Posts Tagged 'serotonina'

Gli OMEGA-3 riducono l’aggressività

Non prevengono solo problemi cardiovascolari, ma anche i comportamenti aggressivi. È la funzione attribuita agli omega-3 da una recente ricerca apparsa sul British Journal of Psychiatry e resa nota dall’Osservatorio FederSalus, secondo la quale gli integratori a base di omega-3, vitamine e minerali somministrati ai detenuti possono ridurre il numero di episodi violenti e aggressivi. Si tratta di uno studio del National Institute on alcohol abuse and alcoholism di Bethesda, negli Stati Uniti condotto dal dott. Joseph Hibbeln. Il medico afferma che una quantità adeguata di omega 3 nelle prime fasi dello sviluppo e nell’età adulta aiuterebbe a prevenire atteggiamenti asociali. Infatti la mancanza di EPA e di Omega–3 durante la gestazione e nei primi anni di vita possono provocare una riduzione nei livelli di serotonina del cervello nei momenti più importanti della formazione e dello sviluppo neurologico, causando un funzionamento inadeguato del sistema limbico e del cortex frontale del cervello. Questo tipo di problema non si evidenzia solo nei carcerati e negli alcolisti, ma anche in molti bambini e adolescenti violenti. Durante lo studio sono stati messi a confronto due gruppi di 200 giovani reclusi: uno ha ricevuto una quantità di vitamine, minerali e acidi grassi, tra cui anche gli omega-3; all’altro gruppo invece è stato somministrato un placebo. Dopo cinque mesi si è riscontrata una minore probabilità di comportamenti asociali nel primo gruppo. Gli integratori alimentari contenenti vitamine, minerali, omega-3 e omega-6 grassi sono stati associati a una riduzione del 34 per cento degli episodi di violenza, secondo i risultati di uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, con oltre 200 detenuti giovani adulti. Ma questo non è l’unico studio effettuato. Ne conferma gli esiti una ricerca condotta dal Ministero della Giustizia dei Paesi Bassi diretta dal dott. Ap Zaalberg e pubblicata sulla rivista European Journal on Criminal Policy and Research. In altre ricerche, inoltre, fatte in scuole primarie o licei, si è evidenziato che i ragazzi con diete ricche di zuccheri erano i più disobbedienti, aggressivi e depressi. Il tipo di alimentazione occidentale moderno è carente di nutrienti essenziali per il nostro organismo, e come risultato portano tanto problemi fisici quanto psicologici. Nel caso di bambini o adulti con problemi di depressione, violenza e/o aggressività, oltre all’appoggio psicologico è importante l’appoggio nutrizionale, il cambio di alimentazione, l’assunzione di vitamine e minerali come lo zinco e quella di omega–3, con il fine di migliorare i sintomi, sempre sotto lo stretto controllo di uno specialista in nutrizione e alimentazione.

Fonte: Osservatorio FederSalus

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L’olio di pesce aiuta a prevenire la schizofrenia?

Assumere una pillola al giorno di olio di pesce: questa la ricetta, completamente naturale, per evitare lo sviluppo delle malattie mentali nelle persone ad alto rischio. Lo ha scoperto un trial condotto da un’equipe internazionale: una cura a base di supplementi di olio di pesce si e’ rivelata altrettanto efficace dei farmaci e ha ridotto di un quarto l’incidenza delle malattie psicotiche come la schizofrenia. Secondo i ricercatori, sono in particolare gli acidi grassi omega-3 che si trovano nell’olio di pesce ad essere benefici per il cervello (già se ne conoscono i benefici per il cuore). “La scoperta che una cura con una sostanza naturale possa prevenire, o almeno ritardare, la comparsa di una malattia psicotica ci lascia sperare che possano esistere alternative ai farmaci” sottolineano i ricercatori sugli Archives of General Psychiatry. I farmaci antipsicotici sono infatti molto potenti e possono avere gravi effetti collaterali, tanto che alcune persone evitano di prenderli pur avendone bisogno. I supplementi di olio di pesce, invece, sono in genere ben tollerati e facili da assumere, notano gli scienziati. L’equipe internazionale (di Austria, Australia e Svizzera) ha sperimentato questo trattamento su 81 persone valutate “ad alto rischio” di sviluppare una psicosi. La valutazione era legata a una forte storia familiare di schizofrenia, o malattie simili, o al fatto che queste persone già mostravano lievi sintomi di tali patologie. Per il test, metà dei soggetti hanno assunto supplementi di olio di pesce (1,2 grammi di acidi grassi omega-3) per 12 settimane, mentre gli altri hanno preso solo un placebo. Nessuno dei due gruppi sapeva che cosa stava assumendo, se la pillola inattiva o il vero supplemento. Gli studiosi, coordinati dal dottor Paul Amminger della University of Melbourne in Australia, hanno seguito i due gruppi per un anno per vedere quanti, eventualmente, si ammalavano. I risultati sono stati sorprendenti: solo due persone tra quelle che hanno assunto l’olio di pesce hanno sviluppato una malattia psicotica, contro 11 nel gruppo che prendeva il placebo. Questi dati portano gli scienziati a concludere che, assumendo i supplementi, verrebbe protetto un adulto ogni quattro a rischio di malattie psicotiche. La spiegazione sarebbe nella presenza degli acidi grassi omega-3 che sono una componente fondamentale delle cellule cerebrali. Sono importanti anche per il corretto funzionamento di due segnali chimici del cervello, la dopamina e la serotonina, che sembrano implicati nella schizofrenia. L’olio di pesce aumenta anche i livelli di glutatione, un antiossidante che protegge il cervello dallo stress ossidativo. I risultati della ricerca sono stati salutati positivamente dalla comunità medica: se gli oli di pesce sono efficaci, si possono evitare i farmaci antipsicotici, che comportano problemi di varia natura, dall’aumento di peso alle disfunzioni sessuali, mentre gli acidi grassi omega-3 sono benefici per la salute generale. Nuove ricerche dovranno provare che gli effetti dei supplementi perdurano nel lungo termine.

Fonte AGIsalute

Massaggi rilassanti: sale la serotonina, scende il cortisolo

massaggioProgrammare un massaggio. Un pò di coccole possono strofinare il livello di stress nel modo migliore, fino a far abbassare del 31% il livello di cortisolo. In base a diversi studi, tra cui quello condotto dalla Facoltà di Medicina dell’Università di Miami in Florida (Stati Uniti), già dopo poche settimane di massaggi i livelli di cortisolo diminuiscono, in media, di quasi un terzo. Oltre a tenere sotto controllo il cortisolo, le sessioni di massaggi promuovono la produzione di dopamina e serotonina, gli ormoni responsabili del “sentirsi bene”, normalmente rilasciati dall’organismo quando si socializza con qualcuno o si fa qualcosa di divertente.

da GALENOsalute lo shiatsu professionale …


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