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Arriva l’influenza!!

L’influenza è una malattia acuta dell’apparato respiratorio, fortemente virale e contagiosa: spesso viene sottovalutata, ma ogni anno riesce a mettere al tappeto milioni di persone. Quest’anno il virus influenzale arriva dalle Isole Salomone e, secondo le stime degli esperti,  costringerà a letto circa cinque milioni di italiani. Il virus si trasmette principalmente per via aerea, attraverso le goccioline di saliva espulse con tosse e starnuti, trovando terreno fertile con le basse temperature e l’umidità. Sintomi tipici sono tosse, mal di gola, raffreddore, brividi, febbre, dolori muscolari e problemi intestinali. Per la terapia dell’influenza sono in commercio farmaci antivirali che hanno lo scopo di ridurre l’intensità e la durata della malattia. Questi farmaci, però, possono provocare effetti collaterali e sono indicati solo per le persone ad alto rischio di complicazioni e per le quali è controindicato il vaccino antinfluenzale. Gli antibiotici sono attivi solo contro le infezioni batteriche e perciò, nell’influenza, patologia di origine virale, non hanno alcun effetto.

Scoperto il meccanismo che determina l’aumento di peso in chi assume psicofarmaci.

Ricercatori della Johns Hopkins Medical Institution hanno scoperto i meccanismi che sottostanno a un noto effetto secondario dei principali farmaci antipsicotici: un significativo aumento di peso. Questo effetto collaterale rappresenta un problema serio in quanto oltre a facilitare l’insorgenza di altre patologie come diabete e cardiopatie, può rappresentare un ostacolo a una buona compliance del paziente verso la terapia antipsicotica stessa, inducendolo a interrompere le cure.
I ricercatori della Johns Hopkins hannno scoperto che nei topi a cui viene somministrata clozapina, uno dei più diffusi antispicotici di ultiuma generazione, insieme a olanzapine e risperidone, l’attività di un enzima coinvolto nella regolazione dell’appetito, chiamato AMPK, quadruplicava. Ricostruendo le vie di attivazione dell’enzima AMPK hanno quindi triovato che interviene in modo essenziale il recettore per l’istamina. Per confermare laquesta ipotesi hanno così somministrato la clozapina a topi modificati geneticamente in modo da non esprimere il recettore dell’istamina, constatando che effettivamente in essi non si riscontrava l’attivazione dell’enzima AMPK né un aumento ponderale. “La connessione che abbiamo individuato è estremamente intrigante – ha detto Solomon H. Snyder, direttore della ricerca e firmatario di un articolo che apparirà la prossima settimana sulla versione on line dei  Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) – aprendo le porte a nuove strade per il controllo dell’aumento del peso”, strade interessanti per chi assume questi farmaci, ma non solo.


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