Posts Tagged 'sovrappeso'

Zona Franca: Sovrappeso, stipsi e Glucomannano

GALENOsalute avvalendosi della collaborazione di Franca Aleo (titolare di Herbora – Marsala) presenta la rubrica settimanale Zona Franca: “l’informazione diventa benessere”, dove fitoterapia ed oligoelementi vengono proposti come base di cure alternative e complementari.

Questa settimana parliamo di “Sovrappeso, stipsi e Glucomannano“.

 

AMORPHOPHALLUS KONJAC (Glucomannano) 

FAMIGLIA: appartiene alla famiglia delle Araceae.  

HABITAT: E’ originario dell’Asia orientale ed è fortemente coltivato in Giappone.  

PARTE USATA: La droga è costituita dal tubero.

 

PREPARAZIONI FARMACEUTICHE CONSIGLIATE: polvere micronizzata con un indice di rigonfiamento pari a min. 80 (Farmacopea Francese X, Farmacopea Italiana X). A scopo iporessizzante il suo dosaggio giornaliero va da 30 a 40 mg/kg/die, suddivisi in due somministrazioni da prendere circa 60 minuti prima dei due pasti principali con abbondanti liquidi. A scopo lassativo il dosaggio giornaliero è lo stesso, ma va somministrato in un’unica dose serale oppure in due dosi, una al al mattino e una in tarda serata .  

COMPOSIZIONE CHIMICA: contiene un polisaccaride eterogeneo detto glucomannano, costituito da molecole di D-glucosio e di D-mannosio. E’ presente anche un glucoside della 3,4-diidrossibenzaldeide. Il suo potere calorico è di circa 1/4 di caloria per grammo.  

PROPRIETA’ TERAPEUTICHE

Azione iporessizzante: è dotato di una notevolissima idrofilia, grazie alla quale è in grado di rigonfiare in mezzo liquido, aumentando così il proprio volume a secco fino a circa 90 volte. Questo rigonfiamento è massimale in ambiente acido, e pertanto è assai utile per la sua azione saziante di tipo meccanico a livello gastrico. Questo aumento di volume inizia circa 15 minuti dopo l’ingestione delle capsule, e raggiunge il massimo valore dopo circa 60 minuti. Questa droga permane nello stomaco per circa due ore, dopodichè passa nell’intestino tenue, dove non viene assorbito e non causa quindi nessun effetto sistemico. Uno studio nel ratto ha valutato l’effetto prebiotico del glucomannano. Gli animali venivano nutriti con una dieta addizionata col 5% di polvere di glucomannano per 2 o per 4 settimane, con valutazione dei batteri intestinali (anaerobi totali, bifidobatteri, Clostridium perfringens e Escherichia coli) e dei livelli di acidi grassi liberi nell’intestino. Si è visto che il glucomannano aumentava in modo significativo il contenuto intestinale degli anaerobi totali, dei bifidobatteri e degli acidi grassi liberi e riduceva significativamente il numero di Clostridium perfringens. Questi dati confermano che la polvere di glucomannano ha un evidente effetto prebiotico (30).  

Studi clinici. Uno studio clinico controllato ha arruolato due gruppi di 25 soggetti obesi, trattati con polvere micronizzata di glucomannano alla dose di 4 g/die o un placebo per 60 giorni. I pazienti di entrambi i gruppi seguivano la stessa dieta ipocalorica, e la valutazione dei risultati era fatta misurando ogni 30 giorni il peso dei soggetti, il colesterolo totale, il colesterolo HDL e i trigliceridi. Si è visto che al termine della sperimentazione la perdita di peso era significativamente (p<0,05) maggiore nei pazienti del gruppo glucomannano, che mostravano anche una riduzione significativa dei parametri lipidici esaminati. La tollerabilità del trattamento è stata ottima (20). Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto di glucomannano, fibra di guar e alginato sulla riduzione del peso in soggetti adulti in sovrappeso. Sono stati reclutati 176 soggetti, di entrambi i sessi, che ricevevano per os il glucomannano da solo oppure il glucomannano e la fibra di guar oppure tutte e tre le fibre assieme ad una dieta bilanciata di 1200 KCal per 3 mesi. Si è visto che in tutti e tre i casi il dimagrimento era superiore a quello ottenibile con la dieta da sola, senza differenze significative tra i 3 trattamenti effettuati. Lo studio conferma che già il glucomannano da solo è in grado di migliorare la perdita di peso indotta da una dieta ipocalorica (28).  

