Posts Tagged 'vaccino papilloma virus'

Tumori: vaccino HPV previene le recidive!

Il vaccino contro il Papillomavirus protegge dalle recidive le donne che sono già state operate di tumore della cervice. Lo ha scoperto uno studio dell’Università dell’Alabama presentato al meeeting della Society of Gynecological Oncologists a Chicago. Lo studio ha esaminato i dati di due trial del vaccino su 17mila donne tra i 15 e i 26 anni, centinaia delle quali erano già state operate per tumore dell’apparato genitale o per lesioni sicuramente precancerose. Il risultato è stato che la probabilità di contrarre di nuovo la patologia è diminuita del 40 per cento dopo 3,8 anni dall’operazione. “Questo studio suggerisce che il vaccino aiuta con tutte le modifiche causate dal virus – ha spiegato Warner Huh, uno degli autori – e può essere offerto come protezione post operatoria“.

Fonte AGIsalute

Annunci

La profilassi contro il papillomavirus umano: il punto sul vaccino Gardasil anti-HPV.

Gardasil

La prevenzione del tumore al collo dell’utero passa dalla vaccinazione contro il papillomavirus umano (HPV), che è il virus responsabile dell’insorgere di questo tipo di cancro e dei condilomi genitali.
Il vaccino Gardasil si è rivelato, in più studi clinici, efficace nel prevenire il contagio da HPV. “I parametri per valutare l’efficacia della vaccinazione contro il Papillomavirus umano (HPV) si devono basare sull’effettiva capacità di prevenire le patologie genitali correlate al virus. Oggi grazie a questa vaccinazione e all’implementazione dei programmi regionali possiamo efficacemente prevenire molte patologie correlate a questo virus. Entrambi i vaccini disponibili, il bivalente e il quadrivalente, sono efficaci nel prevenire oltre il 70% delle forme di cancro del collo dell’utero. Il vaccino quadrivalente protegge anche dalle lesioni precancerose di vulva e vagina e dai condilomi (verruche) genitali “. A fare il punto sulle patologie HPV correlate e la loro prevenzione è il prof Giancarlo Icardi, responsabile del dipartimento d’Igiene presso l’Università degli studi di Genova, nell’ambito dell’XI Congresso nazionale della Società Italiana d’Igiene (SITI) svoltosi Napoli.
Studi clinici hanno evidenziato che il vaccino quadrivalente anti HPV, Gardasil®, è l’unico in grado di prevenire le patologie causate dai tipi di Papillomavirus 6, 11, 16 e 18 con un’efficacia prossima al 100% mantenuta fino a quasi 10 anni nello studio iniziale ‘proof of principle’ . Inoltre, un recente studio, pubblicato sul Lancet, ha dimostrato che il vaccino quadrivalente è altamente efficace nelle donne fino a 45 anni.
A ciò si aggiungono i dati provenienti da uno studio australiano che dimostrano come in una popolazione estesamente vaccinata con il vaccino quadrivalente (come avvenuto in Australia), si è assistito ad una riduzione di quasi il 50 per cento delle nuove diagnosi di condilomatosi genitale (verruche o creste di gallo) in un solo anno dall’avvio della vaccinazione. Questi sono i primi risultati dalla “vita reale” a conferma dei benefici ottenibili con il vaccino quadrivalente. “Un dato molto interessante che ci dà immediata visione delle indicazioni di efficacia di questa vaccinazione” afferma la prof.ssa Barbara Suligoi, epidemiologa Direttore del Centro Operativo AIDS presso l’Istituto Superiore di Sanità.”Il dato australiano è il primo a dimostrare l’efficacia di riduzione di una patologia HPV correlata, nella vita reale”.
Ad oggi tutte le regioni vaccinano gratuitamente le ragazze di 12 anni e solo in alcune l’offerta gratuita è stata estesa anche ad altre fasce d’età. Ma l’iniziativa più importante messa in atto da alcune Regioni è quella del ‘social price’: una misura che consente a tutte le donne fino a 26 anni, che non rientrano nelle fasce di gratuità, di accedere alla vaccinazione presso le ASL pagando circa 1/3 del prezzo praticato in farmacia. “La Società Italiana d’Igiene si fa portatrice da tempo di questo messaggio a favore dell’implementazione di un prezzo agevolato presso le ASL per tutte le donne fino a 26 anni; ciò favorirebbe il raggiungimento di elevate coperture vaccinali nel rispetto degli obiettivi della sanità pubblica e garantirebbe alle donne la libertà di scelta per la tutela della propria salute”, aggiunge il prof. Carlo Signorelli, vice presidente della SITI.

