuso a chiunque: una soluzione che, oltretutto, potrebbe salvare le vite di vittime degli incidenti stradali, dei militari, e di qualsiasi paziente il cui gruppo sanguigno è sconosciuto. Una soluzione sicura anche in altre circostanze di emergenza, quando il sangue “giusto” non è immediatamente disponibile. 

 

Dal laboratorio agli ospedali – I ricercatori hanno annunciato che verrano selezionati gli embrioni del gruppo 0 rimasti abbandonati nei centri per la fertilità e le loro cellule staminali stimolate per ottenere globuli rossi. Prossima sfida sarà quella di produrre sangue sintetico su vasta scala: “Dovremmo avere presto i primi risultati – ha spiegato all`Indipendent Marc Turner, coordinatore delle ricerca – ma sono necessari tra i cinque e i dieci anni di ulteriori sperimentazioni perché il trattamento sia effettivamente disponibile per i pazienti”.

 

I limiti bioetici – L`obiettivo di indiscusso valore medico-scientifico, perseguito contemporaneamente da diversi istituti di ricerca in tutto il mondo, è destinato a suscitare polemiche dal punto di vista etico.  Il rischio è quello che gli embrioni da cui ricavare cellule staminali e quindi sangue universale per le trasfusioni diventino un vero e proprio business.

 

 

fonte SALUTE24.it

Ricercatori utilizzano enzimi per produrre sangue universale

Ho letto proprio ora questa interessante ricerca che vi propongo in maniera integrale.

Un’équipe di ricercatori danesi, francesi, svedesi e americani ha comunicato di aver scoperto due enzimi in grado di trasformare i gruppi sanguigni A, B e AB nel gruppo O (zero), il sangue «universale» utilizzato per le trasfusioni. La loro tecnica, illustrata nella rivista «Nature Biotechnology», potrebbe essere la risposta alla diminuzione delle scorte di sangue disponibili nelle strutture ospedaliere. I gruppi sanguigni del sistema ABO si distinguono per la presenza o l’assenza di due antigeni legati a molecole di zucchero sulla superficie dei globuli rossi. Lo zucchero del gruppo A è la galattosamina e quello del gruppo B il galattosio, mentre il gruppo AB ha entrambi e il gruppo O non possiede nessuno degli antigeni di tipo A o B. A causa di questi antigeni, mescolare diversi gruppi sanguigni può comportare reazioni immunitarie che determinano il raggruppamento delle ematiche nei vasi sanguigni, con conseguenze potenzialmente fatali. Sino ad ora, i globuli rossi del gruppo A potevano essere trasmessi senza rischi a persone con gruppo sanguigno A o AB e i globuli rossi del gruppo B a persone con gruppo B o AB. I globuli rossi del gruppo O, tuttavia, possono essere trasfusi a tutti gli individui del sistema ABO in quanto non presentano antigeni di tipo A o B. Oltre 25 anni fa alcuni ricercatori provarono a utilizzare gli enzimi per rimuovere gli antigeni A e B e sviluppare cellule ematiche universali. La conversione dei globuli rossi B in cellule O diede risultati positivi, mentre la trasformazione delle cellule A non fu possibile. Inoltre il processo, che richiedeva l’impiego di numerosi enzimi, si rivelò troppo costoso. Dopo aver esaminato circa 2 500 isolati fungini e batterici per ricercare gli enzimi più adatti, i ricercatori hanno ora comunicato di aver scoperto un nuovo tipo di glicosidasi a partire dai microrganismi Elizabethkingia meningosepticum e Bacteroides fragilis. Le glicosidasi sono in grado di trasformare le cellule ematiche A e B, rendendole trasferibili a qualsiasi destinatario di trasfusioni. I test clinici sono iniziati e l’équipe di ricercatori ritiene di poter dimostrare che le cellule O convertite grazie agli enzimi sono sicure. Se il processo si rivelerà vantaggioso dal punto di vista economico, questa scoperta potrebbe contribuire significativamente ad arricchire le riserve delle banche del sangue.

Fonte: Cordis (11/04/2007)


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