Posts Tagged 'tumore fegato'

Tumore al fegato: l’estratto di crisantemo fa pulizia tra le cellule

crisantemoDa fiore dei morti a pianta salva-vite, il crisantemo dimostra sempre di più di avere un ruolo non secondario nella lotta ai tumori, in particolare di quelli del fegato, come svela una ricerca cinese pubblicata sul World Journal of Gastroenterology. Nell’indicum Chrysantenum, già conosciuto per le sue proprietà antimicrobiche, antinfiammatorie, immunomodulatrici e neuroprotettive, gli scienziati della Xi’an Jaotong University, in Cina, hanno infatti isolato una molecola anti-tumorale in grado di contrastare l’epatocarcinoma cellulare, uno dei “big killer”, che fa oltre un milione di morti all’anno nel mondo e un tasso di mortalità del 94%. L’estratto di crisantemo sarebbe capace di impedire la proliferazione delle cellule malate e di indurrle al “suicidio”, processo che viene definito di apoptosi (forma di morte cellulare programmata, distinta dalla necrosi cellulare; contribuisce al mantenimento del numero di cellule di un sistema).

L’efficacia della terapia, ancora in fase sperimentale, è stata già provata in laboratorio su una linea cellulare umana. Un obiettivo raggiunto dopo un test preliminare sui topi e osservando quali fossero gli effetti effetti sugli epatociti colpiti. La molecola estratta dal crisantemo ha provocato una selezione naturale delle cellule tumorali  attraverso un “cavallo di troia” introdotto all’interno della loro membrana. Una speranza per milioni di malati. In Italia ogni anno vengono diagnosticati 6 mila nuovi casi di cancro al fegato.

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Triplicati negli ultimi 30 anni i tumori epatici

fegatoNegli ultimi tre decenni i casi di cancro primario al fegato, una malattia spesso prevenibile, sono triplicati. Lo hanno rilevato le statistiche del Cancer Research britannico, pubblicate sulla rivista Plos One. Secondo gli esperti, le infezioni da epatite C, così come il consumo di alcol e l’obesità, avrebbero contribuito ad alimentare il picco di casi di cancro al fegato. I tumori primari sono spesso causati dell’insorgenza di cirrosi epatica che a sua volta e’ associata a questi fattori di rischio. “Stiamo vedendo piu’ pazienti con cirrosi e, a sua volta, piu’ pazienti con cancro primario al fegato”, ha detto Matt Setmour, docente di cancro gastrointestinale all’Universita’ di Leeds. “Non passa molto tempo – ha continuato – tra l’esposizione a fattori di rischio e l’insorgenza del cancro”. L’epatite C, invece, e’ un virus che si trasmette attraverso il contatto con sangue infetto. Prima del 1991 le trasfusioni erano la principale fonte di infezione, ma attualmente la trasmissione avviene di frequente tra gli utilizzatori di droghe per via endovenosa. “Potrebbero passare tra i 20 e i 40 anni – ha spiegato Seymour – prima di sviluppare il cancro al fegato dopo esser stati infettati dal virus dell’epatite C. Cosi’, anche se i nuovi casi di infezione sono fermi, il numero di casi continuera’ ad aumentare per alcuni anni”.

Dalle nanobiotecnologie nuovo inibitore dell’angiogenesi, contro i tumori epatici

L’impiego di farmaci anti-angiogenetici rappresenta una modalità di elezione per combattere il cancro. Un limite all’impiego è però rappresentato dalla modalità di somministrazione per via intravenosa. Il gruppo di ricerca guidato da Ofra Benny, dell’Harvard Medical School di Boston (Massachusetts, USA), ha studiato gli effetti dell’impiego di una piccola molecola a somministrazione orale, dotata di attività anti-angiogenetica ad ampio spettro che, sperimentata nel topo, ha mostrato la capacità di inibire la crescita del tumore del fegato, e di prevenirne le metastasi.

Per superare il limite rappresentato dalla limitata biodisponibilità della formulazione orale degli anti-angiogenetici, che richiedono spesso anche una frequente somministrazione per via parenterale, il gruppo di ricerca americano ha sperimentato una nuova formulazione di TNP-470, denominata Lodamin, coniugata con l’acido monometossi-polietilene glicole-polilattico a formare micelle nanopolimeriche in grado di migliorare la biodisponibilità del principio attivo. Questa combinazione si è mostrata capace di essere assorbita dall’intestino e di accumularsi selettivamente nel tumore, inibendone la crescita senza causare deterioramento a livello neurologico nei topi. Si aprono così prospettive importanti per il trattamento dei tumori epatici e la prevenzione di metastasi.

Tumore fegato: bene test su farmaco

Studio mondiale dimostra efficacia a rallentare crescita cancro. Sono positivi i primi risultati di uno studio su un nuovo farmaco contro il tumore primitivo più comune del fegato: l’epatocarcinoma. I risultati hanno coinvolto anche 5 centri italiani. Il farmaco e’ il sorafenib, molecola che si era già dimostrata attiva contro il tumore del rene e capace di rallentare la crescita del cancro. Nei pazienti con tumore epatico avanzato che hanno ricevuto il sorafenib, la sopravvivenza globale e’ aumentata del 44% rispetto a chi ha ricevuto il placebo. (fonte ANSA)


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