Il vaccino Gardasil contro il papillomavirus umano (HPV)
Gardasil® è un vaccino per la prevenzione delle lesioni genitali precancerose (del collo dell’utero, della vulva e della vagina), del cancro del collo dell’utero e delle lesioni genitali esterne (condilomi acuminati) causati dal Papillomavirus Umano (HPV) di tipo 6, 11, 16 e 18. Il vaccino quadrivalente anti HPV, di Sanofi Pasteur MSD, offre la protezione più completa contro la maggior parte delle patologie genitali causate dal Papillomavirus, mantenendo alti standard di sicurezza ed efficacia e con benefici per tutte le donne dai 9 ai 45 anni. Ad avvalorarlo sono tra l’altro i recenti dati presentati nell’ambito dei Congressi internazionali oltre le raccomandazioni e pareri espressi dalle Autorità sanitarie internazionali come l’OMS, l’FDA (Food and Drug Administration) e l’EMEA (Agenzia Europea del farmaco) che confermano l’efficacia ed il buon profilo di sicurezza del Gardasil® che ha anche già dimostrato di produrre benefici nella vita reale.verso lesioni causate dai virus HPV.

1) Gardasil® offre una protezione completa verso il cancro del collo dell’utero, le lesioni precancerose della vulva e della vagina e i condilomi, dovuti a HPV 6, 11, 16, 18 nelle donne fino a 45 anni. Il 10 settembre 2009 l’agenzia europea del farmaco (EMEA) ha approvato l’aggiornamento della scheda tecnica di Gardasil®. Lo studio clinico ha coinvolto 3.819 donne, con un’età compresa tra i 24 e i 45 anni. Il vaccino ha dimostrato di prevenire il 90.5% delle infezioni persistenti, delle lesioni cervicali di ogni grado, dell’adenocarcinoma in situ, del cancro del collo dell’utero, delle lesioni vulvari e vaginali e dei condilomi genitali correlati ai tipi di HPV 6, 11, 16 e 18. I risultati hanno anche mostrato che circa il 70% delle donne arruolate (3.251 donne che avevano ricevuto tutte e tre le dosi) non era entrato in contatto con i virus al momento della vaccinazione ed ha potuto ottenere il massimo beneficio dalla vaccinazione con Gardasil®.

2) Gardasil® è l’unico vaccino anti-HPV ad aver ottenuto conferma nella vita reale (“real life”) dimostrando dei benefici precoci e tangibili sulla salute delle donne. Ad un anno dall’avvio del programma vaccinale si è registrata una riduzione del 48% dei casi di condilomi nelle donne fino a 28 anni. Lo studio ha confrontato la percentuale di diagnosi di condilomi genitali riscontrati prima e dopo l’introduzione della vaccinazione con Gardasil® presso il Centro di Salute Sessuale di Melbourne in Australia. I risultati, a distanza di un solo anno dall’avvio della vaccinazione, hanno mostrato una riduzione del 48% nelle diagnosi di condiloma tosi (nelle donne con un’età inferiore ai 28 anni). I dati sono stati presentati durante la 25esima Conferenza Internazionale sull’HPV che si è svolta a Malmo in Svezia a Maggio 2008.

3) Gardasil® ha dimostrato efficacia a lungo termine attraverso l’induzione di memoria immunitaria e grazie ai risultati di elevata efficacia clinica fino a 9,5 anni. Lo studio “Proof of Principle” di fase II Su Gardasil®, presentato durante la 25esima Conferenza Internazionale sull’HPV che si è svolta a Malmo in Svezia a Maggio 2008 e recentemente pubblicato, ha preso in esame il tipo vaccinale di HPV 16 contenuto nel Gardasil e ha dimostrato che, dopo la vaccinazione, non si sono riscontrate patologie correlate all’HPV 16 nel gruppo vaccino. Tutte le patologie osservate si sono verificate nel gruppo placebo. Questo intervallo di durata di protezione è il più lungo mai documentato per un vaccino anti HPV. A questo dato di durata della protezione nel tempo, si aggiunge quello relativo alla capacità di indurre memoria immunitaria, un segno considerato dagli esperti e dagli organismi scientifici internazionali come l’indicatore della protezione a lungo termine. Dimostrare una memoria immunitaria significa evidenziare che il sistema immunitario ha memorizzato i tipi di virus inseriti nel vaccino e che è in grado di fornire una protezione qualora avvenga una successiva esposizione a questi tipi di virus anche a distanza di anni. I parametri per valutare l’efficacia della vaccinazione HPV sono stati recentemente riaffermati anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’Agenzia europea del farmaco (EMEA): nella valutazione di entrambi i vaccini, l’EMEA ha stabilito che non è stato identificato nessun livello minimo di anticorpi in relazione alla capacità di indurre protezione.

4) Gardasil® offre una protezione crociata e ad aver dimostrato questo effetto negli studi clinici, attraverso la prevenzione di lesioni precancerose al collo dell’utero, immediati precursori del cancro. A Settembre 2008 è stata aggiornata la scheda tecnica del vaccino con questi dati di protezione crociata verso altri 10 tipi HPV oncogenici non vaccinali, ossia non contenuti nel vaccino stesso e verso i quali Gardasil® non offre una protezione diretta. L’efficacia della protezione crociata è stata dimostrata particolarmente nei confronti dell’HPV 31 che rappresenta, in Europa, il secondo tipo di virus più comune (dopo il tipo HPV16) nel causare le lesioni precancerose cervicali. Come frequenza, risulta anche il quarto tipo di HPV (dopo l’HPV 16, 18 e 33) nel causare cancro del collo dell’utero, in Europa. In particolare, l’HPV 31 provoca circa il 25% delle rimanenti lesioni precancerose al collo dell’utero e il 15% dei rimanenti casi di cancro alla cervice uterina, non correlati ai tipi 16 e 18.

5) Gardasil® ha un buon profilo di sicurezza confermato dagli organismi internazionali (CDC e l’OMS). A tre anni dall’arrivo del vaccino quadrivalente, e con più di 50 milioni di dosi somministrate in tutto il mondo, le Autorità sanitarie a livello internazionale hanno confermato il buon profilo di tollerabilità e sicurezza del vaccino quadrivalente anti HPV. A Gennaio 2009 il Global Advisory Committee for Vaccine Safety (GACVS) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) ha decretato: “Il profilo di sicurezza è simile a quello evidenziato nei trial clinici prima della commercializzazione. Non vi è evidenza di nuovi effetti collaterali non preventivamente evidenziati. In relazione all’uso di tale vaccino, studi clinici estesi, nell’arco di tempo di un decennio e che hanno incluso più di 25.000 donne da 33 paesi, non hanno rilevato un incremento di rischio di eventi avversi seri rispetto al placebo. Negli studi clinici gli eventi avversi più frequentemente riscontrati sono stati reazioni avverse al sito di iniezione e febbre”.

contattaci Condividi su Facebook

Parliamo di Papillomavirus con …

Tratteremo di PAPILLOMAVIRUS, con l’equipe ostetrico-ginecologica di GALENOsalute coordinata dal dott. Francesco Picciotto che si avvale della collaborazione della dott.ssa Giovanna Schillaci, della dott.ssa Lucia Fiorella, della dott.ssa Antonella Pane e del dott. Eugenio Catinella, per conoscerlo e per combatterlo.

L’HPV, conosciuto anche con il nome di Papillomavirus Umano, è un virus che può portare al cancro del collo dell’utero. Ma non solo. È responsabile di un’ampia gamma di patologie tra cui i condilomi, le lesioni cervicali e le neoplasie anogenitali. A differenza di tutti gli altri tumori, il cancro del collo dell’utero ha una causa certa: il Papillomavirus Umano. Per questo è così importante informarsi sull’HPV per prevenirlo e combatterlo.

Diffuso in tutto il mondo | Il Papillomavirus è diffuso fino al 75% della popolazione sessualmente attiva. Una percentuale che fa riflettere, soprattutto se si pensa che il picco d’infezione appartiene alle adolescenti e alle giovani adulte fino ai 25 anni d’età. C’è da dire che nella maggior parte dei casi (70-90%) l’infezione è transitoria e guarisce spontaneamente, quindi il tumore non si sviluppa. I dati sono comunque importanti e identificativi della situazione. Ogni anno il cancro del collo dell’utero viene diagnosticato a circa 470.000 donne delle quali 33.500 in Europa e 3.500 solo in Italia. Circa la metà delle donne colpite dalla malattia, muore: 15.000 i decessi in Europa, 1.100 in Italia. Per non parlare delle altre patologie: sono centinaia di migliaia le donne con condilomi genitali, lesioni precancerose, neoplasie anogenitali.  

Come si trasmette | L’infezione avviene attraverso i rapporti intimi. Il contagio dell’HPV, infatti, riguarda l’80% delle persone sessualmente attive, che attraverso un contatto fisico tra genitali si possono “passare” il virus.  

I terribili 4 e 100 varianti | L’HPV è costituito da 100 tipi virali, chiamati anche genotipi. I genotipi sono suddivisi in due categorie: quelli a basso rischio, che possono portare a lesioni benigne (ad esempio i condilomi) e quelli ad alto rischio che sono spesso responsabili del cancro del collo dell’utero. I tipi più coinvolti nelle patologie a carico dell’apparato riproduttivo delle donne sono 4 e cioè: i tipi 6,11,16 e 18. I tipi 16 e 18 causano il 75% dei casi di cancro del collo dell’utero e il 70% dei tumori alla vulva e alla vagina. I tipi 6 e 11 sono coinvolti nel 90% dei condilomi genitali e nel 15% circa delle lesioni precoci del collo dell’utero.  

All’origine un’infezione virale | Il cancro del collo dell’utero è l’unico tumore che si sviluppa da un’infezione virale, come riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. La causa è l’HPV (Human Papillomavirus), un virus capace di infettare le cellule della cervice, trasformandole in cellule neoplastiche. In Europa rappresenta la seconda causa di morte, dopo il cancro alla mammella, tra le donne in età compresa tra i 15 e i 44 anni. La prima nei Paesi in via di sviluppo, dove è il tumore femminile più frequente. L’HPV si trasmette attraverso i rapporti sessuali e il preservativo non garantisce una sicurezza al 100% perché le zone colpite dal virus possono essere fuori dall’area protetta.  

Dall’HPV al tumore | Per fortuna nella maggior parte dei casi (si stima tra il 70 e il 90%) l’infezione non lascia segni e guarisce spontaneamente nel corso di 2 anni, soprattutto grazie al nostro sistema immunitario. Quando non avviene questa guarigione, e quindi il virus rimane nel nostro organismo, possono svilupparsi le lesioni precancerose. Questo di solito è dovuto alla persistenza di certi genotipi ad alto rischio che resistono più a lungo, e ad alcuni fattori come il fumo, che agevolano e fanno progredire l’HPV. Tra l’infezione e l’insorgere delle lesioni precancerose di solito trascorrono anni, ma possono verificarsi anche tempi minori, ad esempio poco più di 12 mesi. Per non correre rischi inutili insieme al PAP test e ai programmi di screening, ora c’è anche il vaccino: tutti strumenti fondamentali per prevenire il cancro del collo dell’utero.

LE CARATTERISTICHE DEL VACCINO | Anche in Italia è finalmente arrivato il vaccino contro l’HPV. Previene il cancro del collo dell’utero, le lesioni precancerose e i condilomi, da tipi di HPV 6, 11, 16, 18. L’efficacia del vaccino è stata già provata su oltre 20.000 ragazze e donne in 33 Paesi in tutto il mondo. Il vaccino costituisce quindi uno scudo protettivo che impedisce al Papillomavirus di entrare nell’organismo e in seguito di proliferare. I test condotti confermano che la protezione clinica continua nel tempo e che la memoria immunitaria esiste. Ovviamente il vaccino non è terapeutico, ovvero non cura le lesioni o le infezioni già presenti.  

Una protezione efficace | Il vaccino è indirizzato agli adolescenti (di entrambi i sessi), tra i 9 e i 15 anni e alle giovani donne, tra i 16 e i 26 anni. In Italia sarà gratuito per le ragazze di 12 anni (ragazze che hanno compiuto 11 anni fino al compimento del dodicesimo anno di vita), mentre per tutte le altre è possibile acquistarlo in farmacia, dietro prescrizione medica. Oggi vaccinarsi diventa un gesto importante per la propria vita e per quella delle nostre figlie.  

Per ciò che concerne altri aspetti, peculiarità ed informazioni Vi invito a contattarci ed approfondire con i nostri ospiti Specialisti.

È arrivato in tutte le farmacie italiane il Gardasil, il vaccino contro il papilloma virus

Il suo nome è Gardasil ed è la nuova grande rivoluzione nel mondo della salute della donna. È arrivato in Italia il vaccino contro il papilloma virus, che provoca il tumore al collo dell’utero. I dati più recenti indicano che ogni giorno in Italia questo tipo di tumore colpisce dieci donne, una ogni due ore; in totale, ogni anno, 3.500 donne scoprono di avere un tumore alla cervice uterina e 1.700 muoiono a causa della malattia. Il cancro alla cervice è un autentico ‘big killer’ delle donne: rappresenta la seconda causa di morte femminile nel mondo e può essere evitato perché la maggior parte dei casi di tumore è direttamente derivato dall’infezione da papilloma virus. Il vaccino è una vera rivoluzione: permette, infatti, di agire sulle nuove generazioni, sulle adolescenti e i suoi effetti saranno evidenti tra un decennio, quando si potranno comparare i dati di incidenza del cancro di oggi con quelli futuri. L’arrivo del vaccino in Italia è stato salutato nei giorni scorsi nel corso di una conferenza stampa; fu il Ministro della Salute Livia Turco ad annunciare qualche mese fa che l’Italia avrebbe offerto la vaccinazione gratuita a tutte le dodicenni italiane: una scelta accolta in tutta Europa con rispetto e stima e che pone il nostro Paese in prima linea nella lotta al papilloma virus e al tumore alla cervice. Nel corso della presentazione, la senatrice Laura Bianconi, in rappresentanza della Commissione Sanità di Palazzo Madama, ha spiegato che si è deciso di concedere la vaccinazione gratis alle ragazzine di questa età perché “si presuppone che non abbiano ancora una vita sessuale attiva e perché sono già incluse nei programmi di vaccinazione standard e sono, quindi, facilmente reperibili attraverso gli strumenti presenti sul loro territorio”. Ecco nel dettaglio le modalità della vaccinazione mediante Gardasil: l’indicazione alla vaccinazione è per le donne tra i 9 e i 26 anni che non abbiano contratto l’infezione. Dal 28 marzo sarà possibile acquistarlo in tutte le farmacie dietro prescrizione medica e va somministrato in tre dosi entro sei mesi. Il beneficio massimo è per le adolescenti che non hanno ancora avuto rapporti sessuali e quindi non sono certamente entrate in contatto con il virus. La prospettiva è quella di prevenire fino al 75% dei casi di tumore. Circa 260.000 adolescenti italiane verranno vaccinate gratuitamente attraverso una chiamata attiva da parte delle regioni: la Bianconi ha chiarito che entro il 1 gennaio 2008 si dovrà aver dato inizio alla vaccinazione delle dodicenni, un’operazione che costerà allo Stato circa settantacinque milioni di euro. In un questo clima di malcelato entusiasmo, gli esperti non hanno dubbi. L’oncologo Umberto Veronesi ha ribadito che il vaccino è una “grande notizia per le donne ma non deve far pensare che il pap-test sia uno strumento superato: la vaccinazione per le donne tra i 20 e i 30 anni, più vicine alla soglia di età a rischio, è importante almeno quanto lo screening periodico del loro stato di salute”.


da gennaio 2011 ci trovi su HarDoctor News, il Blog

da gennaio 2011!

Il Meteo a Marsala!

Il Meteo

Bookmark & Share

Condividi con ...

Farmaci a prezzi imbattibili!

Farmacia On Line
Annunci

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: