Posts Tagged 'sessualità'

Infertilità maschile: ecco le cause

Stress, ritmi di vita pressanti e qualità della vita non sana. Sono tutti i fattori che influenzano la salute psicofisica di ogni uomo, ma non soltanto quella. Recenti studi hanno individuato i vari fattori che influenzano la fertilità dell’uomo. Se ne è parlato durante la Settimana dell’Andrologia, che ha riunito gli specialisti della Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità (SIAMS) e dell’Accademia Europea di Andrologia. Secondo gli esperti un utilizzo troppo massiccio di antidepressivi può causare infertilità, ma i rischi aumentano se l’uomo è un accanito fumatore. La nicotina avrebbe un effetto dannoso sugli spermatozoi umani, modificandoli e alterandone lo stato. È il risultato di uno studio guidato dal Aldo Calogero dell’Università di Catania: nicotina e monossido di carbonio – e tutte le numerose sostanze che si sprigionano quando si fuma una sigaretta – riducono la rapidità di movimento degli spermatozoi, fino a bloccarla. Lo studio ha preso in esame soggetti sani e non fumatori. Esponendo gli spermatozoi dei soggetti sani a dosi sempre crescenti di condensato di fumo di sigaretta si è osservato che, dopo sole 24 ore, questi risultavano completamente immobili. Anche uno studio dell’Università di Siena lega il fumo ai problemi di infertilità: è stato osservato che pazienti con varicocele (cioè la dilatazione e incontinenza delle vene testicolari) e fumatori hanno spermatozoi meno ‘efficienti’ rispetto a pazienti con la stessa patologia, ma non fumatori. Ma le cause dell’infertilità non finiscono qui. Anche l’ambiente esterno e l’inquinamento influenzano negativamente la salute degli spermatozoi maschili. Le sostanze chimiche presenti in molti dei prodotti che si usano quotidianamente intaccherebbero la virilità – e la fertilità – maschile, poiché alterano il sistema ormonale dell’organismo. E queste sostanze colpirebbero, almeno secondo uno studio francese, la salute degli spermatozoi già in tenera età. Ma l’infertilità ha, molto spesso, anche cause di natura esclusivamente genetica. Secondo la ricerca effettuata dalle Università di Padova e di Messina molti dei bambini nati con il criptorchidismo (la mancata discesa nello scroto di uno o entrambi i testicoli) hanno maggiori possibilità di subire mutazioni genetiche che, a loro volta, sono cause di infertilità. Per informare e comunicare ai più giovani i rischi a cui vanno incontro fumando e seguendo uno stile di vita sregolato, è prevista – a partire dal 2009 – una campagna di sensibilizzazione in tutti gli istituti superiori italiani. L’iniziativa sarà promossa dalla Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità e dal Ministero della Salute. L’obiettivo è quello di comunicare ai giovani come prevenire le cause dell’infertilità. È proprio tra i 20 ed i 40 anni che c’è un abbassamento della qualità del liquido seminale, a causa di abitudini alimentari e di vita sbagliate. L’obiettivo? Informare per ridurre il fenomeno.

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Introvabile punto G: fotografato il centro del piacere sessuale

Eureka! Trovato e fotografato il cosiddetto “ufo ginecologico”. Il punto G, centro del piacere sessuale femminile, mitico luogo dell’orgasmo vaginale, è stato anatomicamente identificato e localizzato: si tratta di un ispessimento della parete che separa la vagina dall’uretra, ma non tutte le donne ne sono dotate. Le nuove immagini dell’ecografia transvaginale che documentano la scoperta sono state presentate nel corso del VIII Congresso nazionale della Società italiana di andrologia e medicina della sessualità (Siasm) da Emmanuele Jannini, docente di endocrinologia e sessuologia all’Università dell’Aquila. La vagina, spiega la ricerca, può essere paragonata a un piccolo parallelepipedo diviso in tre sezioni: il punto nevralgico della sessualità è al confine tra la prima e la seconda sezione. Il mitico punto G, di cui si discute animatamente da quando, nel 1950, fu descritto per la prima volta da Ernst Grafenberg, ginecologo tedesco da cui prende il nome, è costituito da un nucleo di terminazioni nervose e di ghiandole di Skene, il corrispettivo della prostata maschile, ma molto più piccole perché atrofizzate nella fase embrionale. Le donne che non presentano questo ispessimento comunque non sono affatto malate. Una precisazione doverosa, considerata la forte componente psicologica dell’eros femminile. “La paziente va considerata nel suo insieme ed è dovere dello specialista aiutarla a conoscere il proprio corpo – conclude Jannini – spiegandole che l’eventuale assenza del punto G non è una malattia, ma una situazione comune a molte altre donne”. Studi e ricerche tutte italiane per colmare il ritardo culturale sulla sessualità femminile e per dare dignità accademica alla sessuologia, territorio poco frequentato dalla scienza e spesso popolato da luoghi comuni e falsi miti.


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