Azione lassativa: è dotato di una notevolissima idrofilia, grazie alla quale è in grado di rigonfiare in mezzo liquido. Tale rigonfiamento è massimale a pH acido e avviene quindi prevalentemente nello stomaco. La massa mucillaginosa formata dal glucomannano arriva infine al grosso intestino, dove subisce in parte una degradazione da parte delle glicosidasi della flora batterica con sviluppo di biogas. A questo livello esercita azione lassativa di tipo meccanico-osmotico, massaggiando le pareti dell’intestino crasso e stimolando in tal modo la peristalsi. Ciò aiuta a prevenire la diverticolosi del colon e sembra anche in grado di ridurre la frequenza di neoplasie del grosso intestino, sia per riduzione dell’assorbimento di sostanze mutagene, sia per diminuzione del loro tempo di contatto con la mucosa e sia per modifiche nel metabolismo e nalla composizione della flora batterica intestinale.  

Studi clinici. Uno studio clinico in doppio cieco dimostra che pazienti affetti da costipazione hanno un tempo di transito orocecale nettamente aumentato rispetto a pazienti che evacuano regolarmente, che viene riportato alla norma ingerendo per 10 giorni una dieta ricca di glucomannano (3). Un altro studio clinico ha valutato 93 pazienti affetti da stipsi cronica, trattati con 2 g. al giorno di glucomannano per 30 giorni. Al termine della sperimentazione si è notato un aumento significativo del numero delle evacuazioni, con ottima tollerabilità del prodotto. Un altro studio clinico in doppio cieco ha coinvolto 20 bambini cerebrolesi affetti da stipsi cronica, che ricevevano per os glucomannano o un placebo per un periodo di 12 settimane. Al termine della sperimentazione si è osservato che il glucomannano aumentava in modo significativo la frequenza delle evacuazioni e riduceva l’uso di altri prodotti lassativi, favorendo inoltre l’espulsione di feci più idratate e morbide ma senza modificare il tempo di transito intestinale del bolo fecale (4). Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto del glucomannano in 46 bambini affetti da stipsi con o senza encopresi. I pazienti ricevevano per os polvere micronizzata di glucomannano alla dose di 100 mg/kg/die o un placebo per 1 mese. I genitori dei bambini dovevano farli sedere sulla toilette 4 volte al giorno, subito dopo i pasti e tenere un diario del comportamento dell’alvo, nel quale dovevano anche essere annotati tutti gli eventuali disturbi accusati dai piccoli pazienti. I genitori dovevano anche fornire un parere sull’efficacia e sulla tollerabilità del trattamento. L’età media dei bambini partecipanti allo studio era di 7,2 anni. Al termine dello studio si è notato che il 45% dei bimbi del gruppo verum e il 13% di quelli del gruppo placebo avevano un miglioramento significativo dell’alvo, confermato dal parere dei genitori, che riferivano il 68% di miglioramenti nel gruppo verum e solo il 13% in quello placebo. La durata del periodo di costipazione andava da un minimo di 6 mesi a un massimo di 10 anni, e la maggior parte dei bambini partecipanti ingeriva solo basse quantità di fibre alimentari. La lunghezza del periodo di costipazione non influiva sulla risposta al trattamento col glucomannano. I bambini affetti solo da costipazione semplice rispondevano meglio di quelli con encopresi al trattamento. I bambini che già assumevano lassativi prima dello studio traevano un maggior beneficio al termine di questo. Non sono stati osservati effetti collaterali degni di nota (27). Uno studio clinico controllato ha valutato l’azione lassativa del glucomannano. Sono stati arruolati 8 volontari sani, tenuti a dieta povera di fibre e che assumevano per os 4,5 g/die di glucomannano per 21 giorni. Si misurava la frequenza delle evacuazioni e si esaminavano le feci emesse. Si è visto che il glucomannano migliorava la frequenza delle evacuazioni di circa il 30% (p<0,05) e aumentava il residuo secco delle feci da 12,9 a 13,6 g/d (p<0,05). Inoltre il glucomannano aumentava significativamente il contenuto fecale di lattobacilli, di bifidobatteri, di batteri totali e di acidi grassi liberi (p<0,05) e riduceva il pH delle feci in modo significativo (p<0,05). Lo studio indica che la supplementazione di glucomannano con la dieta favorisce l’evacuazione e modifica positivamente le caratteristiche fisico-chimiche e batteriologice delle feci (32).  

Azione ipocolesterolemizzante: questa droga è anche in grado di ridurre l’assorbimento intestinale dei lipidi, in particolare del colesterolo, sia ostacolandone la penetrazione nei villi intestinali per inibizione della sua solubilizzazione sia sequestrandolo direttamente con modalità simili a quelle delle resine di sintesi sia diminuendo l’attività della lipasi pancreatica. Inoltre è in grado di ridurre anche la trigliceridemia. Infatti causa un aumento dell’escrezione fecale di colesterolo che si aggira fra il 5 e il 7%, e induce anche un aumento del colesterolo HDL circolante. In uno studio fatto sul ratto si somministravano con la dieta 7,5 g./die di glucomannano o di chitosano o un placebo per 18 giorni, misurando i livelli di colesterolo epatico, la viscosità del sopranatante intestinale, l’assorbimento intestinale del colesterolo, l’escrezione fecale del colesterolo e l’escrezione fecale degli acidi biliari. Al termine della sperimentazione i livelli di colesterolo epatico calavano significativamente negli animali di entrambi i 2 gruppi verum, la viscosità del sopranatante era nettamente maggiore nel gruppo glucomannano rispetto a quello chitosano, l’assorbimento intestinale del colesterolo era del 37,5% nel gruppo placebo, del 20,2% nel gruppo glucomannano e del 9,4% nel gruppo chitosano, l’escrezione fecale del colesterolo e degli acidi biliari era nettamente aumentata nel gruppo chitosano ma non in quello glucomannano. Questi risultati indicano che il glucomannano riduce l’assorbimento intestinale del colesterolo con un’interferenza nell’assorbimento del colesterolo mediata dalla viscosità, mentre il chitosano ha un vero effetto legante nei confronti del colesterolo e degli acidi biliari. Uno studio nel ratto ha valutato l’azione ipolipemizzante di alcune mucillagini estratte da matrici vegetali (galattomannano da fieno greco, glucomannano e arabinogalattano estratto da Colocasia esculenta). Gli animali assumevano queste sostanze per os alla dose di 40 mg/kg/die per 2 mesi, misurando l’assetto lipidico pre e post terapia. Si è notato che tutte le sostanze esaminate riducevano la lipemia, con migliore efficacia per il glucomannano rispetto alle altre. Vi era in particolare una significativa riduzione della produzione di lipoproteine ricche di ApoB, in particolare le VLDL, da parte degli epatociti. Lo studio indica che l’azione ipolipemizzante di queste mucillagini dipende non solo dal loro effetto a livello intestinale ma anche da una ridotta produzione epatica di VLDL (33).  

Studi clinici. Uno studio clinico in doppio cieco ha coinvolto 63 volontari sani, che ricevevano per os 4g/die di glucomannano per un periodo di 4 settimane, seguito da un intervallo di 2 settimane e infine da una nuova somministrazione per altre 4 settimane. Durante la sperimentazione i soggetti non dovevano modificare le loro abitudini alimentari, anche se errate. Al termine dello studio è stato osservato un calo del colesterolo totale del 10% (p<0,0001), del colesterolo LDL del 7,2% (p<0,007) e dei trigliceridi del 23% (p<0,03). Non sono state notate modificazioni della frazione HDL del colesterolo (15). E’ stato anche fatto uno studio clinico in doppio cieco su un gruppo di 60 bambini di età media di 11 anni, trattati in parte con una dieta normocalorica e in parte con la stessa dieta + glucomannano alla dose di 2g./die per os per due mesi. Al termine della sperimentazione vi è stato calo del peso corporeo in entrambi i gruppi statisticamente significativo (p<0,01), anche se leggermente più marcato nei soggetti che prendevano il glucomannano. In questi ultimi è stato osservato calo delle alfa lipoproteine e aumento delle pre beta lipoproteine e dei trigliceridi. Il calo delle alfa lipoproteine potrebbe essere dovuto, almeno in parte, a un inadeguato apporto di liquidi (18). Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto del glucomannano su pazienti diabetici dislipidemici. Sono stati arruolati 22 pazienti, con colesterolo e glicemia elevati, che non assumevano farmaci ipolipemizzanti. Essi ricevevano per os 3,6 g/die di glucomannano o un placebo per 28 giorni, con misurazione dei livelli plasmatici del glucosio e del colesterolo pre e post terapia. Al termine della sperimentazione si è visto che i pazienti del gruppo glucomannano mostravano una riduzione del colesterolo totale dell’11%, del colesterolo LDL del 20,7%, dell’apolipoproteina B del 12,9% e della glicemia del 23,2% rispetto a quelli del gruppo placebo. Non vi erano modificazioni significative del peso corporeo, del colesterolo HDL e dei trigliceridi. La concentrazione fecale degli steroli e degli acidi biliari era aumentata, nei pazienti del gruppo verum, del 75,4%. Lo studio conclude affermando che il glucomannano può ridurre il colesterolo e il glucosio plasmatici soprattutto aumentando l’escrezione fecale degli steroli neutri e degli acidi biliari. Nello studio non sono stati segnalati rilevanti effetti collaterali (25). Uno studio clinico controllato ha arruolato 40 bambini ipercolesterolemici, che dovevano seguire una dieta ipolipidica per 8 settimane, al termine delle quali assumevano per os il glucomannano alla dose di 2 g/die o un placebo per 2 mesi. Si misuravano colesterolo totale, colesterolo LDL, colesterolo HDL e trigliceridi pre e post terapia. Al termine dello studio i bambini del gruppo verum mostravano una riduzione statisticamente significativa del colesterolo totale e del colesterolo LDL (p<0,01), senza apprezzabili modificazioni del colesterolo HDL e dei trigliceridi. Tale effetto ipocolesterolemizzante era maggiore nelle femmine rispetto ai maschi. Non sono stati registrati evidenti effetti collaterali in nessuno dei due gruppi esaminati (29). Uno studio clinico controllato ha indagato se il glucomannano e/o gli steroli vegetali possono migliorare l’assetto lipidico in pazienti diabetici e non diabetici con ipercolesterolemia moderata. Sono stati arruolati 18 soggetti non diabetici e 16 pazienti diabetici, che ricevevano per os 1,8 g/die di steroli vegetali oppure 10 g/die di glucomannano o una combinazione dei due trattamenti o un placebo in quattro cicli terapeutici di 21 giorni ciascuno, intervallati da 28 giorni di sospensione. Si è visto che nei pazienti che ricevevano la terapia combinata vi era un calo significativo (p<0,05) del colesterolo totale e di quello LDL rispetto al placebo. Nei pazienti in terapia combinata si osservava anche un calo dei livelli plasmatici di lanosterolo, un indice della biosintesi del colesterolo. Lo studio indica che la terapia combinata con glucomannano e steroli vegetali ha migliori effetti del glucomannano e degli steroli vegetali da soli sull’assetto lipidico di pazienti sia diabetici sia non diabetici (31).  

Azione ipoglicemizzante: è stato dimostrato che è anche in grado di ridurre l’assorbimento intestinale degli zuccheri, sia per un transito accelerato del bolo alimentare nell’intestino sia per un diminuito assorbimento da parte della mucosa. Infatti si è notato un netto appiattimento dei picchi glicemico e insulinemico postprandiali, il che può consentire una diminuzione dei dosaggi di insulina e di ipoglicemizzanti orali nel paziente diabetico.  

Studi clinici. E’ stato effettuato uno studio su 8 pazienti gastrectomizzati affetti da ipoglicemia postprandiale e trattati con un pasto iperglucidico, cui veniva aggiunto glucomannano alla dose di 2,6 o di 5,2 g./die per os. Dopo la dose più bassa si notava miglioramento della glicemia da 2,3 a 3,3 mmo/l (p<0,005), che dopo quella più alta passava a 4,1 mmo/l. (p<0,0005). E’ stato anche evidenziato un calo significativo (p<0,05) del picco insulinemico postprandiale per entrambi i dosaggi (16). Un ulteriore studio clinico in doppio cieco ha arruolato 50 volontari sani, trattati con un bolo unico di 100 g. di carboidrati per os supplementato con 5 g. di glucomannano. Rispetto al placebo si è notato calo significativo del picco insulinemico postprandiale senza apprezzabili modifiche della glicemia e dei livelli di Gastric Inhibitory polypeptide (GIP) (19). E’ stato fatto uno studio clinico in doppio cieco su 278 pazienti diabetici affetti dalla sindrome di insulinoresistenza, che ricevevano per os 8g./die di glucomannano o un placebo per cicli di 3 settimane intervallate da 2 settimane di sospensione.Essi seguivano una dieta isoenergetica e metabolicamente controllata. I controlli riguardavano l’assetto lipidico, la glicemia basale e postprandiale, l’insulinemia basale e postprandiale, i livelli ematici di fruttosamina e quelli di apolipoproteina B. Al termine del trattamento i pazienti del gruppo verum mostravano un calo statisticamente significativo dei livelli plasmatici di colesterolo totale, di colesterolo LDL, di trigliceridi, di apolipoproteina B e di fruttosamina. I livelli glicemici a digiuno non si modificavano, ma la glicemia postprandiale si riduceva in modo significativo nei pazienti del gruppo verum (23). Uno studio clinico in doppio cieco ha valutato l’effetto del glucomannano sui livelli lipidici, glucidici e pressori di 11 soggetti iperlipemici, ipertesi e affetti da diabete mellito tipo 2. Essi ricevevano per os 700 mg 1 ora prima di ogni pasto di glucomannano o 1 placebo per tre settimane, con valutazione dei livelli sierici di fruttosamina, glicemia, colesterolo, colesterolo HDL, trigliceridi, apolipoproteine, pressione arteriosa e peso corporeo. Al termine della sperimentazione i pazienti del gruppo verum mostravano cali statisticamente significativi dei livelli plasmatici di fruttosamina, glicemia, colesterolo totale e pressione arteriosa, mentre gli altri parametri esaminati non mostravano variazioni statisticamente significative (21).  

Indicazioni principali: obesità e sovrappeso, stipsi, dislipidemie.  

Azione prevalente: iporessizzante e lassativa.  

Altre azioni: ipocolesterolemizzante, ipoglicemizzante.  

EFFETTI COLLATERALI: va usato con una certa cautela in pazienti portatori di ulcera peptica e/o di ernia dello iato esofageo, per il possibile aumento della sintomatologia tipica di queste malattie. Può causare meteorismo, che potrebbe disturbare pazienti affetti da sindrome del colon irritabile. L’assunzione di elevate quantità di glucomannano può causare, se non accompagnata da un’abbondante ingestione di liquidi, fenomeni subocclusivi a livello esofageo, in particolare nell’ultimo tratto dell’esofago.  

INTERAZIONI FARMACOLOGICHE: Può rallentare l’assorbimento dei farmaci e del fitocomplesso delle droghe vegetali, per cui va somministrato sempre da solo. Eventuali altre terapie vanno somministrate almeno 1 ora prima e non meno di 3 ore dopo la sua assunzione. Può anche ridurre, seppure in modo moderato, l’assorbimento del ferro e delle vitamine liposolubili.  

CONTROINDICAZIONI: nessuna conosciuta.  

TOSSICOLOGIA: non ha effetti tossici di tipo sistemico perchè non viene assorbito a livello intestinale. Può essere usato in età pediatrica.

 

BIBLIOGRAFIA:

1) Bruneton J. Pharmacognosie et phytochimie plantes medicinales. Ed. Lavoisier, Paris, 1993.

2) Sannia A. Formulario pratico di fitoterapia. Ed. Tecniche nuove, Milano, 1994.

3) Marzio L. t al. Mouth-to-cecum transit time in patients affected by chronic constipation: effect of glucomannan. Am. J. Gastroenterol., 84, 888-891, 1989.

4) Passaretti S. et al. Action of glucomannans on complaints in patients affected with chronic constipation: a multicentric clinical evaluation. Ital. J. Gastroenterol., 23, 421-425, 1991.

5) Staiano A. et al. Effect of the dietary fiber glucomannan on chronic constipation in neurologically impaired children. J. Pediatr. 136, 41-45, 2000.

6) Doi K. et al. Treatment of diabetes with glucomannan. Lancet 1, 987, May 5, 1979.

7) Kiriyama S. et al. Hypocholesterolemic activity and molecular weight of Konjac mannan. Nutrition Reports International 6, 4, Oct. 1972.

8) Jenkins D.J. et al. Unabsorbable carbohydrates and diabetes: decreased post prandial hyperglycaemia. Lancet 2, 172-174, 1976.

9) ANDERSON J.W ET AL. DIETARY FIBER: HYPERLIPIDEMIA, HYPERTENSION AND CORONARY HEARTH DISEASE. AM. J. GASTROENTEROL. 81, 907-919, 1986.

10) Hou Y.H. et al. Influences of refined konjac meal on the levels of tissue lipids and the absorption of four minerals in rats. Biomed. Environ. Sci., 3, 306-314, 1990.

11) Doi K. Effect of konjac fibre (glucomannan) on glucose and lipids. Eur. J. Clin. Nutr., 49 Suppl 3:, S190-197, 1990.

12) Scalfi L. et al. Effect of dietary fibre on postprandial thermogenesis. Int. J. Obes., 11 Suppl 1:, 95-99, 1987.

13) Henry D.A. et al. Glucomannan and risk of oesophageal obstruction. Br. Med. J. (Clin Res Ed), 292, 591-592, 1986.

14) Hozumi T. et al. Long-term effects of dietary fiber supplementation on serum glucose and lipoprotein levels in diabetic rats fed a high cholesterol diet. Endocr. J., 42, 187-192, 1995.

15) Arvill A. et al. Effect of short-term ingestion of konjac glucomannan on serum cholesterol in healthy men. Am. J. Clin. Nutr., 61, 585-589, 1995.

16) Hopman W.P. et al. Glucomannan prevents postprandial hypoglycaemia in patients with previous gastric surgery. Gut, 29, 930-934, 1988.

17) Yoshida M. Effects of long-term high-fiber diet on macrovascular changes and lipid and glucose levels in STZ-induced diabetic SD rats. Diabetes Res. Clin. Pract., 13, 147-152, 1991.

18) Vido L. et al. Childhood obesity treatment: double blinded trial on dietary fibres (glucomannan) versus placebo. Padiatr. Padol., 28, 133-136, 1993.

19) Morgan L.M. The effect of soluble- and insoluble-fibre supplementation on post-prandial glucose tolerance, insulin and gastric inhibitory polypeptide secretion in healthy subjects. Br. J. Nutr., 64, 103-110, 1990.

20) Vita P.M. et al. Chronic use of glucomannan in the dietary treatment of severe obesity. Minerva Med 83(3):135-9, 1992

21) Vuksan V. et al. Konjac-mannan (glucomannan) improves glycemia and other associated risk factors for coronary heart disease in type 2 diabetes. A randomized controlled metabolic trial. Diabetes Care 22, 913-919, 1999.

22) Karakaya S. et al. Adsorption of direct-acting and indirect-acting mutagens by various dietary fibers. Int. J. Food Sci. Nutr. 50,319-323, 1999.

23) Vuksan V. et al. Beneficial effects of viscous dietary fiber from Konjac-mannan in subjects with the insulin resistance syndrome: results of a controlled metabolic trial. Diabetes Care 23, 9-14, 2000.

24) Gallaher C.M. et al. Cholesterol reduction by glucomannan and chitosan is mediated by changes in cholesterol absorption and bile acid and fat excretion in rats. J. Nutr. 130, 2753-2759, 2000.

25) Staiano A. et al. Effect of the dietary fiber glucomannan on chronic constipation in neurologically impaired children. J. Pediatr. 136, 41-45, 2000.

26) Chen H. L. et al. Konjac supplement alleviated hypercholesterolemia and hyperglycemia in type 2 diabetic subjects-a randomized double-blind trial. J. Am. Coll Nutr 22(1):36-42, 2003.

27) Loening-Baucke V. Et al. Fiber (glucomannan) is beneficial in the treatment of childhood constipation. Pediatrics. 113(3 Pt 1):e259-64, 2004.

28) Birketvedt G.S. et al. Experiences with three different fiber supplements in weight reduction. Med Sci Monit. 11(1):PI5-8, 2004.

29) Martino F. Et al. Effect of dietary supplementation with glucomannan on plasma total cholesterol and low density lipoprotein cholesterol in hypercholesterolemic children. Nutr Metab Cardiovasc Dis. 15(3):174-80, 2005.

30) Chen H.L: et al. Unhydrolyzed and hydrolyzed konjac glucomannans modulated cecal and fecal microflora in Balb/c mice. Nutrition. 21(10):1059-64, 2005.

31) Yoshida M. et al. Effect of plant sterols and glucomannan on lipids in individuals with and without type II diabetes. Eur J Clin Nutr. 2006 Jan 4; [Epub ahead of print].

32) Chen H.L. et al. Konjac acts as a natural laxative by increasing stool bulk and improving colonic ecology in healthy adults. Nutrition. 22(11-12):1112-9, 2006.

33) Boban P.T. et al. Hypolipidaemic effect of chemically different mucilages in rats: a comparative study. Br J Nutr. 96(6):1021-9, 2006.

Annunci

Cuore più sano con i fianchi abbondanti

Se il vostro ideale è un corpo da top model, con curve femminili appena accennate, una ricerca inglese potrebbe farvi venire qualche dubbio. Secondo un’équipe di Oxford, infatti, avere un pò di grasso in eccesso localizzato nei fianchi, sulle cosce e sul sedere svolgerebbe un’azione protettiva riguardo potenziali patologie di carattere cardiaco e metabolico. Il grasso localizzato in queste aree del corpo femminile ha la capacità di respingere gli acidi grassi nocivi e contiene un agente anti-infiammatorio che aiuta a prevenire l’ostruzione delle arterie. Lo stesso non si può dire del grasso che invece si accumula sull’addome. In un futuro non troppo lontano, i medici potrebbero mettere a punto una redistribuzione del grasso corporeo aumentando quello dei fianchi per tenere a bada malattie quali il diabete, ad esempio. Oltretutto, come riferiscono i ricercatori inglesi, poco grasso intorno ai fianchi può agevolare l’insorgenza di patologie gravi come la sindrome di Cushing, vale a dire il quadro clinico derivante da un eccesso di produzione dell’ormone cortisolo da parte del surrene, la ghiandola endocrina situata sul polo superiore del rene. La ricerca sottolinea anche il rischio di regimi alimentari volti a un dimagrimento troppo rapido, che sarebbe deleterio per l’organismo in quanto il grasso eliminato troppo in fretta rilascia una percentuale di citochine che dà vita ad infiammazioni e conduce a malattie cardiovascolari, insulino-resistenza e diabete. Al contrario, bruciare grassi in maniera lenta ma costante favorisce il rilascio di adiponectina, un ormone che regola il controllo dello zucchero nel sangue. Il coordinatore della ricerca, Konstantinos Manolopoulos, sintetizza in una battuta l’esito della propria ricerca: “in un mondo ideale si dovrebbero avere cosce e sedere abbondanti e pancia piatta. Purtroppo, in genere si hanno abbondanti entrambe le parti o nessuna delle due”.

Fonte ITALIASALUTE.it

La rivincita delle morbide: gli uomini preferiscono la donna con le curve

Scarlett JohanssonLo dice la scienza: abbracciare donne formose dà più soddisfazione che mettere le mani intorno al girovita scarno di una partner filiforme. Lo sostiene una ricerca condotta dall`Università scozzese di St. Andrews. L`ideale erotico è la sinuosa Scarlett Johansson, mentre scende in classifica il tipo alla Paris Hilton.

Catturare la nuova tendenza non è stato difficile: a un gruppo di volontari compresi tra 18 e 26 anni è stato chiesto di ammirare e votare le fotografie di alcune “silhouette” femminili puntando a giudicare quanto fossero sane e seducenti, ma anche quanto piacessero quei chiletti in più sui fianchi. Detto fatto: per la maggior parte degli intervistati quelle che sprizzavano salute da tutti i pori erano le signore più in carne e fatto insolito risultavano anche le più attraenti.

L`Universitys Perception Lab ha poi effettivamente interrogato le stesse donne, 84 volontarie, sul loro stato di salute e ha rilevato loro la pressione arteriosa. Un indice affidabile, spiegano ora i ricercatori, che parlano di novità inaspettata a una domanda antica: “Cosa attrae davvero gli uomini?”. La risposta dei ricercatori non era scontata, spiega uno degli autori dello studio premia-formose, Victor Coetzee: “Gli scienziati hanno tentato per decenni di trovare una soluzione all`enigma, ma hanno sempre sottovalutato il fattore peso”. Sbagliando, a quanto pare. Le rotondità alla Manuela Arcuri vengono interpretate come segnali di benessere dalla psiche, forse anche per un antico interesse biologico alla riproduzione e alla salute della prole. L`ultimo messaggio è per le adolescenti: non farsi imbrogliare dai modelli pubblicitari, avvertono i ricercatori, “Tutti i partecipanti hanno detto che le ragazze sottopeso non erano attraenti”, spiega il professor Davide Perrett. Tirando le somme: “Gli uomini preferiscono le ragazze in carne”.

Fonte SALUTE24.it  Segnala questo post su Facebook

Dimagrire con la medicina omeopatica

È possibile dimagrire utilizzando l’omeopatia?

obesoA rispondere a questa domanda è il dott. Ciaccio Giorgio, medico esperto in Agopuntura ed Omeopatia, Intolleranze Alimentari ed Alimentazione Naturale nostro Ospite in GALENOsalute, risponde sì a questa domanda ma con una doverosa premessa: i rimedi omeopatici devono essere scelti in base alla tipologia della persona, precisa Ciaccio, e non alla sua patologia. Solamente con questa metodologia di cura, definita “Omeopatia unicista” (perché si usa sempre un solo rimedio per persona) o “classica” il rimedio omeopatico dà il massimo dell’efficacia: tanto più la cura è personalizzata, tanto più darà il suo effetto su quel paziente.

Perciò nel caso di disturbi cronici, come il sovrappeso, è sempre necessaria un’indagine approfondita da parte di un medico omeopata “unicista”, cioè istruito (in corsi di specializzazione di almeno tre anni) a riconoscere il rimedio più adatto a quel singolo paziente, a cogliere la similitudine fra l’essenziale della persona e l’essenza del rimedio. Homios pathos: “Similia similibus curentur”, cioè i simili siano curati con i simili. L’omeopatia unicista è quindi una medicina psicosomatica, olistica e globale, che ottimizza le reazioni fisiche e mentali alle costanti variazioni dell’ambiente che ci circonda.

L’omeopatia ”classica” esiste da sempre e fu fondata da un noto ed accreditato medico tedesco, Samuel Hahnemann (1775-1843). L’omeopatia è un sistema terapeutico ad alto impatto clinico e semeiotico, caratterizzato dalla ricerca, attraverso lunghe e meticolose visite e colloqui medici, di rimedi simili alle caratteristiche personali dei pazienti.
Quando una persona assume il suo rimedio ritorna ad un proprio equilibrio, dapprima energetico e poi psicofisico, il migliore possibile per lei. Perciò se era in sovrappeso e se soffriva per questa sua condizione, otterrà un dimagrimento graduale, duraturo e senza effetti collaterali. Talvolta questo avviene anche per mezzo di un aumento della forza di volontà, che le permetterà di aumentare l’attività fisica e di ridurre il cibo, senza conseguenze psichiche. Oppure il rimedio omeopatico produrrà un naturale aumento del metabolismo, che porterà la persona a dimagrire senza sforzo alcuno e fino ad un livello di normalità fisiologica che diventerà permanente. Esiste infine un’altra possibilità di azione del rimedio omeopatico: la persona si adatterà spontaneamente alla propria condizione di sovrappeso, senza più soffrirne e senza alcuna conseguenza patologica. È come se, sostanzialmente, il peso non pesi più.

contattaci Condividi su Facebook

Tanto cibo in gravidanza e i teenager ingrassano

gravidanzaAdolescenti obesi o sovrappeso? Potrebbere dipendere dalle mamme che durante la gravidanza, con il pretesto di dover mangiare per due, si lasciano andare a dolci e leccornie. A dire “basta” alle voglie più strampalate della gravidanza da soddisfare in qualunque ora del giorno e della notte, arriva una ricerca della Harvard Medical School, dalla quale è emerso come le madri che mettono su troppi chili nel corso della gravidanza assicurano un peso corporeo eccessivo anche ai propri figli durante l`adolescenza.

I ricercatori americani, sulla base dei sondaggi effettuati su 12 mila adolescenti, hanno infatti rilevato come i figli di donne che in gravidanza avevano preso troppi chili corressero un rischio maggiore del 42% di ammalarsi di obesità tra i 9 e i 14 anni. E questo avveniva, spiegano i ricercatori, indipendentemente da altri fattori come il peso corporeo della donna prima della gravidanza, il reddito familiare o l`istruzione dei genitori.

Studi precedenti avevano collegato l`eccessivo aumento di peso della donna in gravidanza con un rischio maggiore per i figli di diventare obesi nel corso dell’infanzia. La recente scoperta, invece, aggiungerebbe ulteriori evidenze al fatto che l’ambiente in cui il feto cresce non genera solo conseguenze a breve termine, ma anche effetti a lungo termine nella regolazione del peso corporeo. Secondo i ricercatori, infatti, il peso eccessivo della madre incinta influirebbe sullo sviluppo del feto rendendo l’organismo del bambino più suscettibile all’accumulo di peso corporeo.

Il giusto peso per un figlio sano dipende in primo luogo, come suggeriscono gli esperti, da quello della mamma nel periodo precedente alla gravidanza. Il consiglio è quindi quello di affacciarsi alle soglie della gestazione con un peso corporeo nella norma affinché si possano accumulare i chili in più nei limiti raccomandati. Il consiglio dell’Istituto di medicina americano (Iom), a questo proposito, è che il normale aumento di peso corporeo di una donna in gravidanza non superi i 15 chili.

Attenzione, quindi, alle mamme: la qualità e la quantità del cibo consumato nel corso della gravidanza avranno infatti un grande “peso” nella salute del proprio bambino.

Sindrome metabolica: sono quattro milioni gli italiani a rischio

IN PIAZZA (tranne a Marsala!) PER LA PREVENZIONE IL 25 E 26 APRILE

manifestazione-25-26-aprile-2009La dieta mediterranea non può tutto: oltre la metà della popolazione italiana è in sovrappeso, e oltre 4 milioni di italiani risultano obesi. Un italiano su 3, poi, soffre di ipertensione arteriosa e 1 su 5 di ipercolesterolemia, e intanto raddoppiano i casi di diabete di tipo 2, quello insulino-resistente tipico dell`età adulta. Anche la salutare dieta mediterranea nulla può, spiegano gli esperti, davanti a 8-10 ore di completa sedentarietà in ufficio. L`unica arma per combattere obesità, diabete, colesterolo e ipertensione, affermano gli esperti, è la prevenzione. Ed è per prevenire queste patologie che nasce la seconda edizione di “Rimisuriamoci. Togli centimetri, aggiungi salute“, la campagna indetta dalla Croce Rossa e dalle farmacie del network Valore Salute per prevenire la sindrome metabolica, una patologia molto diffusa che ha come punto di partenza proprio l`obesità e il sovrappeso.

Il 25 e 26 aprile, in circa 350 piazze italiane, saranno istallate tende da campo della Croce Rossa Italiana dove, dalle 9 del mattino in poi, grazie alla presenza dei volontari della CRI e dei medici della SIMG (Società Italiana di Medicina Generale), si potrà fruire dei seguenti servizi gratuiti:

– a digiuno, misurazioni di peso corporeo, statura e girovita; calcolo dell`Indice di Massa Corporea (IMC); misurazione di pressione arteriosa, glicemia, colesterolemia e trigliceridemia;

consulto medico, nel corso del quale saranno messi in rilievo i fattori di rischio emersi dallo screening effettuato. Si procederà poi alla compilazione della scheda di riepilogo di tutti i dati rilevati, sui quali le persone interessate potranno riflettere per modificare, sotto la guida del proprio medico, i comportamenti erronei che espongono agli effetti della sindrome metabolica (obesità, diabete, colesterolo, ipertensione);

– distribuzione gratuita del libro “Cibo & Salute”, curato da Giuliano Da Villa, consigliere del Commissario CRI e curatore della Campagna, che fornisce una guida pratica per la scelta dei cibi – non solo dal punto di vista energetico, ma anche dei nutrienti (proteine, carboidrati, grassi, vitamine e minerali), indispensabili per la salute – e per lo svolgimento dell`attività fisica giornaliera, elemento fondamentale per il buon mantenimento del nostro corpo, ma anche della mente e dell`umore.

Per conoscere l`elenco delle piazze in cui sarà possibile partecipare alla campagna di prevenzione, visitare la pagina 415 del Televideo o andare sul sito www.cri.it o su http://www.valoresalute.it.

La campagna continuerà anche al termine delle due giornate: il primo sabato di ogni mese, fino al 31 dicembre 2009, sarà possibile recarsi, a digiuno, in una delle farmacie che espongono il marchio Valore Salute per proseguire l`iniziativa di screening e “rimisurare” – sempre gratuitamente – le persone già testate il 25 ed il 26 aprile o quelle che non hanno avuto l`opportunità di farsi controllare.


da gennaio 2011 ci trovi su HarDoctor News, il Blog

da gennaio 2011!

Il Meteo a Marsala!

Il Meteo

Bookmark & Share

Condividi con ...

Farmaci a prezzi imbattibili!

Farmacia On Line
Annunci

